Cava de’ Tirreni, svolta sulla Manifattura: accordo da 2,3 milioni di euro per chiudere il contenzioso con MST
Il Comune otterrà gratuitamente l’ex fabbricato storico e acquisterà lo stabilimento moderno per avviare la rigenerazione urbana finanziata dai fondi PRIUS
Il Comune di Cava de’ Tirreni si prepara a chiudere una delle vertenze più lunghe e complesse della storia amministrativa cavese: il contenzioso con Manifatture Sigaro Toscano (MST) sulla proprietà dell’ex Manifattura Tabacchi di via Crispi, pendente dal 2010 davanti al Tribunale di Salerno.
Il nuovo accordo transattivo, illustrato dall’assessore al Contenzioso Marcello Murolo, nasce dopo anni di trattative, due precedenti transazioni non andate a buon fine e una causa dall’esito definito “incerto” dall’Avvocatura comunale. La soluzione individuata punta a tutelare l’interesse pubblico e a consentire al Comune di avviare interventi di rigenerazione urbana già inseriti nella programmazione dei fondi europei PRIUS del FESR 2021–2027.
Cosa prevede l’accordo
Secondo lo schema allegato alla proposta di delibera, MST si impegna a retrocedere gratuitamente al Comune il fabbricato storico, cioè l’ex sede della Manifattura, come previsto dall’atto notarile del 1900 che contemplava la possibilità di restituzione in caso di cessazione dell’uso pubblico.
In cambio, il Comune acquisterà per 2.300.000 euro l’intero stabilimento moderno, composto dagli immobili e dalle aree realizzate nel corso del Novecento dai Monopoli di Stato. Si tratta di una porzione strategica della città, classificata nel PUC come ATSU – Ambito di Trasformazione per Standard Urbanistici, destinata a ospitare parcheggi, verde pubblico, servizi e funzioni collettive.
Perché l’accordo è ritenuto conveniente
L’Avvocatura comunale ha evidenziato che l’esito del giudizio è “res dubia”, cioè non prevedibile con ragionevole certezza, e che la transazione permette di evitare rischi economici e processuali. La retrocessione gratuita dell’ex Manifattura rappresenta, secondo il parere, un riconoscimento pieno della pretesa del Comune.
Sul piano economico, la relazione tecnica dei dirigenti dei settori II e IV conferma la congruità del prezzo di 2,3 milioni, inferiore sia alla stima integrativa (2.596.892,26 euro) sia al valore prudenziale calcolato con alea del 10% (2.337.203,03 euro).
Copertura finanziaria già disponibile
L’intero importo è già coperto da risorse destinate alla rigenerazione urbana:
- 616.837,73 euro dai fondi PRIUS per l’intervento “Cava Social Lab” sull’area ex Manifattura;
- 1.683.162,27 euro dalle risorse assegnate con delibera di Giunta n. 159/2026 per l’acquisto dell’immobile di via Rosario Senatore, anch’esso inserito nel progetto “Cava Urban Lab”.
Il passo successivo
La Giunta ha approvato la proposta presentata dall’assessore Murolo lo scorso giovedì 24 settembre, dichiarando l’atto immediatamente eseguibile con l’invio al Consiglio comunale per autorizzare l’acquisto oneroso degli immobili, come previsto dall’art. 42 del TUEL.
L’accordo quindi consente al Comune di chiudere definitivamente una controversia ultradecennale e di avviare un vasto progetto di trasformazione urbana in una delle aree più centrali della città.
clicca qui per leggere la DELIBERA di GIUNTA N. 193 DEL 24-9-26







