scritto da Guglielmo Scarlato - 10 Agosto 2026 08:07

Sopra il rumore, sotto il cielo: quando i grattacieli fanno spazio alla natura

New York ti insegna una cosa: anche nel posto più costruito al mondo, la natura trova una fessura

Cammini a Manhattan.
A destra e a sinistra muri di vetro che riflettono il cielo. Taxi, clacson, gente che corre. È la città più densa d’America. È il cuore che batte forte.

Poi alzi lo sguardo.
E trovi una scala.

Sali.

Il rumore si abbassa di un tono.
E all’improvviso sei sospeso.

Sopra di te i grattacieli.
Sotto di te le strade.
Intorno a te: lavanda, erbe alte, fiori selvatici e api che non dovrebbero esistere qui.

Questa è la High Line.
1.5 miglia di vecchio binario ferroviario trasformato in parco. Un “errore” urbanistico diventato un miracolo ecologico.

Qui 720 specie di piante lottano e vincono contro il cemento.
33 tipi di api trovano casa tra i grattacieli.
400 uccelli usano questo nastro verde come autostrada nel cielo.

New York ti insegna una cosa: anche nel posto più costruito al mondo, la natura trova una fessura.
E se le dai una chance, rinfresca la città, pulisce l’aria, e cura le persone.

È un contrasto singolare. Quasi impossibile.
Acciaio e foglie. Vetro e terra.
Il futuro e le radici.

La High Line non è solo un parco.
È la prova che le città possono imparare a respirare di nuovo.

Guglielmo Scarlato, salernitano, avvocato cassazionista, deputato per tre legislature tra il 1983 ed il 1994. Studioso di diritto, è stato professore a contratto di Diritto Penale dell’ Economia presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Salerno, ha pubblicato numerose monografie e saggi su diversi temi giuridici ed è l’autore di alcuni voci dell’Enciclopedia Giuridica Treccani, quali quella sui reati ministeriali, sulla responsabilità penale del Presidente della Repubblica e l’attentato ai ai diritti politici del cittadino.

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