scritto da Redazione Ulisseonline - 22 Giugno 2026 13:03

Cava de’ Tirreni, l’analisi del voto alle elezioni comunali di Daniela Bifolco: «Canora e il suo “branco” hanno scosso la città: il centrosinistra ha perso perché ha lasciato solo il suo candidato»

L'avvocato Bifolco legge il voto cavese come la vittoria di un civismo giovane, autentico e senza padrini, e come la sconfitta di un centrosinistra diviso e incapace di fare squadra. Ora, avverte, la città deve tornare protagonista e la nuova amministrazione dovrà dimostrare di saper trasformare le promesse in realtà

Laureata in giurisprudenza, con studio legale a Cava de’ Tirreni, Daniela Bifolco svolge la professione di avvocato occupandosi in particolare del diritto dei minori e della famiglia, nominata dal Tribunale come Curatrice speciale del minore per il circondario di Salerno e Nocera Inferiore. Cresciuta nella nostra città fin dall’età della scuola media, ha frequentato il Gruppo Scout AGESCI Cava 1 prima come guida/scolta e poi come capo, ricoprendo anche ruoli di capo-formatore. Questa esperienza e l’esempio dell’attività politica paterna hanno fatto sì che la stessa sviluppasse una propensione per l’attivismo civico, tant’è che è sempre stataè attiva nel sociale per la tutela dei diritti dei cittadini. Dal 2015 è attivista del M5S. Nel 2025 è stata incaricata da Roberto Fico per la raccolta delle firme e la successiva presentazione della Lista FICO PRESIDENTE nella Provincia di Salerno presso la Corte d’Appello di Salerno. Nel 2026 è stata eletta nel consiglio direttivo del CSV Salerno (Centro Servizi Volontariato). Dal 2023 è portavoce del Comitato Sanità Territoriale Cava de’ Tirreni per l’istituzione e l’organizzazione della Casa di Comunità e dell’Ospedale di Comunità nel Comune di Cava de’ Tirreni previste con Direttiva della Comunità Europea e finanziate con i fondi del PNRR. Con lei Ulisse on line prosegue il viaggio per analizzare il voto dei cavesi alle ultime elezioni comunali

 

 

«Ogni cittadino deve fare la sua parte: solo così Cava può tornare la “piccola Svizzera”»

 

Il candidato sindaco Eugenio Canora e la sua lista Cava Sia hanno indubbiamente riscosso un consistente successo elettorale oltre che politico, anche se alla fine è stato ottenuto un solo consigliere comunale. C’è delusione per questo risultato?

Come tutti noi abbiamo appreso direttamente da Eugenio Canora nel corso delle varie interviste rilasciate, certamente il candidato sindaco ed i suoi candidati consiglieri non sono affatto delusi del risultato ottenuto. Credo che avrebbero avuto piacere ad avere anche un altro consigliere, ma non per questo si può dire che siano scontenti del risultato ottenuto. Se solo si pensa che la lista CAVASIA era soprattutto una lista composta da ragazzi e ragazze che per la prima volta si approcciavano all’esperienza politica, credo che sia la lista che ha ottenuto il risultato migliore. La lista CAVASIA era una lista senza alcun simbolo di partito e senza alcun “padrino-madrina” di supporto.

A suo avviso in questa campagna elettorale cosa ha premiato Canora e Cava Sia e cosa invece li ha penalizzati?

