scritto da Angela Senatore - 10 Agosto 2026 12:49

Libri & Libri: Anatomia del quotidiano di Clelia Attanasio

Anatomia del quotidiano, De Nigris editore, è un romanzo filosofico, corposo e cerebrale, che al tempo stesso preserva il pregio di una lettura scorrevole ed intrigante

Possiamo mai conoscere una persona fino in fondo? Se scandagliamo la sua esistenza, la vivisezioniamo, facciamo insomma l’”anatomia del quotidiano” riusciremo a carpirne l’essenza? La verità è conoscibile? Quanto contano i fatti e quanto l’interpretazione? E nella mediazione tra fatto e interpretazione, la narrazione che ruolo ha?

Queste e molte altre domande e riflessioni scaturiscono da Anatomia del quotidiano, il terzo romanzo di Clelia Attanasio, classe 1995, un dottorato a Cambridge e ora ricercatrice in teologia all’Università di Bonn, che, con questo romanzo, ha vinto il bando “Per chi crea” finanziato da Mic – Ministero della Cultura e Siae.

Anatomia del quotidiano, De Nigris editore, è un romanzo filosofico, corposo e cerebrale, che al tempo stesso preserva il pregio di una lettura scorrevole ed intrigante. Quasi thriller psicologico, si apre con una scena che evoca un delitto. Selene Di Meglio, ricercatrice universitaria, collaboratrice del professore e filosofo Amos Adler, è chiamata in Grecia, nell’isola di Kasos, perché il professore è stato trovato morto in casa sua, dove viveva da solo. La casa è a soqquadro, un lampadario decapitato, una copia di Odissea di Kazantzakis, sul cellulare di Adler due soli numeri: quello della ricercatrice e quello di sua moglie, morta. La polizia incarica la ricercatrice di cercare “qualcosa di mancante”, ma come si fa a trovare qualcosa se non si sa cosa si sta cercando?

Intanto Selene si occupa di quella che, a questo punto, sembra l’ultima volontà del professore, che lei scriva una sua biografia completa di vita e opere.

Dopo questa prefazione, che è già parte del romanzo a tutti gli effetti, il lettore è immerso nella storia. In questo romanzo, nulla è come sembra a partire dalla impalcatura del romanzo stesso. Ci sembra di leggere un saggio: la vita di Amos Adler scritta dalla sua più fidata collaboratrice, Selene di Meglio. Lo sguardo di lei su di lui, si alterna a quello di coloro che meglio lo conobbero, la moglie Ilizia, l’amico Peppe, l’amica Gaelle, mediante una stratificazione di stralci di corrispondenze, trascrizioni audio e video, brani di scritti, tutto corredato, come ogni saggio che si rispetti, da note a margine. In questo modo, conosciamo la figura prismatica di Adler, una “figura di troppi lati” per citare una poesia di Alfonso Guida.

Il testo procede, come una biografia che si rispetti, per periodi storici, dalla nascita di Adler, fino all’ultimo periodo della sua produzione intellettuale.

Partendo dalla genealogia di Adler – perché è forse nelle nostre radici che troviamo il senso delle nostre storie – Attanasio affronta anche il tema della incomunicabilità tra genitori e figli e della costante non corrispondenza tra desiderata degli uni e degli altri.

Tra un periodo storico e l’altro sono inoltre inseriti i pezzi del romanzo incompiuto di Adler dal titolo Anatomia del quotidiano, una ulteriore storia nella storia che, quasi come una mitologia, spiega il rapporto tra vita e narrazione della stessa perché “il filosofo non ha altro modo di dimostrare le sue teorie che incarnarle”.

Tutto si gioca sulle dicotomie. Da una parte il bisogno ossessivo di essere visti, che porta Adler ad esporsi, a voler primeggiare, sempre. Dall’altra parte, una ricerca di anonimato, la consapevolezza che il successo è vano e che la vera felicità, il senso delle nostre vite è in altro. Così si alternano in un gioco di specchi pieni e vuoti, superfluo e necessario, menzogna e verità, conoscenza e fede, umano e divino.

L’unico punto di riferimento sembra allora essere che nulla è incontrovertibile e che “la verità non esiste, esiste solo il cambiamento”.

Siamo di fronte insomma ad un “iper-romanzo a scatole cinesi” come lo descrive la stessa Selene Di Meglio, che trascina il lettore in un vortice stratificato di informazioni, portandolo a toccare con mano che forse la verità non esiste o forse è in tante cose.

Anatomia del quotidiano stupisce per la maturità della scrittura, il finale inatteso, gli interrogativi che apre ed invita ad un nuovo umanesimo: “il confine tra produzione umana e artificiale diventa sempre più indistinguibile, ma è solo la nostra creatività, l’immaginazione che potrà salvarci.”

Giornalista pubblicista, collabora con Ulisse online dal 2021 occupandosi principalmente della pagina culturale e di critica letteraria. È stata curatrice della rassegna letteraria Caffè letterari metelliani organizzata da Ulisse online e IIS Della Corte Vanvitelli e ha collaborato con Telespazio in occasione del Premio Com&te. È da maggio 2023 responsabile della Comunicazione di Fabi Salerno. Abilitata all’esercizio della professione forense, lavora in una delle principali banche italiane con specializzazione nel settore del credito fondiario.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.