scritto da Gabriella Avagliano - 29 Settembre 2026 12:20

Duecento anni di Collodi: il viaggio senza tempo di Pinocchio

Ancora oggi Pinocchio è rivolto certamente ai più giovani, ma può interrogare anche gli adulti, soprattutto in una società sempre più orientata verso valori effimeri e gratificazioni facili e immediate, che possono nascondere pericoli inaspettati

Nel 2026 si celebra il bicentenario della nascita di Carlo Collodi (1826-2026), pseudonimo di Carlo Lorenzini, scrittore toscano e inventore del burattino di legno più famoso al mondo, Pinocchio.

Per l’occasione, numerose scuole, biblioteche e istituzioni culturali ricordano una delle figure più importanti della letteratura per ragazzi. Sono previste, infatti, numerose iniziative come mostre, incontri, convegni, spettacoli teatrali. A Firenze, ad esempio, presso la Biblioteca Marucelliana e la Biblioteca Nazionale Centrale, è stato organizzato il percorso espositivo “Oltre Pinocchio”, con documenti, materiali e approfondimenti sulla vita e sull’opera di Collodi.

Tra le celebrazioni ufficiali, è inserita anche un’opera teatrale in chiave noir, “Il burattino che sapeva troppo”, diretta dal regista Pascal La Delfa. Attraverso le indagini di un investigatore, ispirato alla figura di Pinocchio, lo spettacolo ricostruisce la vita di Collodi tra luci e ombre, restituendo un ritratto dello scrittore, meno noto ma altrettanto significativo, di giornalista scomodo, ex combattente del Risorgimento e funzionario di Stato.

Oggi, a due secoli dalla nascita di Carlo Collodi, torniamo sulle tracce della vita dello scrittore toscano, ripercorrendo le tappe più significative del percorso umano e analizzando in particolare il suo chef d’oeuvre che lo ha reso immortale.

Pubblicate per la prima volte a puntate, a partire dal 1881, “Le avventure di Pinocchio” narrano il viaggio di un burattino curioso e inconsapevole, che attraverso infinite peripezie, incontri, errori e paure, impara a conoscere il mondo e se stesso, inseguendo il sogno di trasformarsi in un vero bambino. Così il lettore sperimenta, al fianco del protagonista, le insidie di un autentico percorso di formazione: Pinocchio si lascia ingannare da personaggi senza scrupoli, come il Gatto e la Volpe; più volte sceglie di non ascoltare la voce della coscienza, personificata nell’immagine del Grillo Parlante. Di grande attualità, soprattutto per i più giovani, è poi l’episodio del Paese dei Balocchi, dove il poco raccomandabile Lucignolo presenta a Pinocchio l’allettante possibilità di trascorrere le proprie giornate tra giochi, sollazzi e divertimenti in un mondo apparentemente felice e senza responsabilità, ma in realtà illusorio, contrapposto alla scuola, luogo simbolico della formazione.

Ancora oggi Pinocchio, intramontabile Bildungsroman (romanzo di formazione), è rivolto certamente ai più giovani, ma può interrogare anche gli adulti, soprattutto in una società sempre più orientata verso valori effimeri e gratificazioni facili e immediate, che possono nascondere pericoli inaspettati.

Pinocchio, mediante il suo tortuoso percorso di crescita, continua a parlare al cuore di lettori di ogni età e ad insegnarci che nella vita non bisogna mai arrendersi e che vale la pena combattere per realizzare i propri sogni. Con coraggio e perseveranza possiamo affrontare gli ostacoli della vita e trovare la forza di rialzarci dalle cadute più dolorose, grazie anche al sostegno di chi, proprio come Geppetto, con amore paziente e incondizionato, non smette mai di sostenerci e accoglierci nei momenti di difficoltà, perdonando gli errori e incoraggiandoci sempre a dare il meglio di noi.

 

Laureata in Filologia con 110 e lode, ha conseguito il Dottorato di ricerca in Italianistica. Ha pubblicato diversi saggi in riviste scientifiche e una monografia dal titolo “Tracce del Mezzogiorno nel documentario etnografico”, dedicata alla ricerca storico-sociale del Sud Italia, dal Secondo Dopoguerra agli anni ’70. Attualmente è docente di materie letterarie presso la scuola secondaria di primo grado.

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