scritto da Pasquale Petrillo - 07 Marzo 2026 10:29

Cava de’ Tirreni, Centrosinistra: il tempo perso e la lezione di Armando Lamberti

Mentre il Pd si divide sui nomi e smarrisce il metodo, l’intervista del professore rimette al centro ciò che manca davvero: visione, progetto e serietà politica. Perché senza idee la città resta ferma

il prof. Armando Lamberti

L’intervista ad Armando Lamberti pubblicata oggi dal nostro giornale merita attenzione. È un’intervista densa, che restituisce l’immagine di un amministratore che, nel tempo, non ha mai smarrito due qualità rare nella politica locale: lucidità di analisi e senso delle istituzioni.

Qualità che emergono anche nelle sue parole sulla crisi che sta attraversando il Pd cittadino e, di riflesso, l’intero centrosinistra.

La diagnosi di Lamberti è semplice: manca il metodo.

Il riferimento è evidente. Nelle ultime settimane la politica ha discusso animatamente di nomi per la candidatura a sindaco, ma senza affrontare prima la questione essenziale: metodo, criteri, progetto, visione di città.

Si è partiti dalla fine, non dall’inizio.

E così il confronto non è mai decollato. Non per mancanza di idee — almeno alcuni dei candidati erano pronti a presentarle — ma per il peso delle logiche interne, dei tempi stretti e delle divisioni dentro lo stesso Pd. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: più scontri tra correnti che confronto sui contenuti.

In questo contesto è difficile non condividere il richiamo di Lamberti: le candidature non possono nascere all’ultimo momento, né essere il prodotto di trattative estemporanee. Devono maturare dentro percorsi politici chiari e condivisi.

Il punto, però, è un altro.

La politica locale ha smesso da tempo di discutere davvero della città.

E invece è proprio da qui che bisognerebbe ripartire: investimenti infrastrutturali, valorizzazione del centro storico, cura del territorio e delle frazioni, trasformazione urbanistica, rilancio delle politiche culturali.

Temi concreti. Non giochi di posizionamento.

Lamberti invita a “volare alto”, a proporre agli elettori una visione di città capace di guardare al futuro: sostenibilità, sviluppo, cultura, qualità della vita, opportunità per i giovani.

Un richiamo che condividiamo. Senza una visione, la politica resta amministrazione minuta. E la città resta ferma.

Per questo continuiamo a credere che anche per Cava de’ Tirreni sia possibile aprire, come evocato dal professore Lamberti, una stagione diversa: un nuovo Rinascimento politico, sociale, culturale ed economico.

Ma perché questo accada serve una politica all’altezza.

Oggi, invece, il vero problema sembra essere proprio il centrosinistra, paralizzato da contrasti durissimi che sono il frutto di troppe incrostazioni accumulate negli anni del potere.

Su questo punto Lamberti è più prudente. Ma il nodo è evidente.

Certo, anche lui non è esente da responsabilità. Da amministratore ha contribuito a tenere in piedi un’amministrazione che probabilmente avrebbe dovuto chiudere la sua esperienza già da tempo.

E tuttavia non si può ignorare il contesto in cui si è trovato a operare.

Lamberti ha lavorato dentro un’amministrazione guidata dal sindaco Vincenzo Servalli che spesso lo ha ostacolato, negandogli risorse, disattendendo impegni e lasciandolo politicamente esposto. In più occasioni è stato attaccato perfino da pezzi dello stesso schieramento.

Va detto: qualche volta ci ha messo anche del suo. Una certa dose di masochismo politico non gli è mancata.

Resta però un fatto.

Armando Lamberti è una risorsa per la città e, soprattutto, per il centrosinistra metelliano.

Ignorarlo o relegarlo ai margini sarebbe l’ennesimo errore.

Se il centrosinistra vuole davvero tornare competitivo deve ritrovare prima di tutto le ragioni dello stare insieme. E costruire su quelle basi un progetto credibile per la città.

Dividersi, logorarsi, disperdere energie: tutto questo non serve a nessuno.

Tanto meno a Cava.

Il tempo stringe.

Ma per il buon senso non è mai troppo tardi. Anche perché l’alternativa, come spesso accade a sinistra, è il solito tafazzismo politico.

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Territoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni "Testimone di parte" (2006), "Appunti sul Governo della Città" (2009), "Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso" coautrice Silvia Lamberti (2018), "Il trionfo della mediocrità" (2025), nonché curatore di "Tornare Grandi" (2011) e "Salerno, la Provincia del buongoverno" (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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