Cava de’ Tirreni, l’analisi elettorale di Fabio Siani: «Accarino trascinato al massacro: il centrosinistra si è consegnato alla disfatta»
Siani analizza senza sconti il crollo del centrosinistra e l’ascesa di Luigi Petrone, individuando errori, ritardi e responsabilità politiche che hanno segnato la campagna elettorale. Per il futuro, avverte: la città potrà rialzarsi solo se la componente civica tornerà davvero protagonista
Cavese da generazioni, discendente da una delle famiglie storiche della borghesia cavese, figlio di Marcello Siani e Marisa Gravagnuolo, sposato con Carla Scarabino e padre di due figli, Fabio Siani è da almeno un decennio a questa parte il “candidato sindaco” mancato. Laureato in Giurisprudenza nel 1997, svolge la professione di Avvocato dal 2002. È stato componente della “Commissione Esami per la verifica finale di idoneità per le Giurisdizioni Superiori presso la Scuola Superiore dell’Avvocatura in Roma , nonché Docente presso la Scuola Superiore dell’Avvocatura – Sezione Cassazionisti – “ Corso per l’iscrizione all’Albo Speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori” ( ROMA). È stato, altresì, componente della commissione “ Crisi d’Impresa presso il Consiglio Nazionale Forense”. Nel 2019 è stato eletto consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Nocera Inferiore ( quadriennio 2019 – 2022). Da sempre impegnato in politica, da giovanissimo iscritto al Fronte della Gioventù. Già Presidente della Commissione Statuto e Regolamenti del comune di Cava de’ Tirreni, è stato assessore al Commercio e alle Attività Produttive della giunta Messina in quota ad Alleanza Nazionale e nella successiva consiliatura capogruppo consiliare di A.N., poi Commissario Cittadino di FDI fino al 2022. Poi, ha intrapreso un percorso politico autonomo e tormentato nel frastagliato mondo del civismo metelliano: è stato cofondatore e leader dell’Associazione Politica “ Cava 4.0” e poi, successivamente, del movimento civico “Adesso Cava – Cava 4.0”. A tutt’oggi ricopre l’incarico di Commissario Liquidatore del Consorzio di Bacino Salerno 1, nominato dall’allora Presidente della Provincia on.le Edmondo Cirielli. Fabio Siani indubbiamente è uno dei maggiori protagonisti del dibattito politico cittadino, ed è con lui che Ulisse on line prosegue il suo viaggio per leggere il voto dei cavesi alle ultime comunali.
«La società civile si è ritratta vigliaccamente, pronta a criticare ma non a partecipare»
Partiamo dalla sconfitta del centrosinistra di Giancarlo Accarino. Qual è la sua valutazione politica? Quali a suo avviso le ragioni di un esito elettorale così disastroso?
Caro Direttore la sconfitta del centro sinistra non mi ha meravigliato. Il risultato elettorale è la conseguenza di cause concorrenti che hanno travolto l’intera coalizione che ha sostenuto il dott. Accarino. Dispiace per l’uomo, per il professionista affermato e stimato da tutti, ma, si è ritrovato in un ambiente che conosceva poco, commettendo una serie di errori di valutazione che hanno condotto il cartello elettorale di centro sinistra alla disfatta. Giancarlo Accarino si è fatto trascinare in una battaglia dall’esito scontato da chi non aveva più nulla da perdere.
Nel corso degli anni che hanno preceduto le elezioni ho incontrato Giancarlo in diverse occasioni, ci siamo confrontati sui possibili scenari che potevano delinearsi, manifestando entrambi sempre particolare apprezzamento rispetto alle iniziative civiche che nascevano in Città.
