Dentro il carcere minorile, oltre lo stereotipo: sogni, legami e voglia di riscatto
Non rabbia o rassegnazione, ma famiglia, libertà e futuro. La ricerca SWG #Introspezioni — la prima realizzata negli Istituti Penali Minorili italiani — restituisce il ritratto sorprendente di ragazzi che chiedono fiducia, cercano relazioni autentiche e immaginano una vita “normale” fatta di lavoro, casa e responsabilità. Dietro la durezza emergono fragilità, desiderio di appartenenza e una forte spinta al cambiamento: il 92% ha un progetto concreto per il proprio futuro fuori dall’Istituto. Un’indagine che rompe i cliché e mostra come il riscatto possa nascere dall’ascolto
Presentata alla Camera dei Deputati il 21 maggio 2026, #Introspezioni è la prima ricerca nazionale condotta negli Istituti Penali Minorili italiani per indagare desideri, valori e prospettive future dei giovani detenuti. Lo studio ha coinvolto 364 ragazzi in 18 istituti, pari al 67% della popolazione detenuta minorile e giovane adulta.
Dall’indagine emerge una generazione molto più complessa degli stereotipi che spesso la raccontano. I valori più importanti sono la famiglia (92%), la libertà, la lealtà e l’amore: relazioni vere e senso di appartenenza contano più del denaro o del potere.
I ragazzi si descrivono come generosi, sicuri di sé, protettivi e coraggiosi, ma anche diffidenti: una socialità prudente, segnata dal bisogno di fidarsi davvero degli altri. Sul piano morale emerge una forte cultura della lealtà, anche quando il confine tra giusto e sbagliato si fa ambiguo, soprattutto nei rapporti con il gruppo e gli amici.
Nonostante esperienze difficili, prevale una forte domanda di condivisione: sentirsi parte di qualcosa e vivere i momenti felici insieme agli altri è considerato fondamentale. Le relazioni “che fanno stare bene” sono fondate su verità, promesse mantenute, scuse sincere e rispetto reciproco.
La ricerca racconta anche ragazzi capaci di appassionarsi e motivarsi quando vedono un obiettivo concreto, utile per il proprio futuro. Colpisce soprattutto il desiderio di restituire qualcosa agli altri: il 96% vorrebbe aiutare giovani che hanno commesso i loro stessi errori.
Il dato più forte riguarda il futuro: il 92% ha un progetto preciso per quando uscirà dall’Istituto. I sogni parlano di lavoro, competenze, impresa personale, famiglia e stabilità. Non fantasie astratte, ma percorsi concreti costruiti “per tappe”: studiare, trovare un mestiere, ricominciare, diventare un punto di riferimento positivo.
#Introspezioni restituisce così un’immagine diversa della detenzione minorile: non solo disagio e errore, ma anche consapevolezza, desiderio di cambiamento e bisogno di essere riconosciuti come persone capaci di futuro.
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