Gatti e città: una tutela ancora da costruire
La cura delle colonie feline non può essere affidata soltanto al volontariato: serve una rete condivisa tra cittadini, associazioni e istituzioni
La differenza tra cani e gatti non riguarda soltanto la loro natura, ma anche il modo in cui la nostra società ha costruito nel tempo il rapporto con loro.
I gatti hanno un’indole spesso più autonoma e indipendente: sono animali capaci di vivere i propri spazi con libertà e di instaurare con l’essere umano una relazione fondata più sulla scelta reciproca che sulla dipendenza.
I cani, invece, attraverso secoli di selezione e collaborazione con l’uomo, hanno sviluppato un legame particolarmente stretto con le comunità umane. Sono stati coinvolti in numerose attività, dai compiti di guardia e pastorizia alla ricerca e soccorso, dall’assistenza alla compagnia, diventando progressivamente parte integrante della vita familiare e sociale.
Ma la riflessione più importante non riguarda la maggiore o minore vicinanza tra una specie e l’altra. Riguarda il modo in cui, nel tempo, abbiamo costruito sistemi diversi di attenzione e tutela.
Per i cani, soprattutto negli ultimi decenni, si è sviluppata una crescente sensibilità culturale e istituzionale. Da animali spesso considerati principalmente per la loro utilità sono diventati sempre più compagni di vita e membri delle famiglie. Questo cambiamento ha favorito la nascita di una rete più organizzata di servizi, strutture di accoglienza e percorsi di tutela.
Per i gatti, invece, questo percorso appare ancora incompleto.
Nelle nostre città manca spesso una rete pubblica di accoglienza, assistenza e gestione delle colonie feline paragonabile a quella sviluppata per i cani. La cura dei gatti liberi presenti sul territorio continua troppo frequentemente a essere affidata alla disponibilità di singoli cittadini e volontari che, con grande impegno, garantiscono quotidianamente alimentazione, cure veterinarie e monitoraggio degli animali.
Questo impegno rappresenta un valore fondamentale per la comunità, ma non può dipendere esclusivamente dalla sensibilità dei singoli. La tutela degli animali è una responsabilità collettiva e richiede una collaborazione strutturata tra istituzioni, associazioni e cittadini, attraverso strumenti adeguati e una programmazione capace di rispondere ai bisogni reali.
Cava de’ Tirreni non fa eccezione. Anche nella nostra città il sistema di tutela degli animali ha visto storicamente una maggiore strutturazione degli interventi rivolti ai cani, mentre la gestione e la valorizzazione delle colonie feline richiedono ancora un percorso di crescita culturale e amministrativa.
La sfida futura è quindi riconoscere pienamente anche ai gatti il loro ruolo all’interno della comunità urbana. Significa sostenere chi già opera quotidianamente sul territorio, valorizzare il lavoro dei volontari e costruire strumenti pubblici più efficaci per la tutela delle colonie feline e degli animali senza proprietario.
Prendersi cura degli animali significa anche prendersi cura della città. Una comunità capace di proteggere gli esseri più fragili dimostra maggiore attenzione, responsabilità e civiltà.
Francesco Angrisani







