Negli ultimi cinque anni l’Italia ha compiuto uno dei più rilevanti percorsi di risanamento dei conti pubblici nell’area euro, riducendo il deficit dal -9,4% del Pil nel 2020 al -2,8% nel 2025. Una correzione complessiva di 6,6 punti percentuali, quasi il doppio rispetto al miglioramento medio registrato nell’Eurozona, fermo a 3,7 punti.
Il dato certifica uno sforzo significativo di riequilibrio finanziario, maturato in un contesto particolarmente complesso, segnato prima dalla pandemia e poi da tensioni economiche e geopolitiche. A sostenere la riduzione del disavanzo hanno contribuito la crescita delle entrate fiscali e il progressivo venir meno delle misure emergenziali adottate durante la crisi sanitaria.
Nel 2025 il deficit italiano si colloca così sotto la soglia del 3% del Pil, risultando migliore della media dell’area euro, che resta intorno al -3,2/-3,3%.
Nonostante il miglioramento dei conti pubblici, restano tuttavia elementi di vulnerabilità. In particolare, il livello elevato del debito pubblico e la dinamica degli interessi rappresentano ancora fattori di rischio per la sostenibilità finanziaria del Paese nel medio periodo.
Il quadro complessivo evidenzia quindi un’Italia più disciplinata sul fronte del deficit rispetto al passato e più virtuosa rispetto alla media europea, ma ancora chiamata a consolidare i risultati raggiunti per evitare che il peso del debito ne limiti le prospettive di crescita. (fonte Unimpresa)
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