scritto da Gennaro Pierri - 08 Ottobre 2026 11:38

Le idee che amiamo possono anche tenerci prigionieri

Una convinzione che non sopporta domande non è ancora una convinzione. È un recinto. La fede lo sa bene

foto Angelo Tortorella

Stamattina a scuola ho visto un ragazzo strappare un foglio e ricominciarne un altro. Non aveva sbagliato niente. Aveva semplicemente scritto una frase che, riletta, non gli piaceva più.

Mi ha fatto pensare a quante volte facciamo la stessa cosa con le idee. Solo che noi non abbiamo una gomma. Ci sono idee che ci salvano. Le incontriamo quasi per caso e, per un po’, ci fanno compagnia. Un’idea sulla giustizia, sull’amore, sulla politica, sulla fede, sulla vita. Poi cominciamo ad affezionarci. La difendiamo. La raccontiamo agli altri. Infine, senza accorgercene, smettiamo di possederla: è lei che comincia a possedere noi.

Siamo abituati a pensare che la libertà consista nel poter avere le proprie idee. Certo. Ma c’è una libertà ancora più difficile: poter cambiare idea senza sentirsi traditori di sé stessi. Perché alcune idee diventano stanze arredate con tanto amore che non ci accorgiamo più che hanno una porta.

Uno dei problemi del nostro tempo non è che i giovani non abbiano idee. È che ne ricevono continuamente: confezionate, commentate, condivise, trasformate in appartenenze. Prima ancora di capire cosa pensano, hanno già qualcuno che gli spiega da che parte stare. Il mercato, intanto, ha capito una cosa formidabile: vendere prodotti è facile; vendere identità è molto più redditizio. Non compri soltanto una maglietta, una musica, un telefono. Compri il racconto di chi sei. E quando un’idea diventa identità, contraddirla sembra quasi un tradimento personale. Ma un’idea veramente libera dovrebbe fare una cosa stranissima: lasciarti libero anche da lei.

Una convinzione che non sopporta domande non è ancora una convinzione. È un recinto. La fede lo sa bene. Se Dio fosse soltanto l’idea che ci siamo fatti di Dio, sarebbe già troppo piccolo. Anche l’amore lo sa: chi ama davvero una persona non la riduce all’immagine che si è costruito di lei. Forse tutte le idee in cui crediamo e tutte le idee che amiamo sono simili alla libertà proprio per questo: aprono una strada, ma non devono impedirci di guardare oltre. Il giorno in cui un’idea ci vieta di ascoltare, di dubitare, persino di cambiare, forse non stiamo più difendendo una verità ma stiamo difendendo noi stessi.

E allora viene una domanda che non mi lascia tranquillo: quale delle idee che ami di più avresti ancora il coraggio di mettere sul tavolo, senza sapere se, alla fine della discussione, sarà ancora la stessa?

Ha conseguito la licenza in teologia spirituale e in teologia morale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. E’ stato recensionista per la rivista Il Cooperatore Paolino, docente di teologia spirituale presso l’Istituto Diocesano di Scienze Religiose dell’Arcidiocesi di Amalfi-Cava de’ Tirreni, direttore editoriale del mensile diocesano Fermento, bioeticista nel Comitato Etico dell’ASL Salerno. E’ cultore di materie filosofiche e teologiche, docente di I.R.C. in alcune Scuole Superiori di Cava de’ Tirreni e Presidente del sodalizio Cavalieri della Bolla Pontificia.

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