scritto da Francesco Angrisani - 06 Agosto 2026 08:18

Cava de’ Tirreni, il valore dei simboli e la responsabilità delle azioni

La storia che abbiamo ricevuto non è un patrimonio da custodire passivamente, ma una responsabilità da vivere

Cava de’ Tirreni custodisce molti riferimenti culturali, storici e spirituali. Tra questi, due messaggi appaiono particolarmente trasversali e profondamente radicati nella sua identità: il messaggio di San Francesco e quello di San Benedetto.

Al di là delle distrazioni e delle resistenze alla consapevolezza, questi insegnamenti ci sono stati consegnati e continuano ancora oggi a interrogarci. Non sono soltanto testimonianze del passato, ma indicazioni per il presente: la cura dell’altro, il rispetto, la sobrietà, l’accoglienza, il valore del lavoro paziente e la costruzione quotidiana del bene comune.

A questi riferimenti si aggiunge un segno appartenente alla tradizione della città: secondo la memoria orale, l’immagine della Patrona di Cava de’ Tirreni fu ritrovata sopra un albero, un olmo.

Un’immagine posta su un albero: un particolare semplice, ma ricco di significato. Un simbolo che può parlare a tutti, credenti e non credenti, perché richiama il legame tra radici e cielo, tra storia e futuro, tra identità e apertura. Un invito ad alzare lo sguardo, a non fermarsi alla superficie delle cose, a riconoscere il valore profondo dei segni che una comunità custodisce.

Questi messaggi rappresentano un banco di prova per il Cittadino e per coloro che hanno la responsabilità di governare la città. Un banco di prova per andare oltre i rituali vuoti, oltre le celebrazioni prive di conseguenze, e trasformare i valori dichiarati in scelte concrete.

Anche un gesto apparentemente piccolo può diventare un segno di cambiamento. Si può rinunciare ai botti e trasformare il loro costo in buone azioni: risorse destinate alla solidarietà, al sostegno delle fragilità, alla cura degli spazi comuni, alla costruzione di una comunità più attenta e più giusta.

Ma questo non significa rinunciare alla festa.

La festa sia festa: con le luci, con le giostre per i bambini, con le bancarelle, con i profumi delle tradizioni, con il torrone da gustare insieme (e con il doveroso ricordo dell’igiene orale appena si rientra a casa!).

La gioia, la condivisione e lo stare insieme appartengono profondamente alla vita di una comunità. I botti, invece, non aggiungono nulla in più alla festa: il loro rumore dura un istante, mentre il valore di un gesto di attenzione e solidarietà può durare molto più a lungo.

Qualcuno potrebbe chiedersi: cosa possono dirci oggi San Francesco e San Benedetto? Cosa può dirci il simbolo di un’immagine ritrovata sopra un olmo?

Forse ci ricordano che la vera festa non è nel rumore che si spegne in un istante, ma nel bene che rimane nel tempo. Che una città non vive soltanto dei suoi monumenti e delle sue tradizioni, ma della capacità dei suoi cittadini di dare loro un significato nuovo e concreto.

La storia che abbiamo ricevuto non è un patrimonio da custodire passivamente, ma una responsabilità da vivere.

È tempo di consapevolezza e di cambiamenti.
Cambiamenti capaci di nascere dai piccoli gesti, dalle scelte quotidiane, dal modo in cui una comunità interpreta le proprie tradizioni e costruisce il proprio futuro.

È tempo di praticare ciò che abbiamo ricevuto in eredità.

Se non ora, quando?

 

Cavese, dopo la maturità scientifica prosegue gli studi in Economia e Commercio, ma è il mondo del volontariato a segnare in modo decisivo il suo percorso umano. Fin dal 1980 si impegna nell’associazionismo ambientalista, muovendo i primi passi nel M.A.P.A.N. (Movimento Anticaccia Protezione Animali Natura), con cui promuove campagne di sensibilizzazione contro la strage dei cuccioli di foca destinati all’industria delle pellicce. Il suo impegno civile si amplia con iniziative di respiro internazionale, tra cui la raccolta firme a sostegno della candidatura di Nelson Mandela al Premio Nobel per la Pace. Per quasi un decennio dedica tempo ed energie alla tutela dei cani abbandonati, collaborando con un ricovero situato tra Vietri sul Mare e Molina, occupandosi dell’assistenza agli animali e della sensibilizzazione sul tema del randagismo. Parallelamente porta avanti un percorso politico locale, diventando consigliere della Prima Circoscrizione di Cava de’ Tirreni nella Lista Verde Alternativa, con un’attenzione particolare alla tutela ambientale e alla partecipazione civica. La sua vocazione per uno stile di vita sostenibile si traduce anche in un progetto imprenditoriale: è cofondatore de L’Orto Biologico, negozio specializzato in alimenti biologici che da quasi quarant’anni promuove un’alimentazione sana, il consumo consapevole e il rispetto dell’ambiente.

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