scritto da Sofia Celestino - 23 Giugno 2026 13:06

Salerno Letteratura, un anno d’attesa che ci ha resi più vivi

Il festival si chiude lasciando dietro di sé emozioni, incontri e una città che riscopre il piacere di partecipare. Tra letture, musica, riflessioni e luoghi pieni fino all’ultimo gradino, Salerno si conferma una comunità che risponde quando le si offre valore

Se “un minuto è lungo da morire se non vissuto insieme a te”, come canta la Vanoni, cosa sarà un anno di attesa? Dire arrivederci al SalernoLetteraturaFestival è stato questo anno ancora più difficile. Basta leggere i tanti post di facebook dove emerge l’apprezzamento da parte di tutte persone che hanno partecipato e animato eventi, presentazioni, incontri. Solo posti in piedi e anche sulle scale del Tempio di Pomona, o su quelle dell’Arco Catalano dove nel silenzio surreale ho riso e pianto grazie a AnomaliaTeatro e Debora Benincasa che con il suo “Antigone, monologo per donna sola” ci ha trasportato dall’antica Grecia alla contemporaneità di Gaza, Giulio Regeni e di tutti quelli che non si voltano dall’altra parte, pur sentendosi piccole Antigoni.

C’è una considerazione che mi va di condividere: se si offre valore i cittadini rispondono, in qualsiasi luogo di Italia, dal paese del entroterra Irpino ad una città sul mare come Salerno. È vero per ogni campo. Vedere per il centro della mia città persone che se ne appropriano, che riempiono incontri dove le parole vivono e prendono forma è stato emozionante.

Lunedì sera, capite, un lunedì sera Salerno era un brulicare di gente che passavano da un evento ad un altro, commentando, scegliendo, rammaricandosi per non poterne vedere qualcuno per sovrapposizione di orario.

Martedì alle 22.30 gli eventi al Museo Diocesano “Omaggio a Miles Davis” con Stefano Giuliano Quintet e Brunella Caputo voce recitante e, in contemporanea, a Largo Pomona “Squallor: per un’estetica del Pecoreccio” con Alfonso Amendola, Carlo Pecoraro ed Erminia Pellecchia hanno fatto il sold out, nonostante l’orario, nonostante l’infrasettimanale. Abbiamo cantato sui bep di simpatica censura di alcuni brani degli Squallor, sulle canzoni di Mina in un premio sulla Letteratura di Impresa. Ci siamo commossi durante la performance sulle Madri Costituenti e riflettuto su quanto c’è ancora da fare se abbiamo bisogno di ricordare attraverso il libro di Gabriella Grasso “Smettetela di dirci che non siamo felici. Un’ indagine sulle donne singole”.

Sono rimasta “Stregata” mercoledì 17 dall’incontro con alcuni dei finalisti del premio Strega e meno contenta della polemica sorta in seguito a causa delle parole di Mari, comunque la pensiate, per me Michela Murgia e il suo coraggio avranno sempre un posto d’onore nel mio cuore e i suoi libri nella mia libreria.

I libri, veri protagonisti del Festival insieme agli autori e ai librai che correndo da un luogo all’altro, con trolley e braccia cariche di libri, ci hanno permesso anche di poter avvicinare gli autori, scambiare una parola e portare a casa una firma, un pensiero. Frenarmi dall’acquistare tutti non è stato facile. La pila non è ancora completa, stanno arrivando il libro di Antigone e quello di Mina. Anche i PaniniLetterari dell’Osteria Canali questo anno hanno omaggiato i librai.  Mi è piaciuta molto, inoltre, l’apertura a luoghi diversi dal Centro Storico come lo Spazio.Edicola, confesso sotto casa mia, dove nel reading di poesia mi sono lanciata anche io nel condividere una poesia a cui tengo molto “Mi ami?” di Ronald Laing.

Partecipazione, ecco il termine più adatto che mi porto via da questo Festival. Ci si sente tutti partecipi. Grazie a Salerno Letteratura Festival, grazie a Ines Manieri, Daria Limatola, Paolo di Paolo, Gennaro Carillo, lo Staff tutto, i volontari, gli Sponsor (la saggezza contadina ricorda che “senza soldi non si cantano messe”) e la mia città, Salerno, che mi ha permesso di sentirmi attiva e viva.

Al prossimo anno.

#SalernoLetteraturaFestival

#SalernoLetteraturaFestivalPerMe

Nata a Salerno nell’agosto del 1970, impiegata e cultrice di letteratura. Dopo un periodo lavorativo trascorso a Milano rientro nella mia città, e dei 50 scatoloni del trasloco, 42 erano composti da libri. La lettura mi accompagna da sempre, la scrittura da pochi anni, tranne qualche articolo o recensione di libri già dal liceo. Diversi i libri presentati e presenza anche al Premio Com&Te.

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