scritto da Redazione Ulisseonline - 09 Luglio 2026 12:16

Libri e biblioteche, l’Italia torna a leggere ma restano forti le differenze

Cresce il numero dei lettori e aumenta la frequentazione delle biblioteche, soprattutto tra giovani e donne. Ma il divario tra Nord e Sud e tra i diversi livelli di istruzione continua a pesare sulle abitudini di lettura degli italiani

Dopo anni segnati dalla pandemia, gli italiani stanno lentamente riscoprendo il piacere della lettura e delle biblioteche. È questo il quadro che emerge dall’ultimo rapporto dell’Istat dedicato alle abitudini di lettura e alla frequentazione delle biblioteche nel 2024 e nel 2025. I dati mostrano alcuni segnali incoraggianti, anche se restano profonde differenze territoriali e sociali che continuano a limitare la diffusione della lettura nel Paese.

Oggi oltre la metà della popolazione legge almeno un libro nell’arco di un anno. La crescita riguarda sia chi legge per piacere sia chi lo fa per motivi di studio o di lavoro. A trainare questa ripresa sono soprattutto i più giovani e le donne, che confermano una maggiore familiarità con i libri rispetto agli uomini e alle fasce di età più avanzate. Tra bambini, adolescenti e giovani adulti la lettura rimane infatti un’abitudine molto più diffusa rispetto alla media nazionale.

L’indagine evidenzia anche il ruolo decisivo dell’ambiente familiare e del livello di istruzione. Chi cresce in una casa ricca di libri o ha genitori che leggono tende a diventare più facilmente un lettore abituale. Allo stesso modo, il titolo di studio continua a rappresentare uno dei fattori che più influenzano la propensione alla lettura. Le persone con un livello di istruzione elevato leggono molto più frequentemente rispetto a chi ha conseguito titoli di studio inferiori.

Accanto alla crescita dei lettori aumenta anche la frequentazione delle biblioteche. Nel 2024 sempre più persone sono tornate a utilizzare questi spazi, anche se non sono stati ancora raggiunti i livelli registrati prima dell’emergenza sanitaria. Le biblioteche continuano a essere frequentate soprattutto dai bambini, dagli adolescenti e dai giovani fino ai 24 anni. Anche in questo caso le donne risultano più presenti degli uomini.

Le biblioteche, però, non sono più soltanto luoghi dedicati al prestito dei libri. Sempre più strutture ospitano incontri con autori, laboratori, attività per bambini, eventi culturali e spazi di studio e socializzazione. Si stanno trasformando in veri punti di riferimento per la vita culturale delle comunità, offrendo servizi che vanno ben oltre la semplice consultazione dei volumi.

Nonostante questi segnali positivi, il rapporto conferma che il divario territoriale resta molto marcato. Nelle regioni del Nord e del Centro la quota di lettori è decisamente più alta rispetto al Mezzogiorno, dove la lettura continua a essere meno diffusa. Differenze significative emergono anche tra grandi città e piccoli comuni, con una partecipazione culturale generalmente più elevata nei centri urbani maggiori.

L’Istat sottolinea inoltre che l’accesso alla lettura non dipende soltanto dalla disponibilità dei libri, ma anche dalle opportunità educative, dall’offerta culturale del territorio e dalla presenza di biblioteche efficienti e facilmente raggiungibili. In questo senso, rafforzare la rete bibliotecaria e promuovere la lettura fin dall’infanzia rappresentano strumenti fondamentali per ridurre le disuguaglianze culturali.

Il quadro complessivo è quindi caratterizzato da una moderata ripresa. Gli italiani stanno tornando a leggere e a frequentare le biblioteche, ma il percorso è ancora incompleto. Per consolidare questa tendenza sarà necessario investire nella promozione della lettura, sostenere le biblioteche come presìdi culturali e rendere i libri sempre più accessibili a tutte le fasce della popolazione, indipendentemente dall’età, dal luogo di residenza o dal livello di istruzione.

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Rivista on line di politica, lavoro, impresa e società fondata e diretta da Pasquale Petrillo - Proprietà editoriale: Comunicazione & Territorio di Cava de' Tirreni, presieduta da Silvia Lamberti.

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