scritto da Francesco Angrisani - 05 Settembre 2026 08:18

La rivoluzione del sole è già cominciata: dalla Cina all’Africa l’energia cambia volto

Il dato più simbolico arriva dalla Cina, dove la capacità fotovoltaica installata ha raggiunto quota 1.286 gigawatt, superando per la prima volta quella delle centrali a carbone

La transizione energetica non è più soltanto una prospettiva per il futuro. I numeri che arrivano da diverse aree del mondo raccontano una trasformazione già in corso, nella quale il fotovoltaico sta assumendo un ruolo sempre più centrale.

Il dato più simbolico arriva dalla Cina, dove la capacità fotovoltaica installata ha raggiunto quota 1.286 gigawatt, superando per la prima volta quella delle centrali a carbone, pari a circa 1.285 GW. Un sorpasso soprattutto simbolico, ma che fotografa con chiarezza la velocità con cui il Paese sta aumentando la propria capacità di produrre elettricità dal sole.

Secondo quanto riportato da Greenreport, il fotovoltaico rappresenta ormai oltre il 30% della capacità elettrica complessiva cinese. Un risultato che mostra quanto rapidamente le fonti rinnovabili stiano modificando il sistema energetico della principale economia asiatica.

Fonte: Greenreport, “Storico sorpasso in Cina: con 1.286 GW di capacità installata il fotovoltaico batte per la prima volta le centrali a carbone”

Ma la crescita del solare non riguarda soltanto le grandi potenze industriali. Un altro fenomeno significativo sta avvenendo in Africa, dove il fotovoltaico sta conoscendo una crescita spesso poco visibile nelle statistiche ufficiali.

Nel 2026 il continente potrebbe installare circa 17 GW di nuova capacità solare, il 45% in più rispetto all’anno precedente. La dimensione del fenomeno è resa bene da un dato: si tratta, secondo le stime riportate da Greenreport, di circa 100.000 pannelli fotovoltaici installati ogni giorno.

Una parte consistente di questa espansione riguarda piccoli impianti distribuiti, sistemi domestici e soluzioni locali che possono portare elettricità anche in aree lontane dalle grandi reti. È una rivoluzione energetica dal basso, che in molti casi sfugge alle statistiche tradizionali.

Fonte: Greenreport, “Il boom nascosto dell’energia solare in Africa: 100.000 pannelli fotovoltaici installati ogni giorno”.

E l’Europa? Anche qui il solare sta mostrando il proprio peso, soprattutto in un contesto reso sempre più difficile dalle ondate di calore. Nei mesi di giugno e luglio 2026 la produzione fotovoltaica europea ha raggiunto rispettivamente circa 52 e 55 TWh, arrivando a coprire circa un quarto dell’elettricità dell’Unione europea.

Il paradosso è che proprio quando il sole produce di più, aumenta anche la necessità di energia per il raffrescamento degli edifici. Durante le ore centrali della giornata il fotovoltaico può quindi contribuire a ridurre la pressione sulla rete, ma il problema si ripresenta al tramonto, quando la produzione solare diminuisce rapidamente mentre le temperature possono rimanere elevate e la domanda di elettricità restare sostenuta.

Per questo la prossima sfida non sarà soltanto installare nuovi pannelli, ma conservare e gestire meglio l’energia prodotta. Batterie, sistemi di accumulo, interconnessioni tra le reti e una gestione più flessibile dei consumi saranno elementi sempre più importanti.

Fonte: Greenreport, “L’energia solare sta salvando l’Europa dal caldo estremo, ma la vera sfida comincia al tramonto”.

Dalla Cina all’Africa, passando per l’Europa, il messaggio che emerge è dunque chiaro: il fotovoltaico sta crescendo rapidamente, ma la vera partita della transizione energetica si giocherà sulla capacità di integrare questa nuova produzione nel sistema elettrico.

Per i territori e le comunità locali questo significa anche nuove opportunità: produzione energetica più distribuita, possibilità di ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e maggiore attenzione all’autoconsumo e all’accumulo. La rivoluzione del sole, insomma, non è più soltanto una questione globale. Sta diventando una questione concreta per ogni territorio chiamato a decidere come produrre, utilizzare e condividere l’energia.

 

Cavese, dopo la maturità scientifica prosegue gli studi in Economia e Commercio, ma è il mondo del volontariato a segnare in modo decisivo il suo percorso umano. Fin dal 1980 si impegna nell’associazionismo ambientalista, muovendo i primi passi nel M.A.P.A.N. (Movimento Anticaccia Protezione Animali Natura), con cui promuove campagne di sensibilizzazione contro la strage dei cuccioli di foca destinati all’industria delle pellicce. Il suo impegno civile si amplia con iniziative di respiro internazionale, tra cui la raccolta firme a sostegno della candidatura di Nelson Mandela al Premio Nobel per la Pace. Per quasi un decennio dedica tempo ed energie alla tutela dei cani abbandonati, collaborando con un ricovero situato tra Vietri sul Mare e Molina, occupandosi dell’assistenza agli animali e della sensibilizzazione sul tema del randagismo. Parallelamente porta avanti un percorso politico locale, diventando consigliere della Prima Circoscrizione di Cava de’ Tirreni nella Lista Verde Alternativa, con un’attenzione particolare alla tutela ambientale e alla partecipazione civica. La sua vocazione per uno stile di vita sostenibile si traduce anche in un progetto imprenditoriale: è cofondatore de L’Orto Biologico, negozio specializzato in alimenti biologici che da quasi quarant’anni promuove un’alimentazione sana, il consumo consapevole e il rispetto dell’ambiente.

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