Cava de’ Tirreni, Centrosinistra: il tempo perso e la lezione di Armando Lamberti
Mentre il Pd si divide sui nomi e smarrisce il metodo, l’intervista del professore rimette al centro ciò che manca davvero: visione, progetto e serietà politica. Perché senza idee la città resta ferma
L’intervista ad Armando Lamberti pubblicata oggi dal nostro giornale merita attenzione. È un’intervista densa, che restituisce l’immagine di un amministratore che, nel tempo, non ha mai smarrito due qualità rare nella politica locale: lucidità di analisi e senso delle istituzioni.
Qualità che emergono anche nelle sue parole sulla crisi che sta attraversando il Pd cittadino e, di riflesso, l’intero centrosinistra.
La diagnosi di Lamberti è semplice: manca il metodo.
Il riferimento è evidente. Nelle ultime settimane la politica ha discusso animatamente di nomi per la candidatura a sindaco, ma senza affrontare prima la questione essenziale: metodo, criteri, progetto, visione di città.
Si è partiti dalla fine, non dall’inizio.
E così il confronto non è mai decollato. Non per mancanza di idee — almeno alcuni dei candidati erano pronti a presentarle — ma per il peso delle logiche interne, dei tempi stretti e delle divisioni dentro lo stesso Pd. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: più scontri tra correnti che confronto sui contenuti.
In questo contesto è difficile non condividere il richiamo di Lamberti: le candidature non possono nascere all’ultimo momento, né essere il prodotto di trattative estemporanee. Devono maturare dentro percorsi politici chiari e condivisi.
Il punto, però, è un altro.
La politica locale ha smesso da tempo di discutere davvero della città.
E invece è proprio da qui che bisognerebbe ripartire: investimenti infrastrutturali, valorizzazione del centro storico, cura del territorio e delle frazioni, trasformazione urbanistica, rilancio delle politiche culturali.
Temi concreti. Non giochi di posizionamento.
Lamberti invita a “volare alto”, a proporre agli elettori una visione di città capace di guardare al futuro: sostenibilità, sviluppo, cultura, qualità della vita, opportunità per i giovani.
Un richiamo che condividiamo. Senza una visione, la politica resta amministrazione minuta. E la città resta ferma.
Per questo continuiamo a credere che anche per Cava de’ Tirreni sia possibile aprire, come evocato dal professore Lamberti, una stagione diversa: un nuovo Rinascimento politico, sociale, culturale ed economico.
Ma perché questo accada serve una politica all’altezza.
Oggi, invece, il vero problema sembra essere proprio il centrosinistra, paralizzato da contrasti durissimi che sono il frutto di troppe incrostazioni accumulate negli anni del potere.
Su questo punto Lamberti è più prudente. Ma il nodo è evidente.
Certo, anche lui non è esente da responsabilità. Da amministratore ha contribuito a tenere in piedi un’amministrazione che probabilmente avrebbe dovuto chiudere la sua esperienza già da tempo.
E tuttavia non si può ignorare il contesto in cui si è trovato a operare.
Lamberti ha lavorato dentro un’amministrazione guidata dal sindaco Vincenzo Servalli che spesso lo ha ostacolato, negandogli risorse, disattendendo impegni e lasciandolo politicamente esposto. In più occasioni è stato attaccato perfino da pezzi dello stesso schieramento.
Va detto: qualche volta ci ha messo anche del suo. Una certa dose di masochismo politico non gli è mancata.
Resta però un fatto.
Armando Lamberti è una risorsa per la città e, soprattutto, per il centrosinistra metelliano.
Ignorarlo o relegarlo ai margini sarebbe l’ennesimo errore.
Se il centrosinistra vuole davvero tornare competitivo deve ritrovare prima di tutto le ragioni dello stare insieme. E costruire su quelle basi un progetto credibile per la città.
Dividersi, logorarsi, disperdere energie: tutto questo non serve a nessuno.
Tanto meno a Cava.
Il tempo stringe.
Ma per il buon senso non è mai troppo tardi. Anche perché l’alternativa, come spesso accade a sinistra, è il solito tafazzismo politico.







