scritto da Francesco Angrisani - 04 Settembre 2026 10:04

PILLOLA INFORMATIVA  Il costo di un’economia fossile

Quando aumenta il costo dell’energia fossile, l’impatto si trasferisce rapidamente sull’intera economia, incidendo sui trasporti, sui processi produttivi e sui prezzi dei beni di consumo

Inflazione al 3,3% e beni energetici in aumento del 17%: l’energia torna a pesare significativamente sui bilanci di famiglie e imprese.

Quando aumenta il costo dell’energia fossile, l’impatto si trasferisce rapidamente sull’intera economia, incidendo sui trasporti, sui processi produttivi e sui prezzi dei beni di consumo.

Investire nelle energie rinnovabili, nell’efficienza energetica e nella riduzione della dipendenza dai combustibili fossili significa costruire un sistema energetico più stabile, resiliente e meno esposto agli shock dei prezzi.

La transizione energetica è anche una scelta economica e territoriale: significa proteggere il potere d’acquisto, sostenere la competitività delle imprese e rafforzare l’autonomia energetica delle nostre comunità.

E nel nostro territorio, cosa possiamo fare?

Cittadini, imprese e amministratori locali sono chiamati a confrontarsi su soluzioni concrete per ridurre i costi energetici e accelerare la transizione verso un sistema più sostenibile e indipendente.

Fonte: Greenreport.it, “Il prezzo di un’economia fossile: l’inflazione sale a 3,3%, trainano i beni energetici (+17%)”.

Cavese, dopo la maturità scientifica prosegue gli studi in Economia e Commercio, ma è il mondo del volontariato a segnare in modo decisivo il suo percorso umano. Fin dal 1980 si impegna nell’associazionismo ambientalista, muovendo i primi passi nel M.A.P.A.N. (Movimento Anticaccia Protezione Animali Natura), con cui promuove campagne di sensibilizzazione contro la strage dei cuccioli di foca destinati all’industria delle pellicce. Il suo impegno civile si amplia con iniziative di respiro internazionale, tra cui la raccolta firme a sostegno della candidatura di Nelson Mandela al Premio Nobel per la Pace. Per quasi un decennio dedica tempo ed energie alla tutela dei cani abbandonati, collaborando con un ricovero situato tra Vietri sul Mare e Molina, occupandosi dell’assistenza agli animali e della sensibilizzazione sul tema del randagismo. Parallelamente porta avanti un percorso politico locale, diventando consigliere della Prima Circoscrizione di Cava de’ Tirreni nella Lista Verde Alternativa, con un’attenzione particolare alla tutela ambientale e alla partecipazione civica. La sua vocazione per uno stile di vita sostenibile si traduce anche in un progetto imprenditoriale: è cofondatore de L’Orto Biologico, negozio specializzato in alimenti biologici che da quasi quarant’anni promuove un’alimentazione sana, il consumo consapevole e il rispetto dell’ambiente.

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