Garlasco, ombre sui Ris
La nuova inchiesta di Pavia ipotizza test del Dna negativi mai emersi sull’indagine Stasi. Garofano respinge ogni accusa, mentre il caso Poggi torna a mostrare falle e inquietudini irrisolte
Da Pavia arriva una notizia sorprendente sul delitto di Garlasco. La Procura sostiene che i Ris di Parma, nel 2007, avessero ottenuto due test del Dna negativi sul materiale trovato sui pedali della bici di Alberto Stasi, risultati che non sarebbero mai comparsi negli atti. Per i magistrati, quei test avrebbero indicato già allora l’innocenza di Stasi, poi condannato a 16 anni e rimasto in carcere per dieci. Il generale Luciano Garofano respinge con decisione ogni accusa, definendola “fantascienza” e ricordando che le analisi furono svolte nel pieno contraddittorio tra le parti. Resta però una domanda: a chi credere? Il delitto di Chiara Poggi, dopo quasi vent’anni, continua a essere un caso confuso e irrisolto. Ancora più grave è la quasi certezza dell’innocenza di Stasi: è la seconda vittima di questa tragica e intricata vicenda? Le ombre sui Ris sono pesanti: se vacilla la fiducia nei loro accertamenti, il sistema investigativo mostra crepe profonde. L’auspicio è che si faccia finalmente chiarezza, anche se la storia, per come si è sviluppata negli anni, lascia temere che dubbi e sospetti resteranno intatti.





