Cava de’ Tirreni, Premio Com&Te: i social sul banco degli imputati con il saggio “Le luci della bellezza” di Anna Maria Travagliati
Nel terzo appuntamento della XVII edizione della Rassegna letteraria presentato il libro "Le luci della bellezza A chi il peccato del suo occultamento?" (Armando Editore)
“I social impediscono la realizzazione della nostra intima natura, il motivo del nostro essere al mondo, creando una dipendenza. Anziché realizzare i nostri talenti, spiamo le vite degli altri, distraendoci da noi stessi”.
E’ il lapidario e negativo giudizio sui social che nella Sala Maestrale dell’Holiday Inn di Cava de’ Tirreni ha espresso ieri sera, rivolgendosi al pubblico presente -soprattutto costituito da giovani studenti-, la giornalista Anna Maria Travagliati nel corso del terzo appuntamento della XVII edizione della rassegna letteraria Premio Com&Te, presentando il suo saggio Le luci della bellezza A chi il peccato del suo occultamento? (Armando).
Rispetto a questa distrazione, la bellezza può fungere da bussola. “Dove arrivano i disegni del bello, scompaiono gli scarabocchi” ha spiegato la scrittrice.
A stimolare l’autrice, nelle vesti di intervistatori, sono stati la giornalista Carolina Milite, redattrice di Ulisse on line, e il dott. Antonello Barretta, Direttore Generale della Giunta Regionale della Campania per il Ciclo integrato dei rifiuti, delle bonifiche e delle autorizzazioni ambientali e presidente della Giuria del Premio Com&Te di giornalismo.
“Uno dei libri più interessanti di tutte le edizioni del Premio Comete” è stato l’incipit di Carolina Milite.
L’autrice, giornalista pubblicista e modella, sollecitata dal dott. Barretta, ha confessato che il libro è nato da un moto di “ribellione allo stato di fatto”. Ha raccontato di aver rifiutato una proposta di aprire un profilo social dove pubblicare le sue foto per attirare followers e guadagnare, anche mostrando una immagine di sé molto distante dalla sua vita reale. Declinando l’offerta ha così rifiutato di essere parte di un meccanismo perverso che mostra realtà posticce.
Sollecitata dalle domande degli studenti, che hanno mostrato profonda maturità e consapevolezza sull’uso e l’abuso dei social, Travagliati ha chiarito che non usa i social ritenendoli dannosi. I suoi occhi si sono illuminati parlando di bellezza nei sentimenti, nei rapporti, nell’ambiente. Quella bellezza che, come scriveva Dostoevskij, “salverà il mondo”.
In un confronto molto inteso con gli studenti componenti la giuria popolare, Anna Maria Travagliati ha citato più volte la fede come strumento per avvicinarsi al bello. Così come ha ribadito la necessità di spegnere i social e relazionarsi con le persone in carne ed ossa, cercare il bello anche dove sembra non esserci, rifugiarsi nei libri, nell’arte. In una parola: nutrirsi di bellezza genera bellezza.
Un nuovo umanesimo è la strada che l’autrice ha indicato ai giovani per uscire dalla situazione attuale dove siamo come robotizzati, chini con la testa sui nostri smartphone a guardare immagini standardizzate di donne, tramonti, paesaggi tutti uguali fatti per un consumo rapido e vuoto. Sostituire questi meccanismi perversi dedicando del tempo a sé e agli altri come persone e non come soggetti virtuali è un modo per migliorarsi. In altre parole, è questa una forma di allenamento al bello. E’ un esercizio diventato difficile, tuttavia possibile ma soprattutto necessario.
L’incontro si è concluso con il commosso ricordo del direttore Pasquale Petrillo dell’amico Eugenio Ciancimino, un maestro di giornalismo oltre che una persona di profonda umanità, scomparso pochi giorni fa dopo che negli ultimi anni della sua lunga carriera di giornalista professionista aveva impreziosito con la sua collaborazione la testata giornalistica Ulisse on line oltre a seguire con attenzione la rassegna letteraria.
Il direttore Petrillo ha annunciato che nella cerimonia di premiazione della Rassegna letteraria Premio Com&Te il prossimo 25 settembre la figura di Eugenio Ciancimino sarà ricordata con il conferimento di un riconoscimento alla memoria. (foto Francesco Cuccaro)
































