A colloquio con l’avv. Antonello Lamberti: “Amministrazione comunale grigia, ma il centrodestra ha gravissime responsabilità”

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“Quello che manca è la vecchia scuola dei partiti, dove avveniva una reale selezione del personale politico”

 

Il viaggio di Ulisse alla ricerca della buona politica continua incontrando Antonello Lamberti, un professionista metelliano da sempre politicamente legato alla destra. Avvocato penalista, esercita la professione forense da circa 30 anni. Sin dalla più giovane età ha militato prima nelle formazioni politiche di destra, nel Fronte della Gioventù, divenendone segretario provinciale, e nel MSI, e successivamente in AN e Fratelli d’Italia. Da un paio di anni, pur rimanendo legato al progetto politico di Giorgia Meloni, non ha rinnovato l’iscrizione a Fratelli d’Italia. 

 

“Un’Amministrazione comunale grigia, senza una visione reale del futuro e una gestione dell’ordinario sicuramente non delle migliori”

 

Un giudizio sereno e spassionato sull’attuale Amministrazione in questi primi mesi del secondo mandato del sindaco Servalli.

L’operato dell’amministrazione comunale, in questi primi mesi, è sostanzialmente in linea con il precedente mandato, ovvero un incedere abbastanza grigio, senza una visione reale del futuro, con una gestione dell’ordinario sicuramente non delle migliori. La vicenda delle vaccinazioni è emblematica, il sindaco avrebbe dovuto immediatamente allontanare gli assessori che si limitavano ad osservare ed a  non far nulla, mentre nei paesi vicini la campagna vaccinale era già stata avviata. Prevedo comunque un percorso accidentato per l’amministrazione comunale, in quanto, essendo il sindaco giunto al secondo mandato, si scateneranno le ambizioni di più di un personaggio, con inevitabili ripercussioni sulla tenuta della coalizione, estremamente disomogenea.

 

“Gravissime le responsabilità del centrodestra, che, nella passata legislatura, è stato letteralmente assente in Consiglio comunale”

 

Ma è opportuno sottolineare le gravissime responsabilità del centrodestra, che, nella passata legislatura, è stato letteralmente assente in consiglio comunale, consentendo così la riconferma di un’amministrazione che non ha mai suscitato grandi entusiasmi nell’elettorato cavese. Amareggia constatare che consiglieri comunali e dirigenti di partito del centrodestra, che hanno avuto delle responsabilità gravissime nella successiva disfatta, si siano poi candidati con il centro sinistra, anche se, una volta in consiglio comunale, il loro ruolo politico è del tutto marginale, nonostante qualche loro sodale voglia far credere il contrario. In ogni caso nel centro destra vi sono alcuni elementi validi da cui ripartire, penso a Fabio Siani, Raffaele Giordano e lo stesso Marcello Murolo, che rappresenta una preziosa risorsa per la coalizione. Il centrodestra, purtroppo, ha delle contraddizioni ataviche al suo interno, che non riesce a risolvere.

 

“«Asini con le bisacce piene di voti»:  non sempre il consenso elettorale significa competenza, progettualità, amore e dedizione per la propria città”

 

E un giudizio nel suo insieme sulla classe politica cittadina emersa dalle ultime elezioni comunali?

Nella classe politica emersa alle ultime elezioni comunali vi sono alcuni elementi interessanti, soprattutto in prospettiva, ma sono comunque pochi. L’emersione della classe politica è inevitabilmente legata, come già successo in passato, al consenso elettorale, ed al riguardo mi piace ricordare un’espressione del direttore Pasquale Petrillo, che anni addietro, parlò di “……asini con le bisacce piene di voti …..“ , introducendo un’interessante riflessione, sfuggita a molti purtroppo, sull’argomento, ovvero se il consenso elettorale significasse automaticamente competenza, progettualità ed amore e dedizione per la propria città. Giusto per restare in casa del centrodestra, diversi sono stati quelli che non si sono dimostrati all’altezza dei consensi del proprio elettorato.

Se la classe politica non brilla non è che poi in città quella che un tempo si chiamava società civile sembra dare segni di vita. Un tempo l’associazionismo, di qualsiasi tipo, da quello ambientale a quello culturale o sportivo, si faceva sentire, ora è calato un preoccupante silenzio e l’emergenza pandemica ha accentuato un fenomeno che era già presente da tempo.

L’associazionismo vive uno dei suoi peggiori momenti, in virtù dell’emergenza sanitaria del Covid 19, in quanto i contatti umani ne rappresentano la linfa vitale. Ma già in passato il rapporto con la politica si era trasformato, non certamente in meglio, visto che diversi politici hanno inteso l’associazionismo non per il valore in sé, ma solo come terreno di caccia per conseguire ulteriori consensi elettorali, e, purtroppo, più volte è capitato che associazioni o comitati siano stati strumentalizzati dal politico di turno.

 

“I meccanismi di formazione del consenso elettorale allontanano dall’impegno politico tante persone capaci e competenti”

 

La crisi dei partiti e della politica è evidente, ma sembra andata in tilt l’intera società civile che si rifugia sempre più nell’agorà virtuale dei social, i quali hanno sì un ruolo e una loro indubbia forza, ma che alla lunga si limitano a dare voce alla protesta rivelandosi così spesso autoreferenziali, se non scadono addirittura in vomitatoi di inusitata violenza verbale…

La società civile oramai da anni ha fatto un passo indietro nel campo dell’azione politica, trovando una sua ragione di essere nei social, ovvero un luogo ove si dice tutto ed il contrario di tutto. Però è anche vero che sono i meccanismi di formazione del consenso elettorale ad allontanare dall’impegno politico tante persone capaci e competenti, visto che l’elettorato preferisce votare l’amico e l’amico dell’amico, senza tener conto invece delle caratteristiche di cui parlavo prima.

Nella nostra città come si può portare la politica, la buona politica, nuovamente al centro del dibattito cittadino e come strumento di confronto e di costruzione? Ammesso che questo sia possibile….

È opportuno evidenziare che dal 1993, ovvero dalla prima elezione diretta del sindaco, nessuno dei politici dotati dei più grossi consensi elettorali è stato mai eletto sindaco, e ciò dovrebbe indurre ad un’attenta riflessione qualche amministratore comunale che, evidentemente, già nutre sogni di prima grandezza…

 

“Con la preferenza unica molto spesso il singolo consigliere è portatore di interessi che non hanno nulla a che vedere con il partito e con la città”

 

E, impresa forse ancora più ardua, come favorire la crescita e l’emergere di una classe politica cittadina che abbia un livello medio di maggiore competenza, preparazione, lungimiranza…

Purtroppo, quello che manca è la vecchia scuola dei partiti, dove avveniva una reale selezione del personale politico, con un lungo percorso di militanza, che solo persone munite di passione e voglia di spendersi per la propria città potevano affrontare. Con l’introduzione della preferenza unica, molto spesso il singolo consigliere è portatore di interessi che non hanno nulla a che vedere con il partito e con la città, essendo unicamente interessi personali o di terzi, che, opportunamente, rimangono nell’ombra.

Secondo lei, quali requisiti di base, irrinunciabili, dovrebbe avere chi si propone come amministratore della nostra città, soprattutto in questi tempi bui e di vacche magre, dove c’è poco da distribuire e molto da chiedere alla comunità?

Elencare le caratteristiche che dovrebbe possedere un amministratore comunale è un mero esercizio retorico, si scade nell’ovvio, piuttosto dovremmo chiederci se quei requisiti verranno messi in pratica o meno. (foto Aldo Fiorillo)

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