Come appena precisato, la lista CAVASIA era una lista civica senza alcun simbolo di partito composta da ragazzi e ragazze “inesperti della politica”, ma alcuni già attivi sul territorio cavese con associazioni di vario genere. Si pensi che tra i candidati vi erano comunque ragazzi e ragazze appartenenti al Collettivo studentesco, altri che erano stati i promotori del Comitato “Cava x il NO” durante la scorsa campagna referendaria sulla modifica della giustizia.  Questo particolare è stato quel “quid” che ha fatto sì che la lista CAVASIA avesse il riscontro che ha effettivamente avuto. La “purezza politica” dei ragazzi e delle ragazze presenti nella lista e la loro voglia di mettersi in gioco in modo leale e allegro ha creato un clima sereno che ha fatto sì che il candidato sindaco Canora avesse accanto a sé una squadra (definita in un’intervista da qualcuno “un branco di lupi”) sempre pronta ad agire all’unisono. Tuttavia, se da una parte questa “nuova tipologia di candidati” ha dato alla lista ed al candidato sindaco una spinta importante, dall’atra parte è stata anche una limitazione. Come ho precedentemente precisato, la lista CAVASIA non aveva simboli di partito e quindi l’elettore medio, seppur incuriosito dalla novità, ha preferito restare fedele al simbolo e votare il candidato inserito nella lista del partito di appartenenza. Credo sia stata solo questa la circostanza che ha penalizzato Eugenio Canora perché per il resto il candidato sindaco ed “il suo branco” sono riusciti a fare una campagna elettorale travolgente ed accattivante nonostante non avessero padrini e madrine di eccellenza pronti a presenziare per sostenere il candidato sindaco e la sua lista.

Sta di fatto, però, che le divisioni del centrosinistra hanno favorito indubbiamente il centrodestra che era da tempo unito, compatto e organizzato. Forse a sinistra si dovrebbe recitare un po’ il mea culpa, non crede?

E’ indiscusso che la destra abbia vinto grazie alla frammentazione del centrosinistra! D’altra parte, è lo stesso motivo per cui è riuscita a vincere anche alle elezioni politiche del 2022. Come anche evidenziato da esponenti del centrodestra da Lei intervistati, la coalizione che sosteneva il sindaco Giordano si è dichiarata fin da subito disponibile ad appoggiare la candidatura del dott. Raffaele Giordano e tutti i partiti della coalizione hanno organizzato la campagna elettorale a supporto del candidato sindaco. Il centro sinistra non è riuscito a fare lo stesso. Non è riuscito a ripetere l’esperienza del “campo largo” regionale perché le dinamiche del territorio della Provincia Salernitana e del territorio di Cava de’ Tirreni non lo permettevano. A Cava de’ Tirreni non c’è il PD di Manfredi… A Cava de’ Tirreni forse sarebbe stato meglio procedere con le primarie tra i potenziali candidati proposti da ciascun partito politico piuttosto che cercare un “personaggio terzo” da presentare come collante tra le liste composte da candidati dell’amministrazione uscente. Nonostante lo slogan scelto per la campagna elettorale del candidato sindaco “radici antiche città futura” il centrosinistra non è riuscito convincere l’elettorato che ci sarebbe stato un cambio reale rispetto all’amministrazione uscente.

Sono stata sempre fermamente convinta, e l’ho ripetuto più volte in più tavoli di confronto, che a Cava de’ Tirreni sarebbe stato meglio procedere prima all’aggregazione delle forze politiche rispetto un programma condiviso e quindi procedere con le primarie tra i potenziali candidati proposti da ciascun partito politico piuttosto che cercare un “personaggio terzo” da presentare come collante tra le liste composte da candidati dell’amministrazione uscente al quale abbinare un programma elettorale. Questo è uno dei motivi per cui ho deciso di tenermi fuori da questa tornata elettorale. Decisione poi rivelatasi opportuna allorquando la lista del M5S si è trovata in coalizione con esponenti iscritti al partito di Azione e di Futuro Nazionale.

Veniamo dalla sconfitta del centrosinistra di Giancarlo Accarino. Qual è la sua valutazione?

