scritto da Francesco Angrisani - 01 Agosto 2026 07:54

Cava de’ Tirreni, TARI 2026 oltre le polemiche: la sfida della produzione zero e della TARIP (Tariffa Puntuale sui Rifiuti) per ridurre le bollette

L’aumento del 2,74% accende il dibattito, ma la vera partita si gioca sul modello di gestione dei rifiuti. Riduzione dei volumi e tariffazione puntuale sono le leve per incidere sulle bollette future

L’aumento del 2,74% della TARI, approvato dal Consiglio comunale di Cava de’ Tirreni, ha inevitabilmente acceso il dibattito cittadino. Da un lato, l’amministrazione guidata dal sindaco Raffaele Giordano ha evidenziato il limitato margine di intervento avuto nei primi 44 giorni di governo, in un contesto caratterizzato dall’aumento dei costi del carburante, del conferimento dei rifiuti e dagli effetti di passate gestioni. Dall’altro, cittadini e imprese attendono interventi capaci di incidere concretamente sulle future bollette.

La domanda è quindi inevitabile: come invertire la rotta già a partire dal prossimo piano tariffario?

La risposta passa attraverso un cambiamento profondo del modello di gestione dei rifiuti, fondato su due pilastri: ridurre la quantità di rifiuti prodotti e introdurre la TARIP, la tariffazione puntuale.

Ridurre i rifiuti: il risparmio comincia dalla prevenzione

Il principio è tanto semplice quanto efficace: il rifiuto meno costoso è quello che non viene mai prodotto.

Ogni tonnellata sottratta al circuito della raccolta significa minori costi di trasporto, minori spese di trattamento e smaltimento e una riduzione dell’impatto economico complessivo del servizio.

Per raggiungere questo obiettivo, il Comune potrebbe puntare su alcune misure concrete:

  • Incentivare l’autocompostaggio, riconoscendo riduzioni della tariffa alle famiglie che trasformano autonomamente la frazione organica, che rappresenta circa il 30-40% dei rifiuti domestici.
  • Sostenere il commercio “Zero Waste”, favorendo negozi che adottano la vendita di prodotti sfusi, il vuoto a rendere o il recupero delle eccedenze alimentari attraverso incentivi o agevolazioni.
  • Potenziare i Centri del Riuso, creando spazi dove mobili, elettrodomestici e altri beni ancora utilizzabili possano essere recuperati e rimessi in circolo anziché diventare rifiuti.

Ridurre i volumi significa anche diminuire il numero dei viaggi dei mezzi di raccolta, il consumo di carburante e, di conseguenza, i costi complessivi del servizio.

TARIP: una tariffa più equa e orientata ai comportamenti

Il secondo passaggio fondamentale è rappresentato dall’introduzione della TARIP (Tariffa Puntuale).

Oggi la TARI viene determinata principalmente sulla base della superficie dell’immobile e del numero dei componenti del nucleo familiare. La TARIP, invece, collega almeno una parte della tariffa alla quantità di rifiuto indifferenziato effettivamente conferita dall’utenza, attraverso sistemi di identificazione come mastelli o sacchetti dotati di microchip RFID.

Se progettata e applicata correttamente, la tariffazione puntuale può offrire diversi vantaggi:

  • premiare economicamente i cittadini che differenziano correttamente e producono meno rifiuto indifferenziato;
  • incentivare comportamenti più responsabili nella gestione dei rifiuti;
  • distribuire in maniera più equa i costi del servizio, facendo pagare di più a chi produce maggiori quantità di rifiuti residui;
  • migliorare il controllo delle utenze e contribuire al contrasto dell’evasione tariffaria.

L’esperienza di numerosi Comuni italiani dimostra che la TARIP, accompagnata da un’efficace raccolta differenziata e da un’adeguata attività di controllo, può favorire sia l’aumento delle percentuali di riciclo sia una progressiva riduzione dei costi del servizio nel medio periodo.

La sfida per il 2027

I primi 44 giorni di mandato sono serviti all’amministrazione comunale per prendere atto della situazione economica e organizzativa ereditata. La vera sfida, però, riguarda il futuro.

Ridurre la produzione dei rifiuti, incentivare comportamenti virtuosi e introdurre una tariffazione realmente commisurata ai conferimenti rappresentano strumenti che possono rendere il sistema più efficiente, sostenibile ed equo.

Solo attraverso una strategia di lungo periodo sarà possibile trasformare la gestione dei rifiuti da semplice voce di spesa a leva per migliorare la qualità dei servizi e contenere, nel tempo, il peso della TARI sulle famiglie e sulle attività economiche di Cava de’ Tirreni.

Cavese, dopo la maturità scientifica prosegue gli studi in Economia e Commercio, ma è il mondo del volontariato a segnare in modo decisivo il suo percorso umano. Fin dal 1980 si impegna nell’associazionismo ambientalista, muovendo i primi passi nel M.A.P.A.N. (Movimento Anticaccia Protezione Animali Natura), con cui promuove campagne di sensibilizzazione contro la strage dei cuccioli di foca destinati all’industria delle pellicce. Il suo impegno civile si amplia con iniziative di respiro internazionale, tra cui la raccolta firme a sostegno della candidatura di Nelson Mandela al Premio Nobel per la Pace. Per quasi un decennio dedica tempo ed energie alla tutela dei cani abbandonati, collaborando con un ricovero situato tra Vietri sul Mare e Molina, occupandosi dell’assistenza agli animali e della sensibilizzazione sul tema del randagismo. Parallelamente porta avanti un percorso politico locale, diventando consigliere della Prima Circoscrizione di Cava de’ Tirreni nella Lista Verde Alternativa, con un’attenzione particolare alla tutela ambientale e alla partecipazione civica. La sua vocazione per uno stile di vita sostenibile si traduce anche in un progetto imprenditoriale: è cofondatore de L’Orto Biologico, negozio specializzato in alimenti biologici che da quasi quarant’anni promuove un’alimentazione sana, il consumo consapevole e il rispetto dell’ambiente.

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