Matteo Barbuto, nostro grande capitano

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foto tratta da profilo Fb

Riceviamo e pubblichiamo

Mezzo anno divide gli italiani dalle molteplici consultazioni elettorali previste in primavera, ma la confusione regna sovrana un po’ dovunque: dall’accordo governativo tra PD eM5S, alla lista civica che i due partiti stanno predisponendo in Umbria, dal centrodestra coeso in Lombardia all’alleanza tra CAMBIAMO! del Governatore della Liguria, Toti, e la Lega di Salvini.

E’ quindi una situazione intricata che, molto probabilmente, si delineerà solo a ridosso del voto, generando, al momento, tanti chiacchiericci, ma poco o nulla di concreto. Sembra strano che a leggere i sondaggi, il partito delle camicie verdi tocchi il 30 per cento dei consensi, ma non riesca a coagulare intorno a sé quelle forze che gravitano sempre nell’area cara alla Meloni ed a Berlusconi. Sarà molto probabilmente una questione di uomini/donne che rivendicheranno le candidature, forti per estrazione sociale, per capacità, per meriti ottenuti sia in politica che nel sociale, ma è oltremodo strano che il partito che rappresenta la maggioranza relativa nel paese (ci affidiamo per questa affermazione ai numerosi rilevamenti effettuati sul corpo elettorale) non esprima, sua sponte, i nominativi per capeggiare lo schieramento, se unito e concorde, del centro destra.

Possibile che Salvini non abbia reclutato nelle fila della Lega persone, o meglio, personaggi di spessore che diano la oro disponibilità a candidarsi per regionali ed amministrative? Errore che il leader non può permettersi, conscio che il farsi da parte nelle scelte significative, cioè capi di governi Regionali, primi cittadini, vorrebbe significare scarsa affidabilità in donne e uomini che hanno determinato il successo nello scorso 2018 e che hanno consentito ai leghisti di arrampicarsi sino alle posizioni di comando nella gestione della “cosa pubblica”.

Un monito per il Matteo Barbuto nostro grande capitano, leader indiscusso: organizzi per il Sud, dove ancora il suo verbo è sparpagliato tra tanti, ma dove ancora regna una certa anarchia, che, forse, con la nomina di Commissari per ogni provincia, tesseramenti e congressi sezionali, provinciali e regionali, potrà essere debellata e consentire di muoversi grazie ad un’organizzazione capillare, scientificamente preparata, e ben strutturata e radicata su tutti i territori  che porterebbe chiarezza e lungimiranza negli obiettivi da raggiungere.

Alfonso Senatore

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