scritto da Tina Contaldo - 30 Agosto 2026 07:11

LIBRI & LIBRI L’unica fine del mondo che ci riguarda davvero

Asimov attraversa le grandi Apocalissi cosmiche per mostrarci che il vero pericolo non viene dalle stelle, ma dalle scelte — o dalle omissioni — dell’umanità.

Chiunque ami la fantascienza conosce il nome di Isaac Asimov. Nato in Russia e cresciuto a New York, Asimov è stato uno dei più straordinari e prolifici geni del XX secolo. Chimico di formazione e professore di biochimica, ha scritto e curato oltre 500 volumi nel corso della sua vita. Sebbene il grande pubblico lo ricordi soprattutto come il padre del Ciclo delle Fondazioni e per aver inventato le celebri “Tre leggi della robotica”, Asimov è stato anche un instancabile divulgatore scientifico. Per la sua capacità di spiegare con semplicità disarmante argomenti che vanno dalla fisica quantistica alla storia antica.

Ed è proprio questa sua doppia anima a dare vita a “Catastrofi a scelta”. Un saggio dalla profonda riflessione sulla vita basato su leggi fisiche ma anche sulle leggi non scritte che ci rendono uomini e donne parte di un universo che a quanto pare è in continua trasformazione.

In quest’opera l’autore abbandona per un attimo la fiction per accompagnare i lettori in una disamina rigorosa dei grandi pericoli che minacciano l’esistenza dell’umanità. L’aspetto più affascinante del libro risiede nella capacità di Asimov di strutturare il caos delle possibili Apocalissi in una sorta di viaggio a ritroso che parte dagli angoli più remoti dello spazio e del tempo per spingersi fino al nostro pianeta.

Il lettore viene trasportato dapprima tra le dinamiche su scala cosmica: lo spegnimento delle stelle, la lenta decadenza della materia e il concetto di “morte termica” dell’universo. Da questa prospettiva quasi metafisica, lo sguardo si stringe poi sul nostro sistema solare e sulla Terra stessa. Asimov analizza l’inevitabile destino del Sole, destinato a trasformarsi in una gigante rossa ed erodere le orbite dei pianeti vicini. Esplora i rischi geologici che la Terra ha già affrontato nella sua storia millenaria. Glaciazioni estreme, collisioni con meteore devastanti o l’inversione dei poli magnetici. Si passa poi agli equilibri della biologia. La sopravvivenza della specie umana viene messa a confronto con la fragilità degli ecosistemi, le possibili epidemie su scala globale e la potenziale rottura delle catene alimentari.

Il vero colpo di scena del libro, tuttavia, risiede nel netto cambio di prospettiva riservato al finale. Dopo aver esplorato scenari catastrofici in grado di incutere il terrore, Asimov ci offre una rassicurazione fondamentale. Tutte le Apocalissi dettate dall’astronomia e dalla fisica terrestre avverranno tra centinaia di milioni, se non miliardi, di anni. Sono eventi verso i quali siamo del tutto impotenti, ma che per la loro distanza temporale non dovrebbero toglierci nemmeno un minuto di sonno.

La vera insidia, sottolinea lo scienziato con straordinaria lungimiranza, risiede nell’unica categoria di disastri su cui abbiamo un controllo diretto: le catastrofi prodotte dall’uomo. L’inquinamento atmosferico, l’esaurimento rapido delle risorse energetiche, la sovrappopolazione e la costante ombra dei conflitti armati rappresentano l’unico vero pericolo imminente e concreto per il nostro domani.

Far scivolare l’umanità verso l’estinzione non sarà quindi un asteroide arrivato dal nulla, ma l’incapacità di gestire le nostre stesse risorse. Questo saggio  si rivela così molto più di un semplice manuale sui pericoli dell’universo. E’ un’opera profondamente ottimista e un monito educativo. Ci ricorda come il futuro della Terra non sia scritto nelle stelle, ma nelle scelte responsabili che decideremo di compiere oggi per fare perdurare la nostra specie ed altre. Ed estendere a tutti la conoscenza della fisica nella vita quotidiana.

Non è forse vero che il modo più semplice per vivere in un mondo gratificante sia prendere decisioni individuali coscienziose?

Laureata in Comunicazione Internazionale con una tesi su l’Antigone di Judith Butler, ha proseguito gli studi con un master in Europrogettazione e Internazionalizzazione delle imprese. Parla inglese, francese, greco e italiano e ha una forte passione per la scrittura che la caratterizza sin da bambina quando scriveva sceneggiature e racconti emozionanti e creativi. Fotografa e pittrice. Scrive poesie prendendo ispirazione dall’attualità soprattutto concentrandosi sul rapporto uomo/donna e sui fenomeni di migrazione volontaria o meno. Vive a Cava de' Tirreni ed è parte della Filellenica.

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