scritto da Francesco Angrisani - 22 Luglio 2026 08:00

La casa sulla collina

Nel bosco dove ogni creatura offre ciò che può, nasce una casa costruita insieme. Una piccola pietra, accanto alle altre, diventa forza, riparo e comunità

Nel bosco dove il vento raccontava storie agli alberi viveva una vecchia tartaruga che, ogni mattina, portava una piccola pietra sulla collina.

«A cosa ti serve quella pietra?» chiese un giorno il passero, curioso.

«A costruire una casa per chi avrà bisogno di un riparo quando arriverà la pioggia» rispose la tartaruga.

Gli animali del bosco risero.

«Con una sola pietra non costruirai mai nulla!» dissero.

La tartaruga, però, continuò il suo cammino senza rispondere.

Il giorno dopo arrivò il riccio con una pietra, poi la volpe con un’altra, e persino il piccolo topo portò un sassolino trovato vicino al fiume.

Ogni giorno, un animale del bosco aggiungeva il proprio piccolo dono. Chi portava una pietra grande, chi un sasso piccolo, chi soltanto un frammento raccolto lungo il sentiero.

Dopo molti giorni, sulla collina apparve una casa solida, con finestre aperte al sole e porte abbastanza grandi da permettere a tutti di entrare.

Allora arrivò il cervo più anziano del bosco e disse:

«Avete visto? Nessuna pietra è diventata la casa da sola. Ognuna ha offerto soltanto ciò che poteva, e proprio per questo la casa è nata.»

Ma una grossa pietra, rimasta da parte, borbottò:

«Io ero la più grande. Avrei dovuto stare al centro di tutto.»

La tartaruga la guardò con dolcezza.

«Forse, amica mia, ma una casa non cresce quando una pietra vuole essere più importante delle altre. Cresce quando ogni pietra accetta di sostenere e di lasciarsi sostenere.»

La grossa pietra rimase in silenzio e guardò la casa che avevano costruito insieme. Per la prima volta capì che il suo valore non dipendeva dal posto che occupava, ma dal bene che poteva offrire.

Da quel giorno, nel bosco si raccontò che anche il più piccolo sassolino può proteggere un cuore, se trova il posto giusto accanto agli altri.

E il vento, passando tra gli alberi, ripeteva piano:

«Nessuno costruisce un nido con un solo ramo. Nessuno attraversa il bosco camminando su una sola zampa.»

E tutti gli animali, quando sentivano quelle parole, ricordavano che ogni aiuto, anche il più piccolo, può diventare parte di qualcosa di grande.

Cavese, dopo la maturità scientifica prosegue gli studi in Economia e Commercio, ma è il mondo del volontariato a segnare in modo decisivo il suo percorso umano. Fin dal 1980 si impegna nell’associazionismo ambientalista, muovendo i primi passi nel M.A.P.A.N. (Movimento Anticaccia Protezione Animali Natura), con cui promuove campagne di sensibilizzazione contro la strage dei cuccioli di foca destinati all’industria delle pellicce. Il suo impegno civile si amplia con iniziative di respiro internazionale, tra cui la raccolta firme a sostegno della candidatura di Nelson Mandela al Premio Nobel per la Pace. Per quasi un decennio dedica tempo ed energie alla tutela dei cani abbandonati, collaborando con un ricovero situato tra Vietri sul Mare e Molina, occupandosi dell’assistenza agli animali e della sensibilizzazione sul tema del randagismo. Parallelamente porta avanti un percorso politico locale, diventando consigliere della Prima Circoscrizione di Cava de’ Tirreni nella Lista Verde Alternativa, con un’attenzione particolare alla tutela ambientale e alla partecipazione civica. La sua vocazione per uno stile di vita sostenibile si traduce anche in un progetto imprenditoriale: è cofondatore de L’Orto Biologico, negozio specializzato in alimenti biologici che da quasi quarant’anni promuove un’alimentazione sana, il consumo consapevole e il rispetto dell’ambiente.

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