Cava de’ Tirreni, l’appello di Mirko Giordani: «Cava deve tornare a volare alto»
Il fondatore di Prima Cava legge il voto come il successo di un centrodestra unito e credibile, capace di intercettare la voglia di riscatto della città. Ora, dice, servono ascolto, ambizione e una visione che trasformi Cava in un polo innovativo e competitivo
Laurea in Scienze Politiche conseguita alla LUISS Guido Carli di Roma, quindi un Master of Arts in National Security Studies, come analista delle complesse sfide legate alla sicurezza globale, regionale e nazionale, conseguito in uno dei più prestigiosi atenei nel mondo, ovvero il King’s College London. Questa è la formazione di Mirko Giordani, marchigiano di Fabriano, famosa in tutto il mondo come la Città della Carta, ma cavese di adozione e per amore. Giovane consulente d’impresa e comunicatore politico, componente del Team Esteri dei giovani della Lega, vicepresidente della Fondazione “Enrico Mattei”, è stato il fondatore della lista Prima Cava con cui ha corso alle ultime comunali a sostegno della candidatura a sindaco di Raffaele Giordano. Con lui si conclude il viaggio di Ulisse on line per la lettura del voto dei cavesi alle ultime elezioni.
«Fiducia: le cose possono e devono andare meglio, e Giordano ha la squadra per riuscirci»
Al di là del risultato personale o del partito, proviamo a fare un’analisi del voto. In primo luogo, a suo avviso, qual è stata la chiave del successo del centrodestra cavese in queste elezioni comunali?
Il centrodestra ha una solidità politica a livello nazionale fuori dal comune, ma in Campania ed in provincia di Salerno l’alleanza spesso ha subito qualche piccolo scossone. A Cava è stato fatto uno sforzo politico che deve essere di esempio per tutto il territorio. Se si va uniti con un candidato presentabile e serio, il centrodestra più le componenti civiche vince e vince anche bene.
E quale ruolo ha avuto il fallimentare bilancio dell’Amministrazione Servalli nella vittoria del centrodestra?
Direi che il centrodestra ha avuto il merito di presentare un progetto serio, e la sinistra ha semplicemente deciso un nome anche rispettabile da sacrificare per coprire i disastri di 10 anni. Il centrosinistra ha lasciato macerie.
Nel governare la città del post-Servalli cosa dovrà temere di più la nuova maggioranza?
Il pensiero negativo, la passività, la credenza che le migliori energie siano già fuggite. La città ha un serbatoio di energie senza precedenti dal quale va pescato. La città ha certamente bisogno di ripartire dalle basi, ma bisogna sognare e volare alto.
Il successo del governo cittadino dipende molto dalle scelte e dall’operatività del sindaco Giordano. Ecco, Lei si sente di dare un suggerimento, un’indicazione al nuovo sindaco?
Ascolto, ascolto e ascolto, soprattutto nelle frazioni che sono state abbandonate. Il decoro, la pulizia, l’organizzazione e l’ordine dovranno essere parole d’ordine.
Quali sono a suo avviso i tre punti programmatici da mettere in cima all’agenda delle cose da fare della nuova amministrazione?
Vivibilità, attività economiche ed emergenza abitativa. Bene focus su turismo, ma di solo turismo non si vive. Cava ha una realtà industriale di livello internazionale, costretta da regole obsolete a non potersi sviluppare. Cava deve diventare città che innova, che crea, che pensa, un hub di servizi di alto livello per il circondario e una realtà industriale in grado di competere a livelli alti. Vivibilità, quindi semplificare la vita ai cavesi con trasporti pubblici efficienti che liberino la città dal troppo traffico. Emergenza abitativa, con la necessità di soluzioni non ideologiche ed innovative.
Cosa si aspetta, ma anche cosa chiede alle opposizioni?
Serietà, e capacità di analisi di una sconfitta chiara e netta.
Qual è il messaggio che attraverso di noi vuole lanciare alla città, non solo al popolo di centrodestra, ma all’intera cittadinanza, alla società civile metelliana?
Fiducia nella possibilità che le cose possono e devono andare meglio. E soprattutto fiducia in Raffaele Giordano e nella sua squadra.








