Meno costi e più igiene, si può

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Ci siamo quasi. Il prossimo anno si voterà per la Regione e per molti Comuni, tra i quali Cava de’ Tirreni. Attualmente entrambi gli Enti sono governati dal centro-sinistra, ovvio quindi che da parte dei competitori potenziali il dito accusatore venga puntato insieme contro il governatore Vincenzo De Luca e contro il sindaco Vincenzo Servalli. E il tema del ciclo dei rifiuti si presta bene allo scopo.

Così venerdì scorso, 7 giugno, a Cava de’ Tirreni, la neo-costituita associazione civica Incontri, ha esordito convocando un … incontro – il gioco di parole è scontato – proprio su questo tema. Io ci sono arrivato in ritardo, ma ho avuto poi modo di recuperare le informazioni essenziali.

Sul piano politico mi è bastato il colpo d’occhio dell’affollata sala. Ho rivisto un film già noto, quello dell’associazione Confronto, che animò il dibattito civico in città a fine anni ’90 e sfociò nel 2001 nell’elezione a sindaco dell’avv. Alfredo Messina. Stessi protagonisti, stesso linguaggio, stessi toni di buon garbo. Buona fortuna!

Nel merito, le relazioni del dott. Antonello Barretta, presidente dell’associazione, del dott. Antonio Corona, dirigente del settore in Basilicata, e del prof. Giovanni De Feo, dell’Unisa, hanno messo il dito sulla piaga dell’insufficienza dell’impiantistica regionale, sulla minaccia di una nuova emergenza in autunno, anche a causa della chiusura degli sbocchi all’estero per i nostri rifiuti, sui ritardi nella implementazione della Legge Regionale 14 del 2016, sui costi elevati della Tari e sull’eccessiva produzione di rifiuti a causa di disorganizzazione e diseducazione ambientale.

Gli interventi della sala si sono concentrati per parte loro sulla sporcizia, sui cumuli di rifiuti abbandonati, specie nelle frazioni, e sull’inciviltà di una parte di cittadini cavesi; piccola parte sì, ma sufficiente a dare un’impressione generale di disdoro della città.

Le conclusioni sono state affidate al buon  Gigetto Durante, che ha ripreso gli umori della sala, evidenziando come il decoro della città sia di rilievo strategico per Cava e sollecitando nuovi contributi.

Bontà loro, a merito di chi qui scrive, è stato riconosciuto l’avvio della raccolta differenziata, nel triennio in cui fu sindaco, con risultati lusinghieri. Ovviamente me ne sono compiaciuto.

Ricambio recependo l’appello di Durante ad offrire idee e contributi. E suggerisco, sommessamente, piccoli accorgimenti, che – beninteso – non possono supplire alle carenze denunciate dai relatori, ma potrebbero tornare pur utili. Insomma, a mio avviso da subito si può risparmiare parecchio e migliorare il decoro della città.

Quando, nel 2007, avviammo la raccolta differenziata e facemmo togliere i cassonetti dalle strade, non pensavamo ad una misura definitiva. Nel nostro disegno quella era una misura temporanea e didattica, volta a far assimilare ai cittadini nel più breve tempo possibile la tempistica e le modalità della raccolta differenziata. Quei cassonetti li avremmo rimessi in uso in un secondo momento. Tant’è che li accantonammo in un terreno di proprietà comunale a San Cesareo.

Una volta che la raccolta differenziata fosse stata recepita dalla nostra comunità, li avremmo rimessi su strada, differenziandoli a seconda della frazione dei rifiuti (secco, umido, plastica, etc…). Nel centro-salotto della città avremmo realizzato invece i contenitori a scomparsa, quelli interrati, esteticamente molto dignitosi. È evidente che raccogliere i rifiuti con gli auto-compattatori, atti al sollevamento e sversamento meccanico dei cassonetti, implica più igiene e meno costi.

Infine, dopo aver realizzato l’isola ecologica  – con la tessera personale di cui molti Cavesi ancora si servono per ottenere un ristoro sulla bolletta – avremmo prodotto e distribuito le buste col codice a barre, in modo da poter passare al più presto ad una tassazione calcolata sui conferimenti reali di ciascun cittadino.

Erano obiettivi scritti nel nostro programma elettorale del 2010. Mi permetto di pensare che siano indicazioni ancora praticabili.

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