Gioco pubblico, raccolta record ma il Fisco resta al palo: il boom passa dal web
Nel 2025 le giocate raggiungono i 165,3 miliardi di euro, quasi il doppio rispetto a dieci anni fa. Crescono soprattutto i giochi online, ma il gettito per lo Stato diminuisce, mentre aumenta la redditività per gli operatori del settore
Il mercato italiano dei giochi pubblici continua a registrare numeri record, ma la crescita delle giocate non si traduce in un corrispondente incremento delle entrate per lo Stato. È il quadro delineato dall’analisi del Centro studi di Unimpresa, che evidenzia come nel 2025 la raccolta lorda abbia raggiunto i 165,3 miliardi di euro, con un aumento del 4,8% rispetto al 2024 e di quasi il 12% nell’ultimo biennio. Un’espansione sostenuta soprattutto dal canale digitale, che ha ormai superato il 60% del mercato nazionale.
A fronte di una raccolta sempre più elevata, il gettito fiscale è però rimasto sostanzialmente fermo. Le entrate erariali si sono infatti attestate a 11,47 miliardi di euro, in lieve flessione rispetto all’anno precedente, mentre il rendimento fiscale lordo è sceso al 6,9%, il livello più basso degli ultimi tre anni. Secondo l’analisi, si tratta dell’effetto della progressiva migrazione dei giocatori verso tipologie di gioco online caratterizzate da una pressione fiscale decisamente più contenuta.
Il fenomeno emerge con particolare evidenza nei giochi di abilità a distanza, come poker online, casinò virtuali e giochi di carte, che da soli rappresentano oltre 81 miliardi di euro di raccolta, quasi la metà dell’intero mercato italiano. Nonostante il peso crescente di questo segmento, il contributo alle casse dello Stato resta limitato, con un rendimento fiscale lordo di appena l’1,1% e un gettito di circa 875 milioni di euro.
Scenario opposto per gli apparecchi da intrattenimento, come slot machine e videolottery, che pur rappresentando meno di un quinto della raccolta complessiva garantiscono quasi il 44% delle entrate fiscali del comparto, grazie a un rendimento erariale decisamente superiore. È proprio questo squilibrio a spiegare il paradosso evidenziato dallo studio: mentre aumentano le somme giocate, il bilancio pubblico beneficia sempre meno della crescita del settore.
Nel 2025 le vincite distribuite ai giocatori hanno raggiunto 143,5 miliardi di euro, pari all’86,8% della raccolta, lasciando un margine lordo di 21,9 miliardi. Di questa cifra, 11,5 miliardi sono confluiti nelle casse dello Stato, mentre oltre 10 miliardi hanno rappresentato il margine operativo della filiera composta da concessionari, gestori, distributori, tabaccai e ricevitorie, in crescita rispetto all’anno precedente.
L’analisi sottolinea inoltre come il settore stia vivendo una profonda trasformazione strutturale, con una progressiva concentrazione del mercato nelle mani di pochi grandi operatori e un ruolo sempre più marginale dei punti vendita fisici. Una dinamica favorita anche dalla diffusione delle piattaforme digitali, che nelle scommesse sportive rappresentano ormai oltre il 70% della raccolta.
Secondo il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, l’espansione del gioco online impone di spostare l’attenzione non soltanto sugli aspetti fiscali, ma anche su quelli sociali. Per Longobardi diventa infatti indispensabile rafforzare gli strumenti di educazione, prevenzione e promozione del gioco responsabile, soprattutto nei confronti delle categorie più vulnerabili, affinché l’innovazione tecnologica proceda di pari passo con la tutela dei consumatori e il monitoraggio dei comportamenti a rischio. (fonte Unimpresa)







