Cava de’ Tirreni, le “confessioni” di Luciano D’Amato: «Il centrosinistra non ha messo l’orecchio a terra: così ha perso il contatto con la città»
L'avvocato D'Amato analizza la sconfitta del centrosinistra come il risultato di ritardi, divisioni e incapacità di ascolto. Invoca una rigenerazione autentica, meno ipocrisia e più qualità, e propone un nuovo patto tra politica e società civile per riportare Cava al centro del dibattito istituzionale
Avvocato dal 1987, giornalista pubblicista, in passato vice responsabile dell’ Ufficio legale del Credito Commerciale Tirreno, è stato poi Consigliere di Amministrazione del Consorzio Fidi del Tirreno ed oggi è consigliere della Fisc Servizi, quinto gruppo editoriale italiano. Stiamo parlando di Luciano D’Amato, editore del periodico della Arcidiocesi “Fermento”, legale di fiducia di vari Enti ecclesiastici, presidente dei Probiviri della associazione giornalisti di Cava, ma anche addetto stampa del Comitato cittadino di carità, consigliere del Distretto Urbano del Commercio e componente della Commissione di Vigilanza sulla benedizione dei Trombonieri oltre che portavoce dell’Ente Montecastello. È stato assistente alla cattedra di diritto canonico ed ora collabora con la cattedra di Diritto Costituzionale. E’ inoltre ministrante a servizio della Parrocchia di San Lorenzo e co-responsabile del servizio di promozione dell’8 per mille diocesano, nonché co-fondatore e vicepresidente dell’associazione Comunicazione & Territorio, sodalizio proprietario ed editore di Ulisse on line. E con lui, candidato più votato nella lista “Cava è domani” in appoggio al candidato sindaco Accarino, prosegue il viaggio per leggere e capire il voto dei cavesi alle ultime elezioni.
«Serve una spruzzata di anti‑ipocrisia: il centrosinistra deve scegliere la qualità degli uomini, non le alchimie»
Non giriamoci intorno: qual è la sua analisi sulla disfatta del centrosinistra guidato da Accarino?
Innanzi tutto, ringrazio il mio amico Pasquale Petrillo della attenzione che mi concede. Effettivamente il centrosinistra, o campo largo che dir si voglia, ha avuto un risultato elettorale ben al di sotto delle sue aspettative. Sia per quelle che erano le liste che sostenevano il candidato sindaco Giancarlo Accarino o lo avrebbero dovuto sostenere, e sia per un bacino di voti che avrebbero dovuto portarlo al ballottaggio. Così non è stato. Forse è stata sopravvalutata l’intesa e sottovalutata quella di Petrone. Io non ho partecipato direttamente alla vita politica ed amministrativa, ma ho abbastanza frequentato il Municipio e ritengo di conoscere anche uomini, donne ed obiettivi di tanti. Per cui: 1) la maggioranza di Servalli ha fatto tante cose buone, soprattutto sulle opere pubbliche, ma non è stata capace di assecondare le richieste della popolazione circa la manutenzione ordinaria, e forse occorreva chiedersi quali mezzi erano necessari. 2) Non si è portata la Giunta nelle strade, come si dice in gergo. Sarebbe stato opportuno a mio avviso approvare procedimenti in Giunta e subito dopo scendere dal Municipio e spiegarli alla “signora Assunta ” che si trovava in piazza. 3) Il senso naturale del cambiamento avrebbe dovuto essere assecondato con un diplomatico “Si è fatto molto, ma ora lo facciamo diversamente”. 4) Piano di riequilibrio, bonifici per svuotare le casse, Dirigenti non sostituiti. La signora Assunta si chiede perché e la maggioranza uscente non ha saputo probabilmente rispondere efficacemente.
Con il senno di poi c’è qualcosa che lei non avrebbe fatto e/o che non doveva essere fatto dal centrosinistra?
Sono ampiamente soddisfatto sia del risultato che ho ottenuto e sia delle attestazioni di stima che ho ritrovato durante la campagna elettorale. Mi sono candidato soprattutto per due motivi: 1) l’ impegno civico che viene dagli insegnamenti del Magistero della Chiesa; 2) il tentativo di proseguire questo impegno anche nel Consiglio Comunale, dopo quello che quotidianamente faccio nelle mie varie mansioni. Non ho raggiunto il risultato ma ora nessuno mi potrà dire di non essermi proposto all’ elettorato. Detto questo, il mio errore è stato quello di non essere partito mesi fa con la campagna elettorale. Mi sono trovato tempi molto ristretti. Però, a mia scusante, debbo dire che la mia candidatura era subordinata alla presenza di un potenziale Sindaco i cui valori fossero da me condivisi. E la definitività di Accarino si è avuta solo scampoli di tempo prima della chiusura delle liste. E questo è stato un grande handicap.