Il dott. Accarino avrebbe potuto rappresentare una novità nel panorama politico locale se avesse avuto più coraggio, se fosse partito in tempo utile e non in clamoroso ritardo, assumendo le vesti del leader di una iniziativa civica, senza escludere il sostegno dei partiti, invece, si è presentato agli elettori come candidato istituzionale del PD, sostenuto dal cosiddetto campo largo. La scelta si è rivelata da subito infelice. Veti incrociati nello stesso partito della Schlein, con autorevoli candidati consiglieri che sin da subito non hanno accettato di buon grado la candidatura del dott. Accarino, osteggiandola in una prima fase e non supportandola nella fase elettorale. Partiti che si sono presentati ai nastri di partenza senza organizzazione, con liste incomplete e da ultimo, ma non per ordine di importanza, il dott. Accarino ha subito l’abbraccio mortale dell’ex sindaco Servalli che nell’immaginario comune è considerato l’autore del disastro politico ed amministrativo degli ultimi 11 anni di governo cittadino. La candidatura di Giancarlo Accarino non ha creato il giusto entusiasmo, è stata percepita come la continuità politica ed amministrativa del governo Servalli.
Il risultato elettorale ci consegna un centro sinistra raso praticamente al suolo, da rifondare negli uomini e nelle idee.
E del successo di Luigi Petrone, se lo aspettava e in tale misura?
Luigi Petrone è il vincitore morale delle elezioni amministrative.
È stato capace di intercettare il consenso degli elettori con messaggi chiari, rapidi e comprensibili ai più. È un uomo del fare, benvoluto e apprezzato per quanto dimostrato nel passato, allorquando da Padre Guardiano del Convento di San Francesco e Sant’Antonio ha dato corso a molteplici e partecipate iniziative. Il risultato raggiunto da Petrone viene da lontano.
È stato costruito negli anni ed assume maggior rilievo se si considera che ha partecipato alla competizione elettorale solo con due liste a sostegno e senza beneficiare degli apparati di partito. Il voto a Luigi Petrone non è stato un voto di protesta ma un voto strutturato, convinto; ha confermato il successo riscosso alle precedenti elezioni amministrative, allorquando sfiorò il turno di ballottaggio per pochissimi voti, superando il candidato unitario del centrodestra.
Veniamo al centrodestra. Ha vinto le elezioni, ma non ha stravinto come qualcuno si aspettava. Cos’è che a suo avviso ha funzionato e cosa invece no nella campagna elettorale di Giordano e del centrodestra?
Il centrodestra ha indubbiamente centrato l’obiettivo senza particolari affanni. Negli ultimi due anni il dott. Raffaele Giordano è stato in perenne campagna elettorale, non ha mai indietreggiato di un metro e con grande determinazione ha raccolto man mano il sostegno di tutti i partiti di centrodestra. Alla vittoria hanno contribuito tutte le componenti della coalizione, ma, il ruolo di guida politica è stato recitato da Fratelli d’Italia ed in particolare dall’on.le Edmondo Cirielli che nel corso della campagna elettorale si è speso moltissimo, dedicando tempo ed energie in favore del candidato Sindaco, come è giusto che fosse.
Il Sindaco eletto, dal canto suo, è stato bravo a capire che senza il sostegno del partito della Presidente Meloni difficilmente avrebbe raggiunto il risultato sperato, abdicando all’idea iniziale di rimanere un candidato di matrice civica.
Giordano ha condotto una campagna elettorale sobria, ordinata e puntuale, senza sbavature e senza commettere errori, sfruttando nella giusta misura i canali social.
Per la verità è stata una campagna elettorale senza sussulti, non abbiamo ascoltato da parte del dott. Giordano idee frizzanti, originali, capaci di far sognare una cittadinanza oramai ingrigita e narcotizzata dalla esperienza della precedente amministrazione.
Auspico che l’attività amministrativa, diversamente dalla campagna elettorale, si caratterizzi per una maggiore briosità e brillantezza.
Nell’analizzare il voto sia del primo turno che del secondo, non si è registrato il valore aggiunto che il dott. Giordano avrebbe dovuto apportare alla coalizione e che tutti si aspettavano, ma, è altrettanto vero che Luigi Petrone ha raccolto un voto disgiunto al di là di ogni previsione, danneggiando, evidentemente, anche il candidato del centrodestra.
In questa competizione elettorale quanto ha inciso per i risultati dei diversi candidati sindaco il fallimentare bilancio dell’Amministrazione Servalli?
