scritto da Giuseppe Carratù - 15 Giugno 2026 09:49

Gli italiani tornano ad accumulare ricchezza: quasi 46 miliardi di euro in più sui conti

Tra aprile 2025 e aprile 2026 la liquidità detenuta da famiglie e imprese italiane cresce di quasi 46 miliardi di euro. I conti correnti tornano a essere il principale rifugio del risparmio, segnale di fiducia ma anche di prudenza

Dopo gli anni segnati dall’inflazione elevata e dall’impennata dei tassi d’interesse, famiglie e imprese italiane tornano a rafforzare le proprie riserve finanziarie. Nell’arco di dodici mesi, tra aprile 2025 e aprile 2026, la liquidità complessiva detenuta nel sistema economico nazionale è salita da 2.022,8 a 2.068,7 miliardi di euro, con un incremento di 45,9 miliardi pari al 2,3%. Un dato che conferma il recupero della capacità di risparmio e la maggiore solidità patrimoniale di cittadini e aziende.

A trainare questa crescita sono soprattutto i conti correnti, che registrano un aumento di oltre 51 miliardi di euro e raggiungono quota 1.400,5 miliardi. Oggi quasi sette euro su dieci della liquidità complessiva sono custoditi in strumenti immediatamente disponibili, a testimonianza di una preferenza sempre marcata per sicurezza e flessibilità. Accanto ai conti correnti crescono anche i depositi rimborsabili con preavviso e quelli a lungo termine, mentre arretrano i depositi vincolati di durata inferiore ai due anni e i pronti contro termine.

La spinta maggiore arriva dalle famiglie, che aumentano i propri depositi di 31,5 miliardi di euro, consolidando il ruolo di principali detentrici del risparmio nazionale. Dopo una fase in cui l’erosione del potere d’acquisto aveva costretto molti nuclei a utilizzare parte delle proprie riserve per sostenere le spese quotidiane, emerge ora una graduale ricostituzione dei patrimoni finanziari.

Anche il sistema produttivo mostra segnali di rafforzamento. La liquidità delle imprese cresce di 16,7 miliardi di euro, mentre le imprese familiari registrano un incremento ancora più sostenuto in termini percentuali. Un’evoluzione che lascia intravedere una maggiore capacità di autofinanziamento e una migliore tenuta rispetto a eventuali turbolenze economiche future.

In aumento risultano inoltre le disponibilità degli enti di previdenza e delle organizzazioni non profit, mentre una parte del settore finanziario registra una contrazione della liquidità detenuta. In particolare, si riducono le risorse parcheggiate presso fondi d’investimento, compagnie assicurative e fondi pensione, fenomeno che potrebbe riflettere una diversa allocazione degli investimenti e una ricerca di strumenti ritenuti più adatti all’attuale fase di mercato.

Nel complesso, il quadro che emerge è quello di un Paese che continua a fare affidamento sulla tradizionale propensione al risparmio. L’aumento delle riserve finanziarie rappresenta un indicatore positivo per l’economia italiana, perché rafforza la capacità di famiglie e imprese di affrontare eventuali shock esterni. Allo stesso tempo, la forte concentrazione della liquidità sui conti correnti evidenzia come l’incertezza internazionale continui a orientare le scelte verso strumenti facilmente accessibili, privilegiando la prudenza rispetto alla ricerca di rendimenti più elevati. (fonte Unimpresa)

 

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Dottore commercialista iscritto all’Ordine Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di di Salerno; Revisore legale dei conti; Docente di fascia A per corsi avviamento start-up Invitalia, l'Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, di proprietà del Ministero dell'Economia. Specializzato in consulenza fiscale, consulenza gestionale-amministrativa-contabile e societaria per piccole e medie imprese; Formazione ed orientamento personale dipendente; Attività peritali di imprese e società commerciali; Direttore della pagina Fb Fiscal Coach.

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