Ho vissuto mio padre quando era Sindaco (non a Cava de’ Tirreni) e sono scresciuta fin da piccola con l’idea che il Sindaco debba essere colui che vive tra la sua gente e lavora per la sua gente. Giancarlo Accarino non è stato mai tra la gente e forse questo è l’elemento che lo ha maggiormente penalizzato. Nell’insieme, poi, si può dire che la sconfitta del centrosinistra e di Giancarlo Accarino sia stata causata dalla disunione tra tutti partiti della coalizione e, soprattutto, dalla circostanza che ciascun candidato si è fatto una propria campagna elettorale talvolta non in linea con la campagna elettorale del candidato sindaco o della coalizione stessa. Precedentemente ho evidenziato come il candidato sindaco Canora ha vissuto tutta la sua campagna elettorale insieme “al suo branco”, e come tutti i partiti e candidati di centrodestra abbiano sviluppato la propria campagna elettorale in sintonia con la campagna elettorale del candidato sindaco. Giancarlo Accarino è stato lasciato solo nella sua campagna elettorale. Giancarlo Accarino è stato lasciato solo seppur circondato da innumerevoli candidati delle liste che componevano la coalizione.

E del successo di Luigi Petrone?

Luigi Petrone è stata la sorpresa di questa tornata elettorale. Inizialmente avevo pensato che potesse contare esclusivamente sul suo gruppo di sostenitori fedeli, ma poi mi sono resa conto che è stato supportato da quella parte di cittadini stufi di vedersi presentare dai partiti sempre gli stessi personaggi che si sono limitati a cambiare solo vestito e anche da quella parte di elettorato del centrosinistra che non condivideva soprattutto la scelta del candidato sindaco Accarino.

Cosa si aspetta dalla nuova Amministrazione di centrodestra? Dovendo dare un consiglio non richiesto al sindaco Giordano, Lei cosa gli suggerirebbe?

Dalla nuova amministrazione mi aspetto di vedere realizzate tutte le promesse fatte durante la campagna elettorale. Sappiamo tutti che fare opposizione è molto più semplice che governare. Per fare opposizione basta non essere d’accordo con le proposte della maggioranza, ma per governare è necessario decidere di fare o non fare tenendo conto delle dinamiche del territorio che si amministra e dei territori limitrofi. Mi aspetto soprattutto che si dia attenzione alla sanità territoriale. Non mi piacerebbe ascoltare inutili promesse sugli impossibili ragionamenti rispetto all’ospedale di Santa Maria dell’Olmo. Sappiamo tutti che quel presidio ospedaliero dipende dall’AUO San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona e, pertanto, è al servizio dell’azienda stessa e non dei cittadini cavesi. In questi giorni si parla dei decreti governativi rispetto alle case di comunità e in qualità di portavoce del Comitato Sanità Territoriale ho già preso contatti con il neo-sindaco per agire insieme nell’interesse dei cittadini e delle cittadine cavesi affinché Cava de’ Tirreni abbia un vero e proprio servizio socio-sanitario al servizio del territorio. Così come ricordo che fu per mio padre, al dott. Raffaele Giordano suggerirei semplicemente di continuare a vivere tra la sua gente e per la sua gente così come ha fatto fino ad ora; in questo modo fare il Sindaco sarà più semplice.

Un’ultima domanda. Alla città, alla società civile cavese, qual è il messaggio che attraverso il nostro giornale vuole rivolgere?

Da sempre credo fermamente che ciascun cittadino debba essere protagonista attivo della vita della propria Città e non semplicemente uno spettatore. Non si può pretendere che il sindaco di Cava de’ Tirreni debba caricarsi dei problemi della città e risolverli da solo. Il Sindaco deve agire nell’interesse di tutti i cittadini, ma anche i cittadini devono partecipare all’amministrazione della città nel modo come ciascuno può. Bisogna insegnare ai più piccoli, ai giovani – dando l’esempio – che la Cosa Pubblica è la cosa di tutti e tutti ne dobbiamo avere cura e rispetto. La pacifica e civile convivenza richiede che il buon senso, le buone maniere e il rispetto delle regole, a cominciare da quelle più elementari, siano praticati con particolare rigore. Se ciascuno di noi sarà capace di fare la propria parte, a cominciare dalle piccole cose, Cava de’ Tirreni potrà tornare ad essere quella città che un tempo veniva chiamata “la piccola Svizzera”.

Rivista on line di politica, lavoro, impresa e società fondata e diretta da Pasquale Petrillo - Proprietà editoriale: Comunicazione & Territorio di Cava de' Tirreni, presieduta da Silvia Lamberti.

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