LIBRI & LIBRI Public History

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Mutuata dagli States per Public History si intendono quelle attività di recupero della memoria storica che si svolgono per il pubblico e con il pubblico, e che coprono il largo spazio che intercorre fra la storia accademica e universitaria e la divulgazione sui grandi media.

Il raggio d’azione della Public History è  vasto e raggruppa tutta una serie di attività, svolte da musei, biblioteche, eruditi e appassionati locali, e promosse da enti pubblici, privati, associazioni e cooperative culturali; vanno dalla forma tradizionale dello studio, del volume fino alle rievocazioni storiche, al re-enactment, alle battaglie in scala, e quant’altro. Su questo percorso si sono cimentati, con perizia e abilità, i tre autori di questo stimolante testo frutto dei lavori  del IV Convegno Internazionale della International Federation for Public History (IFPH) di Ravenna del giugno 2017, che rappresenta allo stesso tempo l’atto fondativo dall’Associazione Italiana di Public History (AIPH).

Rispetto a questo appuntamento l’insieme dei contributi qui raccolti, rappresenta senz’altro uno status questionis, come anticipa l’introduzione. La sostanza del testo sono riflessioni prevalentemente calibrate sulla realtà italiana, con uno sguardo costantemente rivolto all’esperienza americana.

Praticamente un libro suddiviso in due parti, che stimola un dibattito oculato nel tempo che con venti saggi -inclusa l’interessante introduzione- mira ad incrementare su questa nuova, almeno per l’Italia, dimensione del lavoro storiografico pensato per lo spazio pubblico.

Sotto questo profilo giova evidenziare che l’Italia si è cospicuamente attardata: la riluttanza degli accademici italiani, poco avvezzi e a tratti intimoriti da un confronto diretto con il pubblico, e la modificazione repentina dell’universo umanistico dell’ultimo ventennio ha fatto arrancare la Public History in questo Paese.

Contemporaneamente una considerevole fetta di non accademici impegnata in passato come adesso nella divulgazione storica senza una formazione adeguata –si pensi all’ingente numero di romanzi storici o ai saggi scritti da reboanti giornalisti– ha posto un serio quesito: se la Public History non esistesse già in Italia con modalità del tutto acefale e quindi poco attendibili.

Public History. Discussioni e pratiche

Curatori: P. Bertella Farnetti, L. Bertucelli, A. Botti

Mimesis Edizioni, Milano 2017

pagg. 333 – €. 24,00

 

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Saggista e musicologo, è laureato in “Sociologia delle Comunicazioni di Massa”. Tra i suoi libri ricordiamo: Il Canto Nero (Milano, 1982), Trecento anni di jazz (Milano, 1986), Jazz moderno (Milano, 1990), Vesuwiev Jazz (Napoli, 1999), Il popolo del samba (Roma, 2005), Ragtime, Jazz & dintorni (Milano, 2007), prefato da Amiri Baraka, Una storia sociale del jazz (Milano 2014), prefato da Zygmunt Bauman, Saudade Bossa Nova (Firenze, 2017). Per i “Saggi Marsilio” ha pubblicato l’unica Storia del ragtime, in due edizioni (Venezia, 1984 e 1989) edita in Italia e in Europa. Ha scritto monografie: due su Frank Sinatra (Venezia, 1991) e The Voice – Vita e italianità di Frank Sinatra (Roma, 2011), e su Vinicio Capossela (Milano, 1993), Francesco Guccini (Milano, 1993), Louis Armstrong (Napoli, 1997), un paio di questi col contributo amichevole di Renzo Arbore e Gianni Minà. Collabora con la RAI, per la cui struttura radiofonica ha condotto diverse trasmissioni musicali, e per La Storia siamo noi ha contribuito allo special su Louis Armstrong. Tiene periodicamente stage su Civiltà Musicale Afroamericana oltre a collaborare con la Fondazione Treccani per le voci afroamericane. Tra i vari riconoscimenti ha vinto un Premio Nazionale Ministeriale di Giornalismo, ed è risultato tra i finalisti del Premio letterario Calvino per l’inedito. Per la narrativa ha pubblicato un romanzo breve per ragazzi dal titolo Easy Street Story, (Npoli, 2007), la raccolta di racconti È troppo tardi per scappare (Napoli, 2013), il romanzo epistolare Caro Giancarlo – Epistolario mensile per un amico ammazzato, (Terracina, 2014), che gli è valso il Premio ‘Giancarlo Siani’ 2014, e un e-book dal titolo Ballata e morte di un gatto da strada (Amazon, 2015), un romanzo storico sulla figura di Malcolm X, prefato da Claudio Gorlier, con postfazione di Walter Mauro, e supervisionato da Roberto Giammanco. È il direttore artistico del Festival Italiano di Ragtime e il suo sito è www.gildodestefano.it.

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