scritto da Francesco Angrisani - 30 Giugno 2026 08:07

Campo largo, le crepe che non si sono mai chiuse

Le tensioni che hanno accompagnato la nascita del campo largo non si sono dissolte con il voto. Le ultime vicende mostrano come le questioni irrisolte continuino a condizionare il percorso della coalizione

A poche settimane dalle elezioni amministrative, il cosiddetto campo largo a Cava de’ Tirreni continua a interrogarsi sul proprio futuro. Le difficoltà emerse durante la costruzione della coalizione non sembrano essersi esaurite con il voto. Al contrario, gli ultimi sviluppi politici suggeriscono che molte questioni siano ancora aperte e che la sfida più difficile debba essere affrontata proprio adesso: trasformare un’alleanza elettorale in un progetto politico stabile.

La nascita della coalizione è stata tutt’altro che lineare. La scelta del candidato sindaco, Giancarlo Accarino, è maturata solo al termine di una lunga e complessa trattativa, caratterizzata da confronti, resistenze e veti incrociati tra le diverse componenti del centrosinistra. Una gestazione che ha restituito l’immagine di un’alleanza costruita attraverso un difficile equilibrio tra forze politiche differenti, più che il frutto di una naturale convergenza programmatica.

Anche il risultato delle urne ha consegnato elementi di riflessione. Il consistente ricorso al voto disgiunto ha impedito al candidato sindaco di raccogliere tutto il consenso ottenuto dalle liste della coalizione. Nelle elezioni comunali il voto disgiunto rappresenta una scelta fisiologica dell’elettorato e può rispondere a molteplici motivazioni, ma quando assume dimensioni rilevanti finisce inevitabilmente per interrogare la capacità di una coalizione di presentarsi come un progetto realmente condiviso.

Emblematico, sotto questo profilo, è il risultato del Partito Democratico. Luca Narbone, con 1.301 preferenze personali, è stato il candidato più votato del PD, confermando un consenso personale significativo. Un dato che evidenzia come una parte consistente dell’elettorato abbia premiato candidati della coalizione senza trasferire automaticamente la stessa fiducia al candidato sindaco, contribuendo così ad alimentare il fenomeno del voto disgiunto.

Se il voto aveva già posto interrogativi sulla solidità politica del campo largo, le vicende successive hanno ulteriormente alimentato il dibattito. La polemica nata attorno alla riunione convocata da Accarino per avviare il confronto tra le forze della coalizione ha riportato al centro dell’attenzione i rapporti interni al centrosinistra.

Secondo quanto denunciato dal Partito Democratico, i due consiglieri comunali dem più votati, Luca Narbone e Lorena Iuliano, non sarebbero stati invitati al tavolo politico promosso dal candidato sindaco. Una ricostruzione contestata da altri partecipanti all’incontro, secondo i quali gli inviti sarebbero stati regolarmente estesi anche agli assenti. Al di là della dinamica dei fatti, resta il significato politico della vicenda: una polemica pubblica esplosa nel momento in cui la coalizione avrebbe dovuto avviare una riflessione unitaria sul futuro.

Più che aprire una nuova frattura, la vicenda sembra aver riportato alla luce contraddizioni mai realmente superate.

Il punto centrale, infatti, non riguarda soltanto la gestione di una riunione o la presenza di alcuni consiglieri. Riguarda la capacità del campo largo di riconoscere e valorizzare il consenso espresso dagli elettori, evitando che dinamiche interne o logiche di appartenenza prevalgano sulla rappresentanza politica emersa dalle urne.

La sensazione è che il campo largo cavese debba ancora completare il passaggio più difficile: quello che trasforma una coalizione costruita per vincere un’elezione in una comunità politica capace di condividere metodi, leadership e obiettivi. Finora i fatti sembrano raccontare una realtà diversa, nella quale l’unità è stata ricercata soprattutto per affrontare la competizione elettorale, mentre la costruzione di una reale identità comune resta ancora incompiuta.

Il futuro dell’opposizione cittadina dipenderà proprio da questa capacità di superare diffidenze e personalismi. Perché una coalizione può nascere attorno a un accordo elettorale, ma può consolidarsi soltanto attraverso la fiducia reciproca, il riconoscimento del consenso popolare e la condivisione di una prospettiva politica.

Diversamente, il rischio è che il campo largo rimanga un contenitore destinato a ricomporsi solo in prossimità delle scadenze elettorali, senza riuscire a diventare quella forza politica coesa che molti elettori avevano immaginato.

Le ombre che oggi si allungano sul futuro della coalizione non derivano soltanto dalla sconfitta elettorale. Nascono soprattutto dall’impressione che le questioni irrisolte della sua nascita continuino a condizionare anche il suo presente. E il tempo, da solo, difficilmente potrà risolverle.

 

Cavese, dopo la maturità scientifica prosegue gli studi in Economia e Commercio, ma è il mondo del volontariato a segnare in modo decisivo il suo percorso umano. Fin dal 1980 si impegna nell’associazionismo ambientalista, muovendo i primi passi nel M.A.P.A.N. (Movimento Anticaccia Protezione Animali Natura), con cui promuove campagne di sensibilizzazione contro la strage dei cuccioli di foca destinati all’industria delle pellicce. Il suo impegno civile si amplia con iniziative di respiro internazionale, tra cui la raccolta firme a sostegno della candidatura di Nelson Mandela al Premio Nobel per la Pace. Per quasi un decennio dedica tempo ed energie alla tutela dei cani abbandonati, collaborando con un ricovero situato tra Vietri sul Mare e Molina, occupandosi dell’assistenza agli animali e della sensibilizzazione sul tema del randagismo. Parallelamente porta avanti un percorso politico locale, diventando consigliere della Prima Circoscrizione di Cava de’ Tirreni nella Lista Verde Alternativa, con un’attenzione particolare alla tutela ambientale e alla partecipazione civica. La sua vocazione per uno stile di vita sostenibile si traduce anche in un progetto imprenditoriale: è cofondatore de L’Orto Biologico, negozio specializzato in alimenti biologici che da quasi quarant’anni promuove un’alimentazione sana, il consumo consapevole e il rispetto dell’ambiente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.