scritto da Gennaro Pierri - 28 Settembre 2026 10:40

Ci sono incontri che diventano storie

Ci sono incontri che non diventano legami, ma domande che ci spostano dentro. Storie brevi che non ci portano altrove: ci impediscono di restare quelli di prima

Qualche volta incontri una persona e capisci quasi subito che non la seguirai. Non perché non ti interessi. Al contrario. Forse proprio perché ti interessa troppo. Succede in un corridoio, su un treno, davanti a un caffè. Una conversazione di venti minuti e poi ognuno torna alla propria vita.

Nessun numero di telefono. Nessun seguito. Nessuna fotografia da conservare. Eppure, qualche giorno dopo, quella persona è ancora lì. Non nella tua agenda. Nella tua testa. È una delle stranezze dell’essere umano: siamo convinti che a cambiarci siano soprattutto le persone che scegliamo di avere accanto. Non sempre.

A volte ci cambia qualcuno che abbiamo deciso di non seguire. Perché un incontro può non diventare una relazione e diventare, invece, una domanda. Ed è forse questa la forma più sottile del cambiamento. Ma certi incontri non servono a semplificarci la vita. Servono a complicarla nel punto giusto. Ti fanno tornare a casa e pensare: perché quella frase mi ha dato tanto fastidio? Perché mi sono riconosciuto proprio in quella persona? Perché, pur avendo scelto di non seguirla, continuo a camminare dietro a ciò che mi ha fatto vedere di me? Ecco una cosa che ho imparato osservando le persone: non sempre dobbiamo seguire chi ci apre una strada.

A volte dobbiamo soltanto avere il coraggio di ricordare dove quella strada ci ha fatto guardare. Ci sono persone che entrano nella nostra vita per restarci. Altre passano soltanto per spostare di qualche centimetro il nostro modo di guardare il mondo. E quei centimetri, a volte, sono enormi. Forse per questo non tutti gli incontri mancati sono occasioni perdute. Alcuni sono incontri riusciti in un modo che non avevamo previsto: non ci hanno portato da qualche parte. Ci hanno impedito di tornare esattamente quelli di prima. E allora mi chiedo: quante persone abbiamo lasciato andare pensando di non averle seguite, senza accorgerci che, da quel momento, qualcosa dentro di noi aveva già cominciato a seguirle?

Ha conseguito la licenza in teologia spirituale e in teologia morale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. E’ stato recensionista per la rivista Il Cooperatore Paolino, docente di teologia spirituale presso l’Istituto Diocesano di Scienze Religiose dell’Arcidiocesi di Amalfi-Cava de’ Tirreni, direttore editoriale del mensile diocesano Fermento, bioeticista nel Comitato Etico dell’ASL Salerno. E’ cultore di materie filosofiche e teologiche, docente di I.R.C. in alcune Scuole Superiori di Cava de’ Tirreni e Presidente del sodalizio Cavalieri della Bolla Pontificia.

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