Forza Italia, più che vincere la vera sfida è governare

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Silvio Berlusconi (foto tratta dal profilo ufficiale Facebook)

«Lavorare, lavorare ed ancora lavorare. Ma nel pieno senso pratico e concreto e poi pazienza ed aperture mentali». Nell’intervista rilasciata al nostro giornale dal professore Pasquale Santoriello, esponente di spicco di Forza Italia nella valle metelliana, che oggi abbiamo pubblicato, ci sono più di uno spunto di riflessione. Tuttavia, questo passaggio dell’intervista sembra essere quello più significativo e dirimente.

Esso dà l’esatta portata del lavoro non diciamo immane, ma di sicuro consistente e difficoltoso, che è chiamato a svolgere chi si pone oggi l’obiettivo di mettere su una proposta politica dello schieramento di centrodestra, alternativa all’attuale maggioranza di centrosinistra a guida Pd.

A maggior ragione lo è per chi fa riferimento a Forza Italia, la quale, piaccia o meno, è centrale oltre che indispensabile in qualsiasi ipotesi aggregativa di centrodestra. Lo è per la sua posizione nella geografia politica. Per la sua storia a livello nazionale oltre che locale di questi ultimi venti anni. Lo è per la naturale vocazione alla leadership del suo fondatore, Silvio Berlusconi. Insomma, senza togliere o sminuire il ruolo e il contributo delle altre componenti politiche, lo schieramento di centrodestra ancora oggi, volente o nolente, esiste se c’è Forza Italia.

Ciò, però, più che un privilegio, per i militanti azzurri rappresenta un supplemento di responsabilità. E questo il nostro Santoriello lo sa perfettamente e non ne fa mistero quando aggiunge: «“Necesse est”, con lungimiranza, superare la frammentazione del centro-destra», ma anche l’aprirsi a tutto ciò che si muove nella città, non rinchiudendosi negli steccati di schieramento e finanche di partito.

Insomma, l’impostazione di Santoriello, come quello espresso da Marcello Murolo in precedenza sempre al nostro giornale, da un punto di vista di strategia politica è largamente condivisibile. Certo, resta da vedere quanto poi in concreto gli azzurri cavesi riusciranno a mettere in pratica. E qui qualche dubbio è più che legittimo.

Di sicuro, però, il tempo stringe. Forza Italia, è pacifico, dovrà quanto prima attivarsi nell’avviare un processo aggregativo nel segno della chiarezza politica e del rinnovamento della classe dirigente, per avviare in primo luogo un confronto, anche con le varie formazioni sociali e realtà cittadine, al fine di arrivare alla definizione di un programma di governo e ad un progetto di città, quindi all’individuazione di un percorso per la scelta del candidato sindaco nonché stabilire criteri per l’ottimale selezione del personale politico da proporre all’elettorato cavese.

Il compito, come si vede, è davvero gravoso e conseguire dei risultati apprezzabili non sarà affatto cosa semplice e agevole. Tuttavia, come afferma Santoriello, a Forza Italia, e a quanti si riconoscono sinceramente nel centrodestra, tutto ciò politicamente «necesse est». Tant’è, che proprio la evidente e rilevante difficoltà di ottenere dei positivi se non fausti riscontri, deve essere motivo di sprone per osare e non piuttosto di scoramento per poi desistere.

In conclusione, esprimere critiche agli attuali amministratori comunali è più che legittimo, ma chi si candida a sostituirli, e questo è il caso di Forza Italia e in generale delle forze politiche e civiche che si rifanno al centrodestra, deve risultare credibile e affidabile per l’elettorato metelliano. Ciò è possibile se si è portatori di idee apprezzabili con la credibilità di un personale politico capace di esprimere in misura adeguata qualità umane, etiche e professionali.

Anche perché, e ciò non vale solo per la valle metelliana, più che vincere, la vera sfida è poi governare. E, in questo, quasi tutte le ultime amministrazioni comunali hanno lasciato molto, anzi troppo a desiderare.

Stiamo a vedere se il futuro ci riserva qualcosa di meglio…

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Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte, edita nel 2006, Appunti sul Governo della Città, edita nel 2009, e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso, edita nel 2018, nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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