Il PD e la Sinistra: gli elettori del centrosinistra sono per l’unità

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tratto dal profilo Fb

Con la nuova legge elettorale, il cosiddetto Rosatellum, appare evidente la necessità di mettere su delle aggregazioni politiche ampie per avere la possibilità di vincere soprattutto nei collegi uninominali, dove saranno eletti un terzo sia dei deputati che dei senatori.

Il centrodestra di Berlusconi, Salvini e Meloni, è da questo punto di vista molto avanti e la coalizione è ormai cosa fatta. Lo stesso non si può dire a sinistra dove sta fallendo persino il tentativo dell’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia di mettere insieme tutto ciò che è a sinistra del Pd.

E’ di pochi giorni fa, proprio su questo tema, l’indagine demoscopica dell’istituto di rilevazione SWG, da cui emerge come la base del centrosinistra non si è ancora arresa all’idea della divisione.

“La spinta unitaria -spiegano gli analisti di SWG nel commentare i risultati della ricerca- resta forte e coinvolge il 57% dell’eletorato di riferimento. In particolare si dice favorevole a una coalizione unitaria il 75% degli elettori PD. Su questa posizione sono schierati anche il 50% degli elettori di MDP (con il 44% che è contrario e la restante quota indecisa), il 74% dei supporter dell’ex sindaco di Milano e il 49% degli elettori di Sinistra Italiana (con il 40% contrario)”.

E’ interessante anche capire cosa ne pensano gli elettori di centrosinistra circa la responsabilità di queste divisioni che rischiano di portare ad una sicura sonora sconfitta il Pd e l’intero centrosinistra.

“Per il 40% degli elettori di centrosinistra –si legge ancora nell’analisi SWG- la responsabilità delle divisioni è legata ai personalismi dei diversi leader. In particolare, parte dei supporter di MDP (49%) e di Pisapia (37%), individuano la ragione delle divisioni attuali nella scarsa volontà di allearsi con il PD da parte dei leader dei loro partiti”.

Agli elettori dei diversi partiti di centrosinistra e a quanti comunque si collocano nell’area di centrosinistra è stato chiesto quale posizione politica condividono maggiormente tra quella espressa dalla MDP di Speranza e il Campo Progressista di Pisapia.

La risposta al riguardo è stata molto netta: il 60% è con quest’ultimo nella convinzione che bisogna costruire una nuova formazione ampia di centrosinistra, ma senza chiudere al PD perché è questo l’unico modo per sperare di governare e cambiare le cose.

Solo il 15%, invece, è sulle posizioni di Speranza, D’Alema e Bersani, che puntano a costruire un’alternativa al renzismo a sinistra, quindi, a non allearsi con il PD.

In altre parole, è forte anche a sinistra del PD sia la convinzione che sia necessario costruire un’aggregazione larga con il partito renziano sia che sia questo l’unico modo per sconfiggere gli avversari politici al prossimo appuntamento elettorale delle politiche.

Su questo aspetto, infatti, il 66 per cento degli elettori di centrosinistra intervistati è d’accordo se non addirittura del tutto d’accordo sul voto utile, ovvero di votare per un partito che fa parte della coalizione del PD pur di evitare la vittoria del centrodestra o del Movimento 5 Stelle.

In conclusione, checché ne dicano D’Alema e soci, gli elettori del centrosinistra sono per l’unità dell’intera area e vanno oltre i personalismi e la vocazione al frazionismo, di cui soffre buona parte dell’attuale gruppo dirigente di uno schieramento assai composito e frastagliato.

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