Il Quirinale che divide
Meloni riapre il tema del presidente della repubblica di destra e punta alle elezioni del 2027, ma l’asse con Vannacci e una nuova legge elettorale rischiano di cambiare volto al centrodestra
Giorgia Meloni rilancia il tema del Quirinale, sostenendo che nel 2027 potrebbe cadere il “tabù” di un presidente della Repubblica non di centrosinistra. Per una parte dell’establishment sarebbe “terribile”, ma per la premier significherebbe solo riconoscere che la destra ha gli stessi diritti della sinistra. Il nodo, però, è un altro: il centrodestra vincerà le prossime elezioni? Per riuscirci dovrebbe includere Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, scelta che cambierebbe profondamente il profilo politico della coalizione e della stessa Meloni. Dal conservatorismo moderno, atlantista ed europeista, si passerebbe a un sovranismo con tratti suprematisti. Se a questo si aggiungesse una nuova legge elettorale con forte premio di maggioranza e liste bloccate, il quadro politico ne uscirebbe radicalmente stravolto.





