scritto da Francesco Angrisani - 11 Agosto 2026 08:07

Cava de’ Tirreni, RAEE: la miniera urbana che abbiamo già in casa

Vecchi smartphone, caricabatterie, computer, televisori ed elettrodomestici non sono soltanto oggetti da buttare. Quando arrivano a fine vita, possono diventare una preziosa fonte di materiali da recuperare

Quanti apparecchi elettronici abbiamo ancora nei cassetti, negli armadi o in garage? Un vecchio cellulare, un caricabatterie, una piccola radio, un computer ormai superato. Oggetti che spesso rimangono dimenticati per anni.

Quando non possono più essere utilizzati, diventano RAEE, Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. Ma chiamarli semplicemente “rifiuti” rischia di farci perdere di vista il loro vero valore.

Una miniera nascosta negli apparecchi

Plastica, ferro, rame, alluminio e altri materiali possono essere recuperati attraverso i corretti processi di trattamento. Alcune apparecchiature possono contenere anche materie prime critiche e strategiche, comprese le terre rare, utilizzate in numerose tecnologie moderne.

È il principio dell’economia circolare: ciò che per noi è diventato inutilizzabile può rappresentare una risorsa per nuovi processi produttivi.

Dopo la raccolta, i RAEE vengono avviati a impianti autorizzati, dove vengono selezionati e trattati per separare le diverse componenti. I materiali recuperabili possono così diventare materie prime seconde, riducendo il ricorso a nuove risorse.

Perché è importante raccoglierli correttamente

Un apparecchio elettronico contiene materiali che hanno richiesto energia, lavoro e materie prime per essere prodotti. Recuperarli significa evitare che queste risorse vadano sprecate.

Quando invece un apparecchio viene abbandonato o conferito nel posto sbagliato, si perdono due opportunità: gestire correttamente componenti che possono richiedere trattamenti specifici e recuperare materiali ancora utili.

La raccolta dei RAEE, quindi, non è soltanto una questione ambientale. È anche un modo per conservare risorse e favorire un’economia più circolare.

A Cava de’ Tirreni la raccolta c’è

A Cava de’ Tirreni Metellia Servizi mette a disposizione diversi canali per il corretto conferimento dei RAEE.

Metellia Servizi offre ai cittadini la possibilità di non abbandonare questi rifiuti e di avviarli al corretto recupero.

Prima del riciclo, riuso e riparazione

C’è però una regola ancora più importante: il riciclo dovrebbe arrivare dopo il riuso e la riparazione.

Se un apparecchio può ancora essere utilizzato, è preferibile allungarne la vita attraverso manutenzione, riparazione o riutilizzo. Solo quando non è più possibile recuperarlo diventa fondamentale conferirlo nel corretto circuito dei RAEE.

La miniera urbana è nelle nostre case

Un vecchio smartphone non è soltanto un dispositivo superato. È anche un contenitore di materiali che hanno richiesto energia, lavoro ed estrazione per essere trasformati nel prodotto che abbiamo acquistato.

Lo stesso vale per un caricabatterie, un piccolo elettrodomestico o un computer che non utilizziamo più.

Per questo possiamo guardare ai RAEE in modo diverso: non soltanto come rifiuti, ma come una miniera urbana.

Una miniera che non dobbiamo andare a cercare lontano: è già nelle nostre case, nei nostri cassetti e nei nostri garage.

La sfida dell’economia circolare è fare in modo che queste risorse non vadano sprecate.

E tutto può cominciare da un gesto semplice: prendere quel vecchio dispositivo che non utilizziamo più e conferirlo nel posto giusto.

Cavese, dopo la maturità scientifica prosegue gli studi in Economia e Commercio, ma è il mondo del volontariato a segnare in modo decisivo il suo percorso umano. Fin dal 1980 si impegna nell’associazionismo ambientalista, muovendo i primi passi nel M.A.P.A.N. (Movimento Anticaccia Protezione Animali Natura), con cui promuove campagne di sensibilizzazione contro la strage dei cuccioli di foca destinati all’industria delle pellicce. Il suo impegno civile si amplia con iniziative di respiro internazionale, tra cui la raccolta firme a sostegno della candidatura di Nelson Mandela al Premio Nobel per la Pace. Per quasi un decennio dedica tempo ed energie alla tutela dei cani abbandonati, collaborando con un ricovero situato tra Vietri sul Mare e Molina, occupandosi dell’assistenza agli animali e della sensibilizzazione sul tema del randagismo. Parallelamente porta avanti un percorso politico locale, diventando consigliere della Prima Circoscrizione di Cava de’ Tirreni nella Lista Verde Alternativa, con un’attenzione particolare alla tutela ambientale e alla partecipazione civica. La sua vocazione per uno stile di vita sostenibile si traduce anche in un progetto imprenditoriale: è cofondatore de L’Orto Biologico, negozio specializzato in alimenti biologici che da quasi quarant’anni promuove un’alimentazione sana, il consumo consapevole e il rispetto dell’ambiente.

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