Qual è il peggiore errore commesso dal centrosinistra in questa competizione elettorale?
Il peggior errore è stato a mio avviso quello di non mettere l’ orecchio per terra, come facevano gli indiani. E dunque parlare con le persone e comprenderne le richieste e le proteste. Cosa che presumibilmente hanno fatto un po’ di più Petrone, un po’ di meno Giordano.
Ovviamente l’altro errore è stato quello della divisione con Eugenio Canora, professionista che stimo anche se probabilmente è andato durante la campagna elettorale a 78 giri mentre il popolo riusciva a seguirlo, e non sempre, a 45 giri.
C’è qualcosa che va salvata da questa esperienza negativa?
Per quanto riguarda me, egoisticamente e con presunzione salvo tutto. La campagna elettorale mi ha fatto ritrovare tante persone che salutavo per chiedere loro i bisogni e le aspettative. Per carattere e per formazione culturale e religiosa, poi, ricordo i passi di due grandi personalità della Cristianità. Ex malo bonum (dal male può derivare il bene, n.d.r), secondo Sant’ Agostino. Omnia probate, quod bonum est tenete (esaminate tutto, trattenete ciò che è buono, n.d.r.) di San Paolo.
La tenzone elettorale è poi – non mi si guardi in modo strano – uno strumento efficace, a mio avviso, nella disponibilità dei consumatori.
La sana concorrenza tra due modi di operare sul mercato istituzionale (maggioranza ed opposizione, sia all’interno del consiglio comunale che al di fuori) se ben gestita ed inquadrata non può fare che del bene alla cittadinanza.
Veniamo al futuro: a suo avviso da dove si dovrebbe ricominciare per costruire una prospettiva vincente?
Secondo me occorrerebbe dare una spruzzata di anti-ipocrisia in tutto il centrosinistra, compreso me, ovviamente. E dunque, in una serie di bilaterali cui seguirà una plenaria, comprendere le effettive aspirazioni di ognuno di noi sostenitori e convocare subito dopo a Cava i sei segretari provinciali dei partiti. Già dalle prossime politiche parlamentari Cava può dare il segnale della qualità. Ed è infatti su questo tema che il centrosinistra può vincere: quello della qualità degli uomini proposti per guidare la città tra cinque anni.
Inoltre, occorre a mio avviso verificare subito le intenzioni del PD, che ha varie responsabilità nella défaillance del campo largo. E la colpa è un parte del mio amico Massimiliano De Rosa (cui ho già trasferito questa mia valutazione) e della Segreteria di Salerno.
A suo avviso come ci si dovrà relazionare con l’Amministrazione Giordano?
Il dott. Giordano è uomo, professionista e cattolico di tutto rispetto. Per quanto mi riguarda continuerò a pormi con la sua amministrazione in senso collaborativo. Quando si entra nella sua stanza occorre, secondo me, aver riletto Don Abbondio ed i Promessi Sposi: ragione e torto non possono tagliarsi… E dunque proporre anche il piano B e se serve anche quello C. Serve per rendere più fluida l’interlocuzione e l’attuazione di provvedimenti.
Se serve, poi, come di solito faccio, suaviter in modo fortiter in re (energici nella sostanza, gentili nei modi, n.d.r.)
Un’ultima domanda. Alla città, alla società civile cavese, qual è il messaggio che vuole rivolgere?
Sono anni, decenni, che la società civile cavese (dalle grandi qualità e potenzialità) non dà il suo apporto, salvo ottime eccezioni, alla crescita istituzionale della città. E questo è un male. L’abbiamo ripetuto più volte. Ed allora una proposta. Se la società civile non va alla politica, perché non tentiamo l’inverso? Un promemoria, una newsletter settimanale come si dice in gergo, che la società civile invia alla Giunta, anche senza darle fastidio od occupare il tempo. Ed io sono disponibile a fare da cinghia di trasmissione. Così come resto disponibile a ricoprire la carica gratuita di quello che una volta fu il Difensore Civico, così da poter portare all’interno del Municipio la minima esperienza maturata sul’ argomento.
Ed ora in conclusione, rinnovo il ringraziamento al direttore Petrillo ed i complimenti. Fatte le dovute proporzioni con Bruno Vespa (la terza Camera) il secondo Palazzo di Città è di Ulisse on line.








