Controluce

Ci hanno insegnato che la durezza tempra il carattere. Che essere esigenti con se stessi è sinonimo di forza. Ma c’è una differenza enorme tra disciplina e disprezzo. La prima costruisce, il secondo scava. E nel buco che resta è difficile crescere qualcosa di buono
Pubblicato il 12/02/2026
Il Vangelo non chiede mai un atto di fede cieca. Chiede fiducia, sì, ma una fiducia intelligente. «Venite e vedrete», dice Gesù. Non: “Spegnete il cervello e sentite qualcosa”. Quando la folla smette di capire e inizia solo a pretendere miracoli, lui se ne va
Pubblicato il 11/02/2026
In un’epoca che premia la velocità, rallentare è un atto radicale. Quasi sovversivo. Vuol dire dire: non mi lascio dettare il ritmo dalla paura. Vuol dire riconoscere che alcune risposte hanno bisogno di silenzio prima che di parole, di ascolto prima che di azione
Pubblicato il 10/02/2026
Viviamo nell’epoca in cui tutto si misura, ma quasi mai il tempo. Misuriamo i passi, le calorie, i follower, i minuti di attenzione. Eppure il tempo scivola via come una moneta che non guardiamo mai in faccia. Contare i giorni non è un esercizio malinconico. È un atto rivoluzionario
Pubblicato il 09/02/2026
Viviamo in un’epoca che celebra l’istantaneo, il consumo, la velocità. Ma l’amore autentico è lento come la crescita di un albero: non si affretta, non si compra, non si scarica con un clic
Pubblicato il 06/02/2026
Il granello di senape non è romantico. È scomodo. Dice che ciò che conta davvero all’inizio non convince, non seduce, non rassicura
Pubblicato il 22/01/2026
In questa lettera aperta, l’autore si rivolge ad Annetta, amica e presenza quotidiana tragicamente uccisa da un femminicidio. Attraverso il ricordo di vent’anni di amicizia, di piccoli gesti e momenti condivisi, il testo diventa una riflessione intima e dolorosa sulla perdita, sulla memoria e sull’assurdità della violenza. È un atto di resistenza all’oblio e un ultimo saluto carico di amore e sgomento
Pubblicato il 21/01/2026
Mentre il primo quadrimestre volge al termine e la tensione sale in classi e famiglie, un coordinatore rivolge ai genitori un messaggio tra il serio e l’ironico: i voti non definiscono il futuro, il sonno vale più delle ansie, lo studio “dal vivo” resta insostituibile e un po’ di leggerezza aiuta tutti a restare in pista. Un promemoria per affrontare le pagelle con realismo, fiducia e qualche sorriso
Pubblicato il 17/01/2026