Cava de’ Tirreni, nuova chiusura della linea ferroviaria: Cava SIA con il candidato sindaco Canora chiede tutele reali per i pendolari
Il movimento civico e il candidato sindaco Eugenio Canora intervengono sulla sospensione della tratta Napoli–Salerno via Cava, denunciando l’assenza di alternative adeguate e chiedendo rispetto per una comunità che ogni giorno si sposta per lavoro e studio
La città di Cava de’ Tirreni si prepara a vivere nuovamente settimane di disagi a causa della chiusura della linea ferroviaria Napoli – Salerno via Cava, un collegamento strategico per migliaia di studenti, lavoratori e pendolari. A intervenire con una posizione netta è Cava SIA, insieme al candidato sindaco Eugenio Canora, che già in passato aveva sollevato il tema.
Il movimento riconosce che gli interventi infrastrutturali annunciati da RFI, tra cui lavori tecnologici e di ammodernamento sulla tratta storica, rappresentano un investimento importante per il futuro della mobilità. Tuttavia, sottolinea come ogni operazione di questo tipo debba essere accompagnata da una vera tutela dei territori coinvolti.
«Chi vive a Cava de’ Tirreni non può essere trattato come un semplice danno collaterale» è il messaggio che arriva dal gruppo civico. La sospensione di una linea ferroviaria così essenziale, spiegano, impone la garanzia di trasporti sostitutivi efficienti, comunicazioni puntuali e soluzioni organizzative all’altezza di una comunità che quotidianamente si muove per lavorare, studiare e vivere.
Cava SIA denuncia inoltre la mancanza di una programmazione adeguata e di una presenza istituzionale forte ai tavoli decisionali: «Non possiamo continuare a essere una città periodicamente tagliata fuori, senza una voce autorevole che difenda gli interessi del territorio».
Il movimento ribadisce che Cava ha bisogno di infrastrutture moderne, ma anche di amministratori capaci di pretendere rispetto e di rappresentare con fermezza le esigenze dei cittadini.
Il manifesto diffuso in città rafforza il messaggio: la chiusura della linea non è solo un disagio tecnico, ma un tema politico e sociale che riguarda il diritto alla mobilità e la dignità di un territorio.







