Carburanti, il tetto Eni porta risparmi fino a 80 euro al mese per le famiglie
Il limite ai prezzi introdotto da Eni riduce il costo dei pieni per famiglie e piccole imprese, con benefici che arrivano a migliaia di euro per le flotte. Restano esclusi distributori indipendenti e autotrasporto pesante, mentre pesa il dimezzamento dello sconto fiscale sul gasolio
Il tetto ai prezzi dei carburanti fissato da Eni, in vigore da lunedì 28 settembre, introduce un taglio immediato dei costi alla pompa per famiglie e piccole imprese. Il gruppo ha stabilito un limite massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 per il gasolio sulla propria rete, contro medie nazionali che oggi superano i 2,15 euro per la verde e i 2,37 per il diesel. Il ribasso, pari a circa l’8%, genera un risparmio concreto per chi si rifornisce direttamente ai distributori Eni.
Secondo le stime del Centro Studi Unimpresa, una famiglia con due auto può ridurre la spesa settimanale di 17,80 euro, pari a circa 80 euro al mese. Se la misura venisse prorogata fino a fine anno, il beneficio complessivo supererebbe i 240 euro. Il vantaggio è ancora più significativo per le micro e piccole imprese che utilizzano furgoni e veicoli commerciali leggeri: un artigiano con un consumo di 80 litri settimanali risparmia oltre 12 euro a settimana, mentre un corriere dell’ultimo miglio arriva a quasi 37 euro. Su scala di flotta, dieci mezzi generano un risparmio superiore ai 3.300 euro entro dicembre.
Il tetto riguarda esclusivamente la rete Eni e non il canale all’ingrosso, da cui dipendono distributori indipendenti, agricoltura, pesca e autotrasporto pesante, che restano esclusi dal beneficio. Le associazioni di categoria segnalano il rischio di una distorsione competitiva, dato che le cosiddette “pompe bianche” non dispongono dei margini necessari per allinearsi ai nuovi prezzi.
Sul contesto pesa inoltre il dimezzamento dello sconto fiscale sul gasolio, sceso da 12,2 a 6,1 centesimi al litro fino al 5 ottobre, quando entrerà in funzione il meccanismo delle accise mobili. Per Unimpresa, l’iniziativa di Eni è un sollievo immediato ma non sostituisce una politica fiscale strutturale: il costo dell’energia, sottolinea il presidente Paolo Longobardi, resta una questione di competitività nazionale.







