Cava de’ Tirreni, il presente e il futuro dell’opposizione nella notte della città

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cava portici borgo
foto Angelo Tortorella

Si è conclusa nel migliori dei modi, come conviene nel teatrino della politica. Ci riferiamo alla vicenda dell’autosospensione dell’avvocato Alfonso Senatore da Fratelli d’Italia. Resta ancora aperto, però, il contenzioso giudiziario con l’europarlamentare Vuolo. Allo stesso tempo, è tutto da verificare se ci sarà vera riappacificazione o quantomeno una reciproca sopportazione con gli esponenti della lista civica Siamo Cavesi.

Il tempo sarà signore. In ogni caso, la dirigenza locale di Fratelli d’Italia ha fatto del suo meglio per stemperare i toni. Salvando così capre e cavoli. Si è tenuto stretto il prezioso contribuito dell’irruente e indomito avvocato Senatore. Nel contempo, non ha rotto con i suoi alleati. Anzi, si è posta come forza riconciliatrice.

Complimenti. Superata questa che possiamo definire una tempesta in un bicchier d’acqua, ora serve altro. E’ tempo che Fratelli d’Italia si ponga obiettivi politici un tantino più ambiziosi. Ciò, ovviamente, non riguarda solo il partito della Meloni. Tuttavia, per il ruolo nazionale che ora riveste, anche nella città metelliana FdI ha il dovere di essere parte diligente.

Diciamoci la verità, l’opposizione cavese lascia a desiderare. Al netto, ovviamente, delle difficoltà oggettive che realmente ci sono. Non è affatto cosa agevole contrastare l’operato, meglio l’inattività o il pessimo prodotto dell’azione amministrativa di Servalli e soci.

Questo nel quotidiano. Peggio se si guarda in prospettiva. Non esiste uno straccio di accenno ad un percorso virtuoso in vista di un’azione politica condivisa. Al contrario, si osservano contrasti, dissapori, insofferenze. Alla fine, ognuno va per la sua strada. All’elettorato ciò non sfugge. La percezione di una opposizione debole, di fatto politicamente paralizzata dalle fratture interne, risulta così assai diffusa.

Fratelli d’Italia ha il dovere di prendere l’iniziativa politica. Per fare cosa? E’ semplice. Per verificare, prima di tutto, lo stato dell’arte del centrodestra metelliano. Sarebbe a dir poco auspicabile chiamare ad un tavolo di confronto i vertici locali di Forza Italia e di quello che resta della Lega.

Questo il primo passo. Poi, chiamare a raccolta tutta l’opposizione. A cominciare dalle liste civiche e le loro rappresentanze consiliari. Quindi, le associazioni politico-culturali che si collocano all’opposizione. Valutare poi la partecipazione di qualsiasi altro soggetto della società civile eventualmente interessato.

L’obiettivo è di creare nell’immediato un coordinamento. Una sorta di governo-ombra. Per impostare un’azione politica comune e quotidiana di contrasto all’attuale maggioranza. In prospettiva, poi, avviare un confronto interno e con la città per elaborare un programma politico-amministrativo realistico. E definire un progetto di città.

Siamo onesti. Più che candidati a sindaco, la città ha bisogno di idee e di personale politico di qualità. Il nostro Comune è ridotto così male, sia in termini finanziari che organizzativi, che è impensabile trovare la soluzione in un sindaco-demiurgo. Non ce ne è, innanzitutto, uno in circolazione. Poi, perché l’eredità che lasceranno gli attuali amministratori sarà tragica e pesante. Sarà indispensabile avere un buon sindaco. Coadiuvato, però, da un pool di amministratori competenti ed autorevoli.

Fratelli d’Italia e l’opposizione nel suo complesso saranno capaci di mettere in campo tanta virtù politica?

Verrebbe spontaneo rispondere no. Senza appello. Tuttavia, va concesso il beneficio del dubbio. Almeno nell’immediato. D’altronde, non è un’operazione facile. Anzi. E’ assai complicata. Molto complicata. Tanto da richiedere eccellenti doti politiche e strategiche.

Questo è.

D’altra parte, però, come ci suggerisce un poeta straordinario e profondo come Khalil Gibran,  “per arrivare all’alba non c’è altra via che la notte”.  E noi cavesi, nella notte, ci siamo ormai da un bel po’. Bisognerà solo capire quanto l’alba sia vicina.

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Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte, edita nel 2006, Appunti sul Governo della Città, edita nel 2009, e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso, edita nel 2018, nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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