scritto da Francesco Angrisani - 19 Ottobre 2026 09:56

Le fotografie di ieri, scrigni di emozioni e ricordi

Basta ritrovare una vecchia fotografia in un cassetto o sfogliare un album dimenticato perché qualcosa si risvegli dentro di noi. Un volto familiare, una casa che non esiste più, una festa, un’estate lontana

Viviamo nell’epoca delle immagini. Ogni giorno scattiamo selfie, immortalando momenti della nostra vita con gli smartphone. Grazie agli algoritmi, possiamo persino immaginare il nostro volto tra dieci, venti o trent’anni.

Eppure, sono spesso le vecchie fotografie, magari ingiallite o ancora in bianco e nero, a regalarci le emozioni più intense.

Un tempo, scattare una fotografia aveva un sapore diverso. Dopo aver consegnato il rullino al negozio, bisognava attendere una settimana, talvolta anche di più, prima di ritirare le stampe. Esistevano anche le Polaroid, che permettevano di ottenere immagini in pochi minuti, ma erano ancora lontane dalla diffusione delle fotografie digitali di oggi.

Quell’attesa alimentava la curiosità e rendeva ogni scatto prezioso. Oggi, invece, fotografiamo e cancelliamo con estrema facilità, producendo migliaia di immagini che non sempre lasciano un segno profondo.

Basta ritrovare una vecchia fotografia in un cassetto o sfogliare un album dimenticato perché qualcosa si risvegli dentro di noi. Un volto familiare, una casa che non esiste più, una festa, un’estate lontana: riaffiorano voci, profumi e sensazioni. Rivediamo persone care che non ci sono più, ritroviamo amici perduti di vista e riscopriamo luoghi trasformati dal tempo.

Non stiamo semplicemente guardando una fotografia: stiamo ritrovando una parte della nostra storia.

Forse è proprio questa la differenza. Non conta soltanto la qualità di un’immagine, ma ciò che riesce a risvegliare. Mentre il futuro possiamo immaginarlo, il passato, attraverso una fotografia, possiamo quasi toccarlo.

In un mondo che produce immagini senza sosta, sfogliare un vecchio album diventa un modo per rallentare, ritrovare le proprie radici e trasmettere ai figli e ai nipoti la memoria di una vita.

Le fotografie non fermano il tempo, ma custodiscono le emozioni che ci permettono, anche solo per un istante, di ritornare là dove il tempo sembrava essersi fermato.

Cavese, dopo la maturità scientifica prosegue gli studi in Economia e Commercio, ma è il mondo del volontariato a segnare in modo decisivo il suo percorso umano. Fin dal 1980 si impegna nell’associazionismo ambientalista, muovendo i primi passi nel M.A.P.A.N. (Movimento Anticaccia Protezione Animali Natura), con cui promuove campagne di sensibilizzazione contro la strage dei cuccioli di foca destinati all’industria delle pellicce. Il suo impegno civile si amplia con iniziative di respiro internazionale, tra cui la raccolta firme a sostegno della candidatura di Nelson Mandela al Premio Nobel per la Pace. Per quasi un decennio dedica tempo ed energie alla tutela dei cani abbandonati, collaborando con un ricovero situato tra Vietri sul Mare e Molina, occupandosi dell’assistenza agli animali e della sensibilizzazione sul tema del randagismo. Parallelamente porta avanti un percorso politico locale, diventando consigliere della Prima Circoscrizione di Cava de’ Tirreni nella Lista Verde Alternativa, con un’attenzione particolare alla tutela ambientale e alla partecipazione civica. La sua vocazione per uno stile di vita sostenibile si traduce anche in un progetto imprenditoriale: è cofondatore de L’Orto Biologico, negozio specializzato in alimenti biologici che da quasi quarant’anni promuove un’alimentazione sana, il consumo consapevole e il rispetto dell’ambiente.

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