scritto da Redazione Ulisseonline - 29 Settembre 2026 14:19

Italia tra riforme, disuguaglianze e nuove abitudini: cosa racconta il Radar SWG di fine settembre 2026

Il Radar SWG 21–27 settembre 2026 fotografa un Paese diviso sulla nuova legge elettorale, consapevole del persistere del divario di genere sul lavoro e sempre più “a misura di pet”. Sullo sfondo, le intenzioni di voto confermano la centralità di Fratelli d’Italia e Partito Democratico, in un quadro politico ancora fluido

La rilevazione SWG di fine settembre 2026 mette insieme quattro piani che si intrecciano nella vita pubblica e privata degli italiani: la riforma della legge elettorale, la percezione della parità salariale tra uomini e donne, il ruolo crescente degli animali da compagnia nelle famiglie e l’andamento delle intenzioni di voto. Ne emerge un Paese che fatica a trovare consenso sulle regole del gioco politico, riconosce con sempre maggiore chiarezza le disuguaglianze di genere e attribuisce agli animali un peso affettivo ed economico ormai strutturale, mentre il quadro politico si assesta ma non si cristallizza.

1. Le modifiche alla legge elettorale

La nuova legge elettorale, approvata al Senato e ora in discussione alla Camera, introduce un sistema ibrido: in ogni circoscrizione il capolista, nominato dai partiti, viene eletto per primo, mentre gli eventuali altri parlamentari del medesimo partito sono scelti tramite preferenze. «Il meccanismo di elezione dei parlamentari raccoglie più critiche che approvazioni» e la valutazione complessiva è fredda: il modello piace a circa 7 elettori di centrodestra su 10, ma viene bocciato dal resto dell’elettorato, che «in gran parte chiede un sistema basato solo su preferenze».

Sul fronte della rappresentanza di genere, il quadro è sfumato. La legge non prevede obblighi di quote femminili tra i capilista, ma introduce l’alternanza uomo-donna tra i candidati votabili con preferenza e garantisce almeno il 40% di donne nella lista legata al premio di maggioranza. Tuttavia «nessuna delle posizioni spicca in modo netto»: prevale di poco chi ritiene le misure insufficienti a evitare svantaggi per le donne, mentre circa il 20% degli italiani, «e una quota simile tra le donne», giudica sbagliato prevedere regole specifiche per l’equilibrio di genere.

Anche l’innalzamento delle firme necessarie per presentare le liste in tutti i collegi, da 40.000 a circa 372.000, divide profondamente. Da un lato c’è chi «sostiene la misura per evitare la proliferazione dei partiti che mina la stabilità», dall’altro chi ritiene che si privilegi eccessivamente i partiti già presenti e «si leda il diritto ad essere rappresentati». Nel complesso, la legge appare come un compromesso poco condiviso, e «anche i fan del Rosatellum, il sistema fino ad ora in vigore, non sono molti»: alla domanda se si preferisca il nuovo Stabilicum, il Rosatellum o nessuno dei due, la risposta più frequente è proprio il rifiuto di entrambe le opzioni, con gli elettori della maggioranza più inclini ad apprezzare il nuovo sistema, ma senza entusiasmo.

2. Equal Pay Day – WIN

La sezione dedicata all’Equal Pay Day si basa sui dati dell’indagine mondiale WIN, di cui SWG è membro. L’International Equal Pay Day, istituito dalle Nazioni Unite nel 2019 e celebrato per la prima volta nel 2020, «rappresenta l’impegno per il raggiungimento della parità di retribuzione a parità di lavoro». I dati mostrano con chiarezza che «gli uomini continuano a guadagnare più delle donne, anche a parità di mansioni», e che la consapevolezza del divario è molto più forte tra le donne.

A livello globale, il 51% degli uomini ritiene che ci sia una sostanziale parità di retribuzione, mentre «la stessa percentuale di donne denuncia invece una disparità di trattamento». In Europa e in Italia il divario di percezione si accentua: le donne che evidenziano la disparità salgono al 67% in Europa e al 70% in Italia, mentre gli uomini europei si dividono quasi a metà e quelli italiani «concordano maggiormente con le donne nell’evidenziare la disparità».

