scritto da Tina Contaldo - 27 Giugno 2026 07:06

Diritti umani e la presa di posizione di Amnesty International

Tra guerre dimenticate, repressioni e disuguaglianze globali, la difesa dei diritti umani si sgretola sotto il peso di interessi geopolitici e logiche di profitto

«Assistiamo a un susseguirsi di crisi, conflitti e violazioni che sembrano rincorrersi senza sosta. Le immagini scorrono davanti ai nostri occhi, le notizie si accumulano, ma dietro ogni titolo ci sono persone reali: famiglie che perdono tutto, bambini e bambine privati della loro infanzia, comunità intere costrette a vivere nella paura.

Dal Medio Oriente al Sudan, il prezzo più alto continua a essere pagato dalle persone civili. In Medio Oriente, migliaia di persone vivono sotto il peso della guerra, degli sfollamenti e della distruzione, affrontando conseguenze che segneranno il loro futuro per anni.

In Sudan, una delle più gravi emergenze umanitarie al mondo continua a consumarsi lontano dai riflettori: l’accesso a cibo, acqua e cure mediche è sempre più difficile. Intanto, governi repressivi continuano a limitare libertà fondamentali, persone attiviste e giornalisti vengono intimiditi o arrestati, chi difende i diritti umani viene messo a tacere. Di fronte a tutto questo, l’indifferenza non è una risposta, perché i diritti umani non si difendono da soli.»

La tutela dei diritti umani sta prendendo risvolti sempre più tersi a causa della globalizzazione e della capitalizzazione di società invase per profitto di singoli paesi occidentali.

La civilizzazione è un atto di pacificazione?

Non è detto che la culla civile sia nata in Occidente. Ogni cultura dovrebbe determinare una propria visione che è stata negletta anni or sono secondo le leggi del più forte. Perché a determinare queste guerre intestine è la visione multipolare del mondo ed onestamente credo che accingerci ad un processo di intenti sia l’unica soluzione. Oltre a donne e bambine stanno morendo anche molti uomini uccisi perché credono nella propria religione. Sono, dunque, guerre religiose o forse spettacoli inauditi di produzione di profitto? Alla fine chi è povero resta povero e chi è ricco diventa sempre più ricco in nome della natura di ogni singolo popolo, per non asserire e mai proferire ciò che la nascita di un solo mondo possa rivelare ma  non è così e non dovrebbe essere così in quanto non si può e non si deve arrivare a Dio.

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Canzone del giorno Rich man Poor man Gladiators

 

Laureata in Comunicazione Internazionale con una tesi su l’Antigone di Judith Butler, ha proseguito gli studi con un master in Europrogettazione e Internazionalizzazione delle imprese. Parla inglese, francese, greco e italiano e ha una forte passione per la scrittura che la caratterizza sin da bambina quando scriveva sceneggiature e racconti emozionanti e creativi. Fotografa e pittrice. Scrive poesie prendendo ispirazione dall’attualità soprattutto concentrandosi sul rapporto uomo/donna e sui fenomeni di migrazione volontaria o meno. Vive a Cava de' Tirreni ed è parte della Filellenica.

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