Come ho avuto modo di accennare in precedenza, il candidato del campo largo ha pagato le inefficienze e la sciatteria amministrativa della maggioranza uscente. Mi chiedo come avrebbe potuto il dott. Accarino in poco più di un mese di campagna elettorale sopperire ai danni prodotti da undici anni di “disordine amministrativo”, caratterizzati da ammanchi di cassa, provvedimenti disciplinari nei confronti di due dirigenti comunali culminati con i licenziamenti degli stessi, piano di riequilibrio, carenza di personale, totale mancanza di programmazione, mancanza di controllo della macchina amministrativa.
Un’impresa praticamente impossibile!
A uscire sconfitta prima ancora che cominciasse questa tornata elettorale è stata l’ipotesi civica, di cui lei è stato uno degli interpreti. Cos’è che non ha funzionato, quali gli errori commessi?
Devo dire che grazie a Luigi Petrone l’ipotesi civica non è uscita proprio sconfitta dall’ultima tornata elettorale; anzi, il risultato raggiunto dal candidato civico è di assoluto rispetto e lascia ben sperare per il futuro del civismo in città. Certo l’iniziativa nella quale ho creduto insieme a tanti amici non era la stessa portata avanti con grande capacità da Luigi Petrone, ma si basava su una maggiore condivisione del progetto e del programma elettorale, non contemplando una leadership precostituita. Abbiamo sempre ritenuto che “un uomo solo al comando” non fosse in grado di far fronte alle tante difficoltà che condizionano l’andamento della macchina amministrativa ma che fosse necessario poter contare su una squadra di alto profilo morale e professionale.
Il progetto civico messo in campo non è tramontato, ma, per poter proseguire il cammino intrapreso è necessario fare tesoro degli errori commessi ed evitare di assumere posizioni integraliste che mal si conciliano con la possibilità di concorrere ad una competizione elettorale con ambizioni di vittoria. Per amor di verità va detto che nel corso dei mesi che hanno preceduto le elezioni il movimento civico “Adesso Cava” non ha mai chiuso le porte ai partiti, purtuttavia ha sempre rivendicato l’opportunità di mettere da parte logiche anacronistiche, ancorché legittime, che in questo particolare momento storico di grade difficoltà per il nostro comune non si sarebbero poste in perfetta sintonia con l’obiettivo di rilanciare una Città ridotta allo stremo sul piano politico, sociale, culturale ed economico.
Cosa si aspetta dalla nuova Amministrazione di centrodestra? Dovendo dare un consiglio non richiesto al sindaco Giordano, Lei cosa gli suggerirebbe?
Dall’amministrazione Giordano sicuramente non mi aspetto miracoli, né repentine inversioni di marcia rispetto al recente passato. I neo eletti dovranno rimanere concentrati sugli obiettivi da raggiungere, consapevoli di affrontare una situazione complessa che richiede particolare competenza e dedizione.
È stata composta una giunta politica, in perfetto stile prima repubblica, che ha lasciato poco spazio alle scelte del primo cittadino.
Per la verità auspicavo una maggiore discrezionalità del primo cittadino nella scelta degli assessori, ma è chiaro che la composizione della giunta abbia risentito del risultato elettorale conseguito dalle liste. Ad ogni modo, il dott. Giordano potrà contare sull’entusiasmo degli assessori nominati e sulle indiscusse capacità politiche dell’assessore De Rosa e sull’esperienza dell’assessore Murolo che a mio parere, sul piano politico ed amministrativo, rappresentano i riferimenti e gli equilibratori dell’organo esecutivo.
Non mi permetto di dare suggerimenti e consigli al dott. Giordano; posso solo auspicare che individui al più presto i giusti rimedi per riavviare la macchina amministrativa e riprendere il controllo della Città.
Un’ultima domanda. Alla città, alla società civile cavese, qual è il messaggio che attraverso il nostro giornale vuole rivolgere?
La cosiddetta società civile è stata sollecitata più volte e da più parti a dare un concreto segnale di partecipazione alla vita politica della Città, ma, nella gran parte dei casi si è ritratta vigliaccamente, preferendo assumere le vesti dello spettatore distratto, quasi disinteressato, pronta però a criticare ferocemente l’amministratore di turno al primo errore.
L’esperienza Petrone ha dimostrato che la componente civica può ancora svolgere un ruolo fondamentale per il rilancio della Città, a condizione che si scuota dal torpore e dall’apatia degli ultimi anni.