Lo stesso schema si ritrova sulle opportunità lavorative e di carriera. Globalmente ed in Europa, gli uomini tendono a percepire una sostanziale parità, mentre le donne «denunciano una netta disparità». In Italia, invece, le due prospettive si avvicinano: «la maggioranza ritiene che le donne siano penalizzate rispetto ai colleghi uomini» e uomini e donne convergono nel riconoscere una condizione di svantaggio femminile. A quasi sette anni dalla sua istituzione, «l’Equal Pay Day ricorda ancora la lunga strada verso una concreta parità di retribuzione tra uomini e donne», segnalando che la questione non è solo statistica ma profondamente percepita nella vita quotidiana.

3. Animali da compagnia – ASSALCO

La parte realizzata con ASSALCO racconta un’Italia in cui l’animale da compagnia è «diventato a tutti gli effetti un elemento centrale del nucleo familiare, impattando sulla sfera affettiva, la quotidianità e anche le spese domestiche». Con 53,2 milioni di animali da compagnia a fronte di circa 59 milioni di residenti, «l’Italia si conferma un Paese a “misura di pet” dove si conta quasi un animale per abitante» e oltre metà delle famiglie dichiara di ospitarne almeno uno.

I pesci sono al primo posto per numero di esemplari, ma «sono i cani e gatti a trionfare nella classifica degli animali da compagnia, ospiti di più di una casa su quattro». La presenza degli animali si riflette anche nelle abitudini lavorative: «il cane entra nelle routine d’ufficio per un proprietario su cinque, mentre un significativo 40% vorrebbe farlo ma si scontra con i divieti aziendali». L’animale non è solo compagnia domestica, ma accompagna la persona nella dimensione professionale, segno di un legame sempre più integrato nella vita quotidiana.

Sul piano economico, «la spesa per gli alimenti di cani e gatti ha un peso sul bilancio familiare che è difficile da trascurare». La maggioranza percepisce la spesa come moderata o elevata e, in questo contesto, il dibattito sulla tassazione al 22% sul cibo per animali si fa concreto: «una larga maggioranza dei proprietari (81%) concorda con una riduzione dell’IVA al 10%». La rilevazione sottolinea che «gli animali da compagnia sono ormai una priorità sociale ed emotiva per gli italiani e rientrano a pieno titolo tra i membri della famiglia, concorrendo di fatto a impattare sul bilancio mensile, al pari di altre voci di costo».

4. Intenzioni di voto – 28 settembre 2026

La chiusura del Radar è dedicata alle intenzioni di voto aggiornate al 28 settembre 2026. Fratelli d’Italia si conferma primo partito con il 27,4%, seguito dal Partito Democratico al 20,6% e dal Movimento 5 Stelle al 12,8%. A questi si aggiungono Futuro Nazionale (8,0%), Forza Italia (6,9%), Alleanza Verdi-Sinistra (6,6%), Lega (5,1%), Azione (3,2%), Italia Viva (2,4%), +Europa (1,7%), Noi Moderati e Avanti-PSI entrambi all’1,0%, mentre «altro partito» raccoglie il 3,3%.

Rispetto alla rilevazione del 21 settembre, le variazioni sono contenute: Fratelli d’Italia cresce di 0,3 punti, il PD cala di 0,2, il M5S è stabile, alcune forze minori oscillano di pochi decimali. Il dato dei non espressi, pari al 26% e in lieve calo («Non si esprime: 26% (-2)»), segnala però che una quota significativa di elettori resta ancora indecisa o non disponibile a dichiarare la propria scelta. Nel complesso, il quadro conferma la centralità di FdI e PD, la tenuta del M5S e la frammentazione dell’area centrista e moderata, in un contesto in cui le regole del sistema elettorale sono oggetto di discussione e non ancora pienamente legittimate agli occhi dell’opinione pubblica.

 

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Rivista on line di politica, lavoro, impresa e società fondata e diretta da Pasquale Petrillo - Proprietà editoriale: Comunicazione & Territorio di Cava de' Tirreni, presieduta da Silvia Lamberti.

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