Cava de’ Tirreni, sull’ex Manifattura nota polemica del MALC all’ex sindaco Luigi Gravagnuolo

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Riceviamo e pubblichiamo

Il vero immobilismo è quello delle proposte irrealizzabili.

A Gravagnuolo consigliamo di moderare il livore per le scelte fallite della sua breve amministrazione. Parlare ancora dell’operazione cementificazione della Manifattura come di una occasione persa è indice di una visione del mondo che non coincide con gli interessi generali di una comunità.

Il recupero di cui lui parla era solo un enorme condominio privato, con oltre 100 appartamenti, nel centro antico di Cava con parcheggi e negozi, che con l’enorme movimento di auto che comportava avrebbe paralizzato il centro cittadino.

Un privato, Maccaferri, e qualche palazzinaro ne avrebbero beneficiato, la città avrebbe subito un danno. Molto meglio la scelta di Servalli di fare nell’area un parco urbano e lasciare il palazzo antico a funzioni pubbliche.

Inoltre, Gravagnuolo affermava addirittura che l’immobile storico della Manifattura fosse di proprietà di Maccaferri, e che il contratto del 1900 in cui si parlava di retrocessione non si trovasse. Era solo conservato all’Archivio di Stato dove fu reperito dal Malc, e dove avrebbe potuto trovarlo anche il Comune se solo lo avesse cercato. L’inazione di Gravagnuolo ha solo rallentato il procedimento legale per recuperare l’immobile, ancora in corso e nella quale si è recentemente costituita anche Italia Nostra.

La partita non è tra conservatori e innovatori, ma tra chi ha a cuore il bene di una collettività e chi è espressione di interessi di lobby e gruppi di potere.

                                                     Avv. Bruno Todisco

Portavoce MALC Manifattura alla Città

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