scritto da Redazione Ulisseonline - 30 Aprile 2026 14:36

Cava de’ Tirreni, il vento del cambiamento e la sfida della competenza

C’è un vento particolare che soffia tra i portici e le vallate di Cava de’ Tirreni in questi giorni. Non è la brezza che scende da Monte Castello, ma un vento fatto di interrogativi, di attese e di una sottile, ma persistente, inquietudine

foto Angelo Tortorella

Riceviamo e pubblichiamo

Di fronte alle prossime Amministrative, la “Piccola Svizzera” si interroga. Tra il tramonto dell’era industriale e il desiderio di una nuova identità, la Valle Metelliana cerca una visione che superi l’improvvisazione.

C’è un vento particolare che soffia tra i portici e le vallate di Cava de’ Tirreni in questi giorni. Non è la brezza che scende da Monte Castello, ma un vento fatto di interrogativi, di attese e di una sottile, ma persistente, inquietudine. La città, spesso definita con orgoglio (e forse oggi con un pizzico di nostalgia) la “Piccola Svizzera” del Sud, si trova a un bivio identitario che le elezioni amministrative imminenti non possono più ignorare.

 

La fine delle illusioni e il “Foglio Bianco”

Per decenni, Cava ha cercato la sua strada lontano dai campi, inseguendo il sogno di un polo industriale che per un periodo ha garantito benessere e stabilità. Ma quel modello è morto, sepolto dai mutamenti globali e da una crisi che ha reso certi capannoni monumenti a un’epoca che non tornerà. Oggi la città è una “disorientata cittadina” che sogna il futuro ma fatica a disegnarlo.

In questo scenario, i cinque candidati a Sindaco si trovano davanti a una sfida che va oltre la semplice gestione dell’ordinario. Il vento che spira oggi impone una visione di città per Tutti e Tutte, uno spazio inclusivo che non sia solo un dormitorio di lusso o un centro commerciale a cielo aperto, ma un organismo vivo capace di generare ricchezza e cultura.

 

Il Turismo: l’ultima carta, ma a quale condizione?

Tra le poche carte rimaste in mano per rilanciare l’economia locale, il Turismo brilla come la risorsa più ovvia, eppure la più difficile da giocare. Cava ha tutto: storia, architettura, natura e una posizione strategica tra la Costa d’Amalfi e l’agro (Pompei,..). Ma il turismo non si “inventa” con un manifesto o una delega formale.
La critica che emerge dal tessuto sociale è netta: non basta la buona volontà di un Assessore. La politica deve avere il coraggio di compiere un passo di lato laddove inizia la tecnica.

“I Politici indichino gli obiettivi, ma il raggiungimento di questi sia affidato a chi ha competenza a realizzarli.”

Questa frase è il fulcro del dibattito. La creazione di un Ufficio del Turismo non può essere l’ennesima casella da riempire per logiche di coalizione. Deve essere un centro operativo retto da professionisti, da esperti di marketing territoriale che sappiano trasformare il “potenziale” in “flusso economico reale”.

Francesco Angrisani

Rivista on line di politica, lavoro, impresa e società fondata e diretta da Pasquale Petrillo - Proprietà editoriale: Comunicazione & Territorio di Cava de' Tirreni, presieduta da Silvia Lamberti.

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