Petrolio: uscita degli Emirati dall’Opec può ridurre i costi energetici in Italia fino a 7 miliardi di euro
La maggiore libertà produttiva degli Emirati Arabi Uniti potrebbe aumentare l’offerta globale di greggio, indebolire il potere dell’Opec sui prezzi e generare benefici diffusi per imprese e famiglie italiane, con effetti positivi su inflazione e consumi
L’uscita degli Emirati Arabi Uniti dall’Opec e dall’Opec+ apre nuovi scenari per il mercato energetico globale e potrebbe tradursi in un vantaggio significativo per l’economia italiana. Secondo le stime del Centro studi di Unimpresa, una maggiore autonomia produttiva di Abu Dhabi — con un possibile incremento dell’offerta fino a 700-900 mila barili al giorno — introdurrebbe maggiore concorrenza nel mercato petrolifero, riducendo la capacità del cartello di sostenere i prezzi.
Per un Paese importatore netto di energia come l’Italia, anche una riduzione contenuta del prezzo del greggio, tra i 5 e i 10 dollari al barile, potrebbe generare risparmi complessivi compresi tra 5 e 7 miliardi di euro annui. Il beneficio si distribuirebbe lungo tutta la filiera economica: dalle minori spese per le importazioni energetiche fino al calo dei costi di produzione per le imprese.
I settori più energivori, insieme al comparto dell’autotrasporto, sarebbero tra i principali beneficiari, grazie alla riduzione dei costi operativi. Parallelamente, le famiglie potrebbero registrare un calo dei prezzi dei carburanti e, nel medio periodo, un effetto di contenimento sull’inflazione, con conseguente rafforzamento del potere d’acquisto e dei consumi interni.
Dal punto di vista strategico, un’Opec più debole implica anche un mercato meno concentrato e meno esposto a decisioni coordinate sui prezzi. Ciò contribuirebbe a rafforzare la resilienza energetica dell’Italia e dell’Europa, soprattutto in un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche.
Resta tuttavia un elemento di incertezza legato alla stabilità delle rotte energetiche globali, in particolare nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per le forniture petrolifere. In questo quadro, gli effetti positivi per l’economia italiana appaiono concreti ma non immediati, e dipendono dall’evoluzione degli equilibri geopolitici e dalla stabilizzazione dell’area. (fonte Unimpresa)







