scritto da Angela Senatore - 14 Giugno 2026 10:10

Cava de’ Tirreni, Festa del SS. Sacramento 2026: droni in cielo e un sindaco pistoniere in terra

Quest’anno è stato l’anno delle prime volte. Da un lato, il Sindaco uscente, Vincenzo Servalli, ha rimpiazzato lo spettacolo pirotecnico con la realizzazione di uno spettacolo di immagini luminose proiettate da droni. Dall’altro lato, il Sindaco entrante, Raffaele Giordano, ha onorato la tradizione, la nostra e la sua personale, indossando la veste di pistoniere, con il suo casale, i Senatore, nella classica parata del sabato pomeriggio

montecastello 2026
foto Angelo Tortorella

Da quando ho memoria, la festa del SS. Sacramento, che per me è la Festa di Castello – com’era chiamata in un tempo in cui io non ero neanche nata – è, per i Cavesi, la Festa. L’abbiamo visto negli anni del Covid e in quelli in cui il Castello era in ristrutturazione e quindi il cantiere non praticabile dai non addetti ai lavori: ‘a festa s’adda ffa’.

A partire dal giovedì, con la salita al Monte, la benedizione della città e gli spari dei pistonieri, e fino al sabato con la tradizionale sfilata dei trombonieri e i fuochi d’artificio dal Monte Castello, la Festa è come un rito apotropaico, sarebbe una sciagura non realizzarla.

Questo imperativo morale vale anche in famiglie, come la mia, dove si è sempre assistito da spettatori e mai da protagonisti, ancora di più in quelle famiglie (non conosco il numero ma direi che sono la maggioranza) in cui la Festa è non solo una tradizione ma anche un impegno di famiglia e in cui, quindi, per forza di cose, c’è maggior fervore. Lì i preparativi durano tutto l’anno e il giorno atteso della festa è innanzitutto un giorno di lavoro in cui un ingranaggio messo a punto in tanti mesi finalmente si muove.

Un po’ ovunque è l’occasione per stare insieme: organizzare rimpatriate tra parenti e amici che, per un motivo o per un altro, magari non si vedono dalla festa precedente, quella di Pasqua o da prima ancora, da Natale. Gli emigrati tornano in città, chi deve andar fuori per qualche motivo fa di tutto per rinviare la partenza. La festa è motivo di incontro, è fermento, è gioia.

Non si può però andare tutti d’accordo, grazie a Dio, non siamo ancora omologati (anche se su alcuni temi mi sembra che ci apprestiamo a diventarlo) e il pensiero contrario è liberamente esprimibile. Con il crescere di consapevolezze ecologiste e animaliste, da anni frange più sensibili di popolazione criticano gli spari e i fuochi d’artificio per essere poco eco e pet friendly.

Ma la tradizione è tradizione, è la tautologica risposta alle critiche.

Intanto, quest’anno è stato l’anno delle prime volte. Da un lato, il Sindaco uscente, Vincenzo Servalli, ha rimpiazzato lo spettacolo pirotecnico con la realizzazione di uno spettacolo di immagini luminose proiettate da droni (ne abbiamo parlato in questo articolo Cava de’ Tirreni, via libera allo spettacolo di droni per il SS. Sacramento: affidamento alla Drone Show Italy). Dall’altro lato, il Sindaco entrante, Raffaele Giordano, ha onorato la tradizione, la nostra e la sua personale, indossando la veste di pistoniere, con il suo casale, i Senatore, nella classica parata del sabato pomeriggio.

Lo dico subito: a me questo nuovo Sindaco, che si presenta come uno di noi, fa simpatia. Dalle prime battute al momento della proclamazione dei risultati, alla investitura ufficiale a Palazzo di Città, fino alla sua uscita pubblica ma da pistoniere ieri pomeriggio, tutto in lui me lo fa apparire una persona che custodisce integri valori come l’appartenenza e il senso di comunità. Soprattutto, mi sembra persona che esercita la gratitudine. In un mondo di arroganza, saper rendere grazie è un gesto rivoluzionario. L’esito delle elezioni lo abbiamo visto tutti: non c’è stato quel colpaccio che la coalizione di destra si sarebbe forse aspettata e Giordano è sindaco per un soffio, motivo per cui ho già sentito in città perplessità e critiche rispetto alle quali mi sento di dire che dare tempo al tempo e poi tirare le somme sia l’atteggiamento migliore. Cui prodest partire già carichi di pregiudizio?

Ma parliamo dello spettacolo pirotecnico. Dopo il disastro ambientale dello scorso anno, il Sindaco uscente fa una mossa radicalmente innovativa sostituendo lo spettacolo di fuochi d’artificio con lo spettacolo di droni. È stata una buona idea? Io penso che sperimentare soluzioni alternative sia sempre una buona idea. Ancora di più quando la scelta tradizionale è soggetta a critiche e ha obiettivamente causato danni catastrofici. La montagna devastata dal fuoco è un ricordo che brucia ancora dopo un anno. Non so tuttavia se la città sia pronta ad archiviare la tanto attesa tradizione per questa innovazione bella sì ma non con stesso impatto.

Forse lo spettacolo dei fuochi è anche nella attesa dello sparo. La meraviglia di luci e forme del fuoco d’artificio è preparata e amplificata dallo sparo che la precede. È un po’ come il fenomeno del fulmine e del tuono anche se al contrario. Vedere un fulmine nel cielo preannuncia  il rombo del tuono che sarà tanto più potente quanto più vicino è caduto il fulmine. Con i fuochi d’artificio succede il contrario: lo sparo rimbomba nel petto e fa per un attimo chiudere gli occhi – reazione istintiva alla paura, siamo pur sempre animali pure noi – ma subito dopo in cielo appare una meraviglia. Mi ricorda che, a volte o forse sempre, l’atto creativo fa paura.

Forse gli ambientalisti e gli animalisti non saranno d’accordo su questa mia idea che forse considereranno una romanticizzazione dello sparo.

Ma forse ancora la cittadinanza tutta, non solo ambientalisti e animalisti, è ormai sfinita dai continui spari e fuochi che la città subisce tutti i giorni tutto l’anno.

Forse il vero problema non è tollerare la tradizione per come la conosciamo per pochi giorni all’anno ma liberarci una volta e per tutte del frastuono e del cattivo gusto – ma suona meglio in dialetto pacchianaggine – da cui siamo afflitti tutto l’anno.

Il nuovo Sindaco ha esordito dicendo che la sua priorità è far tornare normali cose che oggi sembrano straordinarie. Ecco, se posso permettermi, questa mi sembra una priorità.

Giornalista pubblicista, collabora con Ulisse online dal 2021 occupandosi principalmente della pagina culturale e di critica letteraria. È stata curatrice della rassegna letteraria Caffè letterari metelliani organizzata da Ulisse online e IIS Della Corte Vanvitelli e ha collaborato con Telespazio in occasione del Premio Com&te. È da maggio 2023 responsabile della Comunicazione di Fabi Salerno. Abilitata all’esercizio della professione forense, lavora in una delle principali banche italiane con specializzazione nel settore del credito fondiario.

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