Controluce

Il tempo porta via molto. Ma non può rubarci ciò che abbiamo davvero vissuto. Quello resta. Ci accompagna. Ci sostiene. La memoria, allora, non è un rifugio nel passato
Pubblicato il 23/05/2026
La verità che nessuno dice è questa: molte persone non sono stanche perché lavorano troppo. Sono stanche perché non sentono più nulla di autentico. Consumano emozioni veloci tutto il giorno e poi, la sera, restano vuote come stanze dopo una festa
Pubblicato il 19/05/2026
Se però questo nostro agire, così come lo abbiamo definito nella nostra società precedentemente descritta, non dovesse avere un riscontro, allora questo agire sarebbe a priori nullificato, trasformandoci nell'albero inizialmente citato che adesso torna imperniato di significato
Pubblicato il 18/05/2026
Noi immaginiamo sempre Dio come uno che interviene, sistema, protegge, risolve. Un supervisore cosmico. Invece il Vangelo fa qualcosa di destabilizzante: Dio si sottrae. Lascia spazio. Costringe alla libertà. Gli apostoli, infatti, dopo l’Ascensione non ricevono superpoteri. Restano fragili
Pubblicato il 17/05/2026
Viviamo nell’epoca dei “senza filtri”, dei podcast-confessione, dei video in lacrime registrati con la ring light accesa. Ma quasi nessuno mostra il caos mentre accade davvero
Pubblicato il 15/05/2026
E allora forse la rivoluzione più urgente non è tecnologica. È tornare a usare parole che abbiano conseguenze. Perché una parola autentica cambia gli equilibri. Una parola autentica espone. Una parola autentica non ti lascia identico a prima
Pubblicato il 13/05/2026
Il problema non è che il mondo stia peggiorando. Ogni generazione lo pensa. Il problema è che pretendiamo conseguenze diverse continuando a celebrare le stesse cause
Pubblicato il 12/05/2026
Allora chieditelo davvero: il tuo desiderio ti sta rendendo più umano o più affamato? Più libero o più dipendente? Perché alla fine il problema non è se servirai qualcosa. Il problema è cosa ti inginocchierà
Pubblicato il 08/05/2026