Cava de’ Tirreni, il Consiglio approva il rendiconto 2025. Giordano: «Oggi mettiamo un punto e partiamo»
Il nodo principale indicato dal Sindaco è quello della riscossione. «Questo ente negli anni o non ha saputo riscuotere o non ha voluto riscuotere», ha affermato, indicando nell’aumento delle entrate la strada obbligata per riequilibrare la situazione. La linea indicata da Giordano è quella di fare in modo che chi deve pagare paghi, distinguendo però tra chi non è nelle condizioni di farlo e chi invece non vuole pagare. L’obiettivo è evitare che il peso continui a ricadere esclusivamente sui contribuenti che rispettano gli obblighi
«Oggi mettiamo un punto e partiamo». È la frase con cui il sindaco Raffaele Giordano ha chiuso il suo intervento sul Rendiconto di gestione 2025, approvato oggi dal Consiglio comunale. Un punto di partenza, ha spiegato il sindaco, per affrontare con «rigore e fermezza» una situazione finanziaria che non è di dissesto, ma che non consente nemmeno di tirare il respiro.
Giordano ha voluto innanzitutto sgombrare il campo da una questione politica: il rendiconto riguarda il 2025 e quindi non è il rendiconto dell’amministrazione da lui guidata. «Non rivendico come nostri i dati che sono anche positivi», ha chiarito, invitando però a non ridurre la lettura del documento alla semplice contrapposizione tra numeri positivi e negativi.
Per il sindaco, infatti, il rendiconto serve soprattutto a fotografare lo stato di salute dell’Ente e a capire se il percorso intrapreso possa condurlo verso una condizione di maggiore stabilità. Un’indicazione che arriva anche dal parere tecnico, favorevole ma accompagnato da rilievi e raccomandazioni precise, con la richiesta di adottare con urgenza misure correttive.
«Due letture opposte sarebbero sbagliate», ha detto Giordano: Cava de’ Tirreni non è davanti a un dissesto, ma neppure in una condizione che permetta di abbassare la guardia.
Il nodo principale indicato dal Sindaco è quello della riscossione. «Questo ente negli anni o non ha saputo riscuotere o non ha voluto riscuotere», ha affermato, indicando nell’aumento delle entrate la strada obbligata per riequilibrare la situazione.
La linea indicata da Giordano è quella di fare in modo che chi deve pagare paghi, distinguendo però tra chi non è nelle condizioni di farlo e chi invece non vuole pagare. L’obiettivo è evitare che il peso continui a ricadere esclusivamente sui contribuenti che rispettano gli obblighi.
Accanto alla riscossione, il Sindaco ha richiamato la necessità di intervenire sulla «montagna» di residui attivi e di interrogarsi sulle ragioni che hanno portato l’Ente a questa situazione. Nel ragionamento rientrano anche le società partecipate, con un riferimento particolare all’Ausino, per le quali Giordano ha chiesto un lavoro costante di verifica e aggiornamento.
Il Sindaco ha infine rivolto un appello anche alla minoranza, ricordando che il Consiglio comunale deve esercitare fino in fondo la propria funzione di indirizzo e controllo.
«Voglio essere antipopolare, ma dobbiamo salvare questo ente», ha detto in chiusura. «Dobbiamo cambiare ciò che non va».
A illustrare il rendiconto è stato l’assessore al Bilancio Marcello Murolo, che ha sottolineato come il documento riguardi la gestione della precedente amministrazione, ma rappresenti anche per quella attuale un punto dal quale partire per individuare le criticità e assumere le necessarie azioni correttive.
Murolo ha richiamato soprattutto il rallentamento della riscossione, a fronte di una spesa rimasta sostanzialmente invariata, e la crescita dei crediti dell’Ente. Una situazione che, secondo l’assessore, rende necessario riportare a normalità il ciclo della programmazione finanziaria.
Tra le difficoltà evidenziate anche la progressiva riduzione del personale, in un Comune alle prese con il blocco delle assunzioni.
Murolo ha inoltre richiamato il progressivo impoverimento del patrimonio comunale, con la vendita negli anni dei beni di maggiore valore economico. Una possibilità che, secondo l’assessore, non può continuare a rappresentare una soluzione e che impone di guardare anche alla revisione e al contenimento della spesa.
Nel dibattito è emersa la diversa lettura politica dei risultati. Tanti i consiglieri di entrambi gli schieramenti che hanno preso la parola per poter esporre il proprio pensiero.
Tra di essi Eugenio Canora ha contestato alla maggioranza la scelta di approvare un documento costruito secondo il metodo della precedente amministrazione, sostenendo che ci sarebbe stata la possibilità di cambiare impostazione.
Bernardina Russo ha invece distinto la responsabilità istituzionale da quella politica: la nuova amministrazione, ha sostenuto, si assume la responsabilità di approvare il rendiconto, ma non quella politica per le scelte compiute dalla precedente maggioranza. I numeri, secondo Russo, restituiscono una situazione dell’Ente che non può essere ricondotta a una semplice narrazione politica.
Di segno opposto l’intervento di Luca Narbone, già esponente dell’amministrazione Servalli, che ha difeso il percorso compiuto negli anni precedenti, sostenendo che il rendiconto presenti anche elementi positivi e che il piano di risanamento avviato dalla precedente amministrazione stia producendo i suoi effetti.
Pasquale Senatore ha parlato della necessità di una riorganizzazione efficace della macchina comunale, criticando gli anni precedenti e richiamando il ricorso alla vendita del patrimonio pubblico. Sul fronte della riscossione ha evidenziato le difficoltà dell’Ente.
Al termine della discussione, il Consiglio comunale ha approvato il Rendiconto di gestione 2025 con 20 voti favorevoli e 2 contrari.
Per Giordano, dunque, il passaggio contabile si chiude con un messaggio preciso: il rendiconto fotografa una situazione ereditata, ma da oggi, sulle criticità individuate, la nuova amministrazione è chiamata ad agire.







