LIBRI & LIBRI Le luci della bellezza. A chi il peccato del suo occultamento? di Anna Maria Travagliati
E' un libro che fa bene all'anima. Risveglia l'entusiasmo e lo slancio ad assaporare la vita e la gioia di vivere che oggi hanno abdicato al verosimile
“La bellezza è sanante. Scatena una rivoluzione mediante che invade l’anima, ci scuote le porte degli occhi perché si aprano alla bellezza del mondo che ci ospita”. In questa frase estrapolata dal libro “Le luci della bellezza. A chi il peccato del suo occultamento?” di Anna Maria Travagliati (edito da Armando Editore), vi si può ritrovare condensata la sua essenza: un inno alla vita!
Il saggio affronta la dipendenza dai social network e la conseguente perdita di connessione con il bello reale e propone una ricerca nelle propria essenza, nonché nella realtà che ci circonda, della bellezza come antidoto al vuoto creato dall’abuso di social network.
“La bellezza salverà il mondo”, diceva Dostoevskij. Partendo da questa celebre frase, l’autrice analizza l’epoca che viviamo, spinta in maniera penosa verso la ricerca di un’identità effimera e l’alienazione dell’individuo tramite un’immersione apneica negli abissi dei social network. Il libro cerca di offrire una soluzione. Quale? L’educazione alla bellezza intesa come bussola congenita dell’uomo come stimolo a ritrovare il gusto della vita. La speranza che ciò avvenga si fonda sulla certezza che, da sempre, il cuore umano ambisce a grandi cose.
Siamo al cospetto di un libro che fa bene all’anima. Risveglia l’entusiasmo e lo slancio ad assaporare la vita e la gioia di vivere che oggi hanno abdicato al verosimile. Pagina dopo pagina, attraverso una lettura lineare, chiara e pulita, ricca di intime riflessioni che si riverberano a raggiera nel quotidiano di ognuno di noi, ci ritroviamo ad annuire con le analisi dell’autrice.
La chiave – l’unica, spiega l’autrice – per trovare la salvezza in una società che ha clamorosamente fallito nella contesa tra realtà virtuale e realtà pura, è tornare al senso più atavico della bellezza. Soffermarsi ad ammirare il cielo stellato, come diceva Kant, le farfalle che danzano leggiadre nell’aria o quant’altro la natura ci offre così come anche la musica e l’arte in ogni sua forma: è questa l’unica strada salvifica per contrastare una realtà fredda e dopante dominata dal telefonino.
Per rendere più viva questa riflessione, Anna Maria Travagliati ha raccolto le voci di chi ha fatto della bellezza la propria missione: Licia Colò con la sua sensibilità per la natura, Giovanni Gastel con l’arte fotografica, Liliana Cosi con la danza, Sergio Bambaren con la scrittura, Davide Rondoni con la poesia, Pupi Avati con il cinema, Mario Botta con l’architettura e Albano Carrisi con la musica. Ognuno di loro illumina un frammento di questo mosaico.








