scritto da Pasquale Petrillo - 27 Aprile 2026 11:05

Cava de’ Tirreni, elezioni in maschera: tra fiction, fratture e vecchi fantasmi

La campagna elettorale si apre in un clima festaiolo e poco consono alla gravità della situazione comunale. Il centrosinistra si presenta diviso in tre, il centrodestra si ricompatta attorno a Giordano mentre Petrone torna a incidere. In mezzo, un elettorato disorientato che i candidati dovranno riconquistare prima che l’astensione diventi l’unica vera vincitrice

Siamo ormai nel pieno della campagna elettorale, con la consueta pletora di candidati: alcuni improponibili, molti altri decisamente improbabili. Nulla di cui stupirsi. È così che funziona oggi il nostro sistema elettorale, in una democrazia più che matura, forse già avviata alla senescenza.

Proviamo però a vedere il bicchiere mezzo pieno. Possiamo leggere questa corsa alla candidatura come un segnale di voglia di partecipazione alla vita pubblica. Ce lo auguriamo davvero. E, se così fosse, partiti e movimenti – civici o politici, non importa – dovrebbero impegnarsi a garantire forme di partecipazione anche dopo il voto, inventando e curando strumenti di coinvolgimento reale.

Accadrà? Difficile crederlo. Come si dice: passato il santo, passata la festa. Finite le elezioni, arrivederci alla prossima.

Per il resto, che dire? Limitiamoci a osservare che, mai come questa volta, la campagna elettorale sembra svolgersi – almeno finora – in un clima quasi festaiolo, con atteggiamenti da avanspettacolo che poco si addicono né all’importanza della posta in gioco, cioè il governo della città, né alla gravità della situazione in cui versa il nostro Ente comunale.

La sensazione è che, in questa città della fiction che è Cava de’ Tirreni, la propaganda elettorale stia scivolando in una sorta di carnevalata fuori stagione e fuori luogo, con i candidati a sindaco trasformati in capotifosi tra bandiere sventolate e cori da stadio. Forse anche questo è un segno dei tempi. Rassegniamoci. O tempora, o mores! avrebbe commentato Cicerone.

Ad ogni modo, veniamo alle considerazioni più strettamente politiche.

La prima, la più evidente, è che il centrosinistra che cinque anni fa portò Servalli alla vittoria al primo turno non esiste più. E lo stesso “campo largo”, qui da noi, è diventato un campo solo semi‑largo.

Sono infatti tre i candidati sindaco che si collocano in quell’area.

A sinistra, quella più identitaria e ideologicamente definita, ci si ritrova attorno a un candidato giovane ma con dieci anni di esperienza amministrativa alle spalle: Eugenio Canora. In questa consiliatura, dopo poco tempo e con una scelta coraggiosa, è uscito dalla maggioranza, collocandosi all’opposizione con coerenza, determinazione e autonomia.

Poi c’è la candidatura di Giancarlo Accarino, sostenuto dalla sinistra storica e moderata – PD e socialisti – insieme ai Cinque Stelle, ai civici e a un’area centrista che comprende Azione, NDC, Repubblicani e Casa Riformista. Sotto molti aspetti, Accarino rappresenta la continuità con l’attuale Amministrazione Servalli. Un punto di forza, per via del patrimonio di voti che portano con sé molti dei suoi candidati al Consiglio comunale. Ma anche un punto di debolezza: il peso della “palla al piede” dei risultati tutt’altro che brillanti di Servalli & C. inevitabilmente si farà sentire.

Infine, c’è la candidatura a sindaco di Armando Lamberti che, in buona sostanza, non ha condiviso la scelta – anche nel metodo – di puntare su Accarino. Da qui la decisione di correre in solitaria, cercando consenso soprattutto nell’elettorato moderato e cattolico.

Il secondo elemento da considerare è l’unità che il centrodestra metelliano ha trovato attorno alla candidatura di Raffaele Giordano. Un fatto non scontato, visto che in passato questo schieramento è stato spesso – se non quasi sempre – diviso nei fatti, finendo talvolta per agevolare vittorie facili del centrosinistra. Oggi, invece, i ruoli sembrano essersi invertiti.

Ultimo elemento da segnalare è la presenza in campo di Luigi Petrone, ancora capace di essere politicamente “eversivo” dopo il suo exploit da outsider alle comunali del 2020. La sua forza elettorale, che sembrava essersi affievolita, appare invece se non intatta comunque significativa, e potenzialmente in grado di incidere sugli equilibri tra i due principali schieramenti.

Tirando le somme, questa campagna elettorale appena iniziata non sembra annunciarsi tra le più esaltanti. L’impressione è che, al momento, non manchino gli elettori indecisi e, ancor di più, quelli insoddisfatti dell’offerta politica.

I candidati, più che in passato, dovranno impegnarsi innanzitutto a convincere quella parte di elettorato tentata dall’astensione. Alle comunali, per ragioni facilmente intuibili, questo lavoro è più alla portata: il contatto diretto è più semplice e il rapporto con gli elettori più immediato. In questa partita, i candidati al Consiglio comunale giocano un ruolo decisivo. Proprio per questo, i candidati sindaci che non possono contare sul sostegno pieno e convinto delle loro liste – o che vengono abbandonati o appoggiati con scarso entusiasmo – rischiano di arenarsi miseramente.

Detto ciò, l’auspicio è che i candidati a sindaco – al di là dei programmi, dei proclami e degli slogan, che spesso lasciano il tempo che trovano – abbiano piena consapevolezza di ciò che li attende in caso di vittoria. E, soprattutto, che sappiano quanto c’è da fare e quale direzione intendono dare al governo della città.

In conclusione, come avvertiva Seneca: «Nessun vento è favorevole per chi non sa dove andare».

Che Dio salvi Cava!

 

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Territoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni "Testimone di parte" (2006), "Appunti sul Governo della Città" (2009), "Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso" coautrice Silvia Lamberti (2018), "Il trionfo della mediocrità" (2025), nonché curatore di "Tornare Grandi" (2011) e "Salerno, la Provincia del buongoverno